L’Assassinio di Gianni Versace: follia umana su schermo

In Media Rex“Con una pistola o con un martello, di certo c’è che Cunanan ti entra nel cervello”

American Crime Story è finalmente tornato con una seconda stagione all’insegna del crimine. Questa volta si raccontano le gesta assassine di Andrew Cunanan, autore di numerosi omicidi negli anni ’90, tra i quali quello del famoso stilista e fashion-icon del tempo Gianni Versace. Ma se la riproposizione su schermo del processo contro OJ Simpson fu roba veramente emozionante e curata, “L’Assassinio di Gianni Versace” tende ad esasperare un po’ troppo l’elemento serie-tv, rendendo il tutto fin troppo costruito. Nulla toglie però a questa produzione i tanti elementi di qualità, tali da renderla per la piattaforma Netflix un must-see del mese gennaio.

Di certo questi nove episodi sono riusciti a delineare un quadro completo della vita di tale Andrew Cunanan, un giovane e brillante ragazzo dal travagliato passato famigliare. Un padre violento ed avvezzo al raggirare persone più deboli al solo fine di ricavare qualche migliaio di dollari, una madre mai attenta allo stato d’anima del figlio ed i continui conflitti sociali dettati dalla sua omosessualità, lo conducono in un mondo fatto di menzogne, droga ed alcool. Nei suoi pochi episodi la serie racconta quanto ha anticipato l’omicidio di Versace, mostrando la climax della follia omicida di Cunanan. Jeff Trail, David Madson, Lee Miglin e William Reese hanno infatti subito l’ira di colui che arrivò ad odiare tutti coloro che aveva amato.

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Tra i cinque brutali omicidi particolare rilievo assume quello di David Madson. Tante sono infatti le ombre circa il rapporto dei due, culminato in una fuga subito dopo il massacro a colpi di martello del povero Jeff. Nella serie sembra farsi strada l’ipotesi della cosiddetta sindrome di Stoccolma, già menzionata ne La Casa di Carta: è stato quindi l’amore per il proprio sequestratore che ha impedito a Madson di fermare Cunanan? Ulteriori dubbi sorgono circa l’incontro tra Cunanan e Versace: è mai avvenuto? Perché Cunanan ha deciso di ucciderlo? A queste domande probabilmente non si potrà mai rispondere.

D’alto livello è sicuramente il cast, che vede presenti oltre a Darren Criss nelle vesti di Cunanan, anche la bella Penélope Cruz come Donatella Versace ed Édgar Ramírez nel ruolo di Gianni Versace. Particolarmente azzeccata è invece la presenza di Ricky Martin, al quale sembra essere stato assegnato il più adatto dei ruoli: Antonio D’Amico, il compagno di vita dello stilista.

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In definitiva L’Assassinio di Gianni Versace è un racconto ben fatto di una triste pagina di storia americana. Ultimamente sembra stia dilagando una vera smania di raccontare le storie di coloro che si sono macchiati di crimini efferati: sono recenti infatti le serie Manhunt: Unabomber, Il caso Ted Bundy, Confession Tapes ed Evil Genius. La visione resta comunque consigliata, perché si tratta di un’ottima riproposizione televisione di fatti realmente avvenuti. E poi c’è Ricky Martin.

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Francesco Benvenuto

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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