Nove (+1) anime da riscoprire

Anime in media rex 1000

I cartoni animati sono una cosa seria. E sono pure una droga.

Proprio in questi giorni Netflix ha annunciato che questa estate verrà pubblicata la seconda stagione di Castlevania, anime che trae ispirazione dall’omonima serie videoludica creata da Konami (abbiamo parlato dei primi quattro episodi QUI). Giubilo e vagonate di sedie lanciate in aria in redazione (da me soltanto, in verità…). Ulteriore gioia (sempre e solo mia) è andata ad aggiungersi perché frattanto continuano a pervenire conferme da un altro studio di produzione: la Khara di quel gran simpaticone di Hideaki Anno è nel pieno della produzione di Rebuild of Evangelion 3.0+1.0, lungometraggio che dovrebbe porre fine alla tetralogia cinematografica di quel deficiente di Shinji e compagnia bella (chi continua a chiamare “remake” i Rebuild verrà prontamente preso a sprangate in faccia con l’uso del Dummy System).

In tutto questo ho riscoperto anime giapponesi che per troppo tempo stavano prendendo polvere digitale e non. Ecco dunque 9 serie animate nipponiche – rigorosamente in ordine sparso – che dovrebbero essere recuperate nel frattempo. Non è il solito listone “Le 10 bla bla bla” perché il decimo lo lascio scegliere a voi lettori (quanto sono buono e generoso. Non ringraziatemi, ma se proprio volete vi invio il mio IBAN tramite messaggio privato).


Trigun

trigun aime in media rex

Il tifone umanoide. Capelli a punta. O semplicemente un magia-ciambelle con un’etica che in confronto Gino Strada potrebbe aspirare solo a fare il contrabbandiere di sigarette tra Taranto e Tirana. Vash The Stampiede, l’uomo da 500 miliardi di doppi dollari, uno dei personaggi più carismatici mai apparsi sui piccoli teleschermi (tubo catodico, quanto mi manchi). Grande storia che si scopre poco a poco, ottima caratterizzazione dei personaggi, dove persino il più scemo in realtà nasconde qualche retroscena profondo. E poi un futuro (presente?) distopico, dove una tecnologia fin troppo evoluta si coniuga con un’arretratezza che ha portato tutti a tornare al far west. Ottimi disegni, bella storia, pistole, un comprimario come il pastore Wolf e due assicuratrici bislacche. E ciambelle, tante ciambelle. Cosa volete di più?


Cowboy Bebop

Spike Spiegel, Jet Black, Faye Valentine. Cacciatori di taglie di professione e per forza di cose. E anche un cane, Ein, e un’hacker dalla giovane età di nome Ed. Lo spazio e la tecnologia che si scontrano con gli stilemi del far west, una storia personale di ciascuno dei protagonisti che colpisce scoprendosi col contagocce. Sviluppo non banale, sempre quel tocco d’ironia che non guasta e mai e poi mai fuori posto. E voglio sposare Faye. Vanta, tra l’altro una delle sigle migliori mai concepite. Three two, one, let’s Jam! See you, space cowboy…


Neon Genesis Evangelion

neon genesis evangelion anime in media rex

I mash-up, quelli belli. Sognare non costa nulla.

Il casino più assurdo. Spiegarlo, anche solo a grandi, enormi, gigantesche spanne, è praticamente impossibile. Sappiate solo questo: non è il solito anime con robottoni. Sappiate anche questo: è stato realizzato avendo in mente un canovaccio come trama, è stato realizzato dovendo seguire i cambiamenti direttivi di Hideaki Hanno che non è esattamente l’uomo più lineare di questo mondo. Citazioni storiche e religiose, approfondimenti psicologici di ogni singolo fottuto personaggio, puntate che hanno senso solo dopo la quarta visione consecutiva, tanti piccoli particolari a cui stare attenti per poter avere almeno una parvenza d’idea di cosa diavolo accade. Meraviglia. Ma io sono di parte. E Shinji, sali su quel cazzo di Eva e non rompere i coglioni. Io sono pro Misato e pro Gendo, sappiatelo. Per motivazioni differenti, ma sappiatelo ugualmente. Ah, non mi reputo responsabile per qualsivoglia successivo vostro disordine mentale dopo la visione della serie. Consiglio, successivamente, la visione di “The End Of Evangelion”, OAV e versione “più chiara” del finale dell’anime. Per i Rebuild prendetevi tempo. Molto tempo.


Death Note

death note anime in media rex

A sinistra, Light. A destra, un pirla qualunque con problemi di controllo della masturbazione

Sarò forse impopolare, ma mi piace dannatamente di più il tratto dell’anime rispetto a quello del manga. E piace anche come adattamento, a tratti superiore all’opera cartacea originale sia per spiegazioni, sia per proseguimento di trama. Se per curiosità avete visto il film prodotto da Netflix e l’avete giudicato “carino”, fatemi un favore: redimetevi e procuratevi l’intera serie animata di Death Note. E anche il manga, già che ci siete. Ryuk non è solo una comparsa in penombra, Light è tutt’altro che un coglioncello di periferia e L… Sì, non è esattamente la persona più equilibrata del mondo neppure nell’anime, ma non è un bimbo di 4 anni sempre al limite del capriccio. E i comprimari… Cazzo, i comprimari. Non Sono personaggi buttati lì a casaccio stile carne da macello.


Master Mosquiton

master mosquiton anime in media rex

Ecco, nello stilare questa lista mi è tornato in mente questo anime spettacolare. Come tutti gli anime del periodo (Anni ’90 / primi 2000), condensa estrema ironia con momenti di assoluto pathos e profondità. Me lo ricordo ai tempi di Mtv, quella Mtv che durante il giorno ti bombardava (giustissimamente) di musica di qualsiasi tipologia e la sera ti allietava con film, serie tv, OAV e anime di gran levatura. E poi nella seconda serata tornava a bombardarti di musica. Tornando a Master Mosquiton, in realtà ho in parte barato: su Mtv sono andati in onda i 6 OAV tratti dal manga, mentre la serie vera e propria non è mai stata trasmessa in Italia. Ma è bello. Divertente, appassionante e bello. Vampiri scemi, eppure…


Bem

Rimembro che la prima volta che lo vidi rimasi un po’ angosciato. Ero piccolo, questi mostriciattoli che in pieno stile Jappo ’70 si sformavano a ogni fotogramma. Come l’Uomo Tigre, peggio di Daitan III. In pratica, il disegno fa cagare, e forse proprio questo contribuisce ad accrescere il fare sinistro. Entrati nel mood, tuttavia, è un bell’anime, con Ben e la sua famiglia stramba.


City Hunter

city hunter anime in media rex

Ricordate: Greta (Kaori) ha sempre ragione. SEMPRE.

Sì, in Italia è stato fatto un po’ di casino. Kaori è diventata Greta, Ryo è semplicemente Hunter (e perché mai tutti dovrebbero chiamarlo per cognome? Vabbè) e via dicendo. Nomi a parte, l’adattamento restituisce lo spasso originale, e non tutto il divertimento è così non-sense o vuoto. Andando avanti con le puntate si capisce il perché. Sì, è conosciutissimo, ma è anche vero che le nuove generazioni forse l’hanno saltato a piè pari, conoscendolo più per la fama da marpione di Hunter Ryo e per le belle gnocche che per tutta la storia. Da riscoprire. Come le punizioni di Recoba: tutti a parlare di Del Piero o Roberto Carlos, ma Alvaro ha dato spettacolo. Stessa cosa City Hunter.


GTO – Great Teacher Onizuka

Grazie a questo anime (o per colpa sua) per un attimo nella mia vita ho pensato: “Dannazione, anche io voglio fare il professore!”. Poi sono rinsavito, mi sono reso conto che Onizuka è giapponese e io sono uno stronzo sul cucuzzolo del Gran Sasso d’Italia. Ma Kenshiro riusciamo a imitarlo bene in maniera simile.


Ken Il Guerriero – Prima Serie

kenshiro hokuto no ken ken il guerriero in media rex

Kenshiro in realtà è abruzzese. Per la precisione, di Colleranesco, provincia di Teramo.

Non sono necessarie presentazioni. Tutti conoscete Kenshiro. Tutti conoscete la Divina Scuola di Hokuto. Tutti avete versato lacrime amare per Toki tanto da poter ricreare il lago di Campotosto in salotto. Tutti siete rimasti agghiacciati dalla saga di Sauzer (Souther per la precisione). Tutti a un certo punto avete mandato a cagare Lin perché la sua unica capacità è quella di urlare “Keeeeeeeeeeeeen!”. In confronto il Pulcino Pio era più sopportabile. Lo conoscete tutti, e allora perché citarlo tra gli anime da recuperare? Perché non lo trasmettono più in televisione da almeno dodici anni. Amazon. Cofanetto. “Compra Subito”. Dai, ora, su.

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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