13 Reasons Why: 13 reasons why la terza stagione fa schifo

“La prima stagione è stata bella, la seconda passabile, ma la terza è proprio da suicidio”

Ho finito, forse con colpevole ritardo, la terza stagione di 13 Reasons Why. È finita, ma probabilmente se non fosse giunta ad una rapida conclusione, avrei imitato Hannah Baker in un atto suicida nonostante sia sprovvisto di apposita vasca da bagno in casa.
La terza stagione di 13 Reasons Why sembra aver voluto superare definitivamente la storia strappalacrime della palindroma Hannah, che in questo caso ho scritto volutamente al contrario: viene citata due volte, due di numero in tutti i nuovi episodi, perché tanto ormai è bella che morta.

Questa terza stagione dà spazio, senza fare spoiler, a quel “bravo ragazzo” di Bryce Walker, l’amico di Jessica, di Hannah – questa volta scritto nel verso giusto – di Chloe ed a quanto pare anche di Ani, la nuova protagonista senza apparenti meriti.
Mi soffermerei per due misere righe su questa giovane ragazza Afro-americana, Amorowat, che tra gli infiniti nomi o nomignoli possibili, decide di usare Ani, l’unico che in italiano significa “buchi di culo”.

Ed è qui che mi aggancio con “13 reasons why la terza stagione di 13 Reasons Why è brutta”:

1. È na cacata
2. È na cacata
3. È na cacata
4. È na cacata
5. È na cacata
6. È na cacata
7. È na cacata
8. È na cacata
9. È na cacata
10. È na cacata
11. È na cacata
12. È na cacata
13. È na cacata

Dopo tutti questi nefasti eventi, tra chi ammazza se stesso, chi subisce l’ammazzamento e chi ammazza altri, c’è da dire che il 13 porta proprio male e quindi io mo’ me gratto.


Dopo la ravanata preventiva e con finalità scaccia iella, eccomi dire una parolina sul liceo Liberty di 13 Reasons Why. Ogni ultimo giorno di scuola al liceo Immanuel Kant di Roma venivano perquisiti tutti gli zaini per contrastare il fenomeno gavettoni; alla Liberty invece entrano pistole, steroidi, pregiudicati, armi automatiche.

Ed io che mi nascondevo per mangiare pane e mortadella fuori dal quarto d’ora della ricreazione…

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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