Avengers: Endgame: il pagellone

Ineluttabili giudizi sulla chiusura della storia dei Vendicatori

Siamo stati al cinema, qualche giorno fa nel passato di questo presente, e ci siamo goduti uno di quattordici milioni di possibili film conclusivi di dieci anni di Marvel Cinematic Universe. Il nostro ineluttabile bilancio finale, fatto di giudizi tranchant su personaggi che hanno fatto ridere più o meno volontariamente e lodi sperticate dei vendicatori che abbiamo amato 3000.


I vendicatori originali

Iron Man, voto 10 (ma in realtà 5). Salva universo, pianeta, famiglia e Spiderman. Dice “io sono Iron Man” e poi muore. Ma muore da papà con casa sul lago, mentre per noi resterà sempre e solo il genio, miliardario, playboy, filantropo. 

Cap. America, voto 8. Nell’ascensore fa gasare gli uomini, con la vecchia fiamma Peggy Carter fa commuovere le donne. Non sbaglia un colpo, salvo trovarsi da vecchio nella linea temporale sbagliata. Distratto.

Hulk, voto 5. Non è uno scienziato, non è un mostro verde arrabbiato. Sa soltanto quello che non è. Bruce Balto.

Thor, voto 5 (ma in realtà 10). Dopo la fine di Asgard e aver mancato la testa di Thanos cade in ptsd e intraprende pericolosamente la strada dell’obesità. Ma vuoi mettere birra, fortnite e fancazzismo? È questo il valhalla. Drugo.

Vedova Nera, voto 5. Le mettono qualche brufolo in faccia nel tentativo miserabile di abbrutire Scarlett Johansson. Continua il suo flirt interminabile (con rimandi a presumibili ore di sesso selvaggio a Budapest) con Barton; la dà vinta alla ricrescita tornando rossa di capello, ma non arriva a verificare il proverbio mostrando di cosa è golosa. Sarà per un altro MCU. Coito Interrotto.

Ronin, voto 7. Da potenziale vedovo, e dopo aver fatto a pezzi un boss della Yakuza a caso, si ritrova subito ad ammiccare alla vera Vedova, in uno struggente gioco di “muoio io” “no dai muoio io” “no dai muoio io” che sembra un’esagerata evoluzione cinematografica delle chiamate dei fidanzatini quindicenni. Muore lei. Mica scemo.


(As)Guardiani della Galassia

Peter Quill, voto 4. Dopo aver mandato tutto a puttane al primo round, guadagna minuti e minuti di screenplay per farsi dare dell’imbecille da chi conosce bene o da chi non conosce per nulla. Sofficino.

Drax, voto 10. Questa volta davvero è migliorato nell’arte della mimetizzazione. Lentissimo, impercettibile.

Rocket, voto 6. Il coniglietto porta a casa la pagnotta come unico membro dell’equipaggio della Milano capace di avere un minimo impatto sul film. Poco importa (?) se costantemente ridicolizzato, riesce comunque a prendersi la sua rivincita schiaffeggiando con intenti moralizzatori un Dio in disgrazia che comunque lo ignorerà. Mascotte.

Gamora, voto 2. Insopportabilmente altera e snob, tanto da friendzonare violentemente un povero Cristo che per lei aveva prima girato mezzo Universo e poi lo aveva fatto sterminare. Rich kid of Zen-Whoberi.

Groot e l’altraconleantenne, voto 3. – Comparse per il 90% del lunghissimo film, dopo anni passati sotto la guida di Quill regalano cuore, anima e poltrone al primo ciccione carismatico che con loro non c’entrava assolutamente niente. Pentastellati.


Comparse varie

Stephen Strange, voto 6. Torna per calmare le acque e con un dito decide il destino dell’universo. Provvidenziale.

Wanda Maximoff, voto 7. Ogni volta che interviene sembra Lebron James che irrompe in mezzo a una classe di quattordicenni che fanno a canestro nell’ora di educazione fisica. Le esigenze di fare sei ore di film però la tengono a bada e le impediscono di risolvere la situazione, quantomeno evitandole ridicole storie d’amore con uomini sintetici che sembrano sedili di auto da corsa. Overpowered

Falcon, promosso col 4. “A sinistra” è la battuta con cui arriva in winter soldier ed è la stessa con cui torna in Endgame. Ed è praticamente l’unica cosa per cui è ricordato, oltre a quelle ali ridicole che usa anche per trafiggere ultimamente. Ah, ed è diventato il nuovo capitan america. Raccomandato.

Bucky Barnes, 6 politico. Non fa assolutamente nulla e nonostante questo meritava di diventare il nuovo capitan america più di Falcon. E si guarda pure in silenzio il passaggio dello scudo. Cucky

Loki, voto 8. Come ha fatto a smaterializzarsi nel 2012 per morire nel 2018? Da dove l’hanno preso per portarlo ad Asgard e fare gli altri film di Thor? In dieci secondi sfalda completamente l’intera struttura narrativa e sbugiarda il presunto genio degli sceneggiatori. Dio della verità. (Uno degli autori si dissocia per diversa interpretazione delle linee temporali)

Spider-Man, voto 6. Non si sentiva bene, si è addormentato, si è svegliato e si becca l’abbraccione da papà Stark. Cucciolo. Però quando Tony muore togliti dalle palle e fai fare alla Paltrow dai. Irrispettoso.

War Machine, voto 5. poco impatto, poca personalità, poco tutto. Prossimo Ironman? Per noi è no. Zero stark factor.

Ant-Man, voto 9. P personaggio chiave sotto molti aspetti. Crede nei viaggi nel tempo e ci mette faccia, pannolino e pannolone. Se non fosse stato per lui Stark sarebbe ancora sul lago, nel bene o nel male. Ice breaker.

Capitan Marvel, voto 2. “Tranquilli vi salvo io a sto giro, hanno pure fatto un intero film su di me” “Anzi no, ho da fare in altre parti dell’universo” “Eccomi ci sono scusate il ritardo. Ora proteggo il guanto con le ragazz… ops”. Sborona.

T’Challa, voto 6. Ritorna dal mondo dei morti in forma inattesa, per afferrare il guanto dell’infinito e farsi trenta secondi di sgroppata sulla fascia conditi da vari touchdown. Gervinho back from China

Pepper Pots, voto 3. “Noi staremo bene, adesso riposa” è seconda come frase d’addio soltanto a un “fottiti, coglione”. Ingrata.

Morgan Stark, voto 5.  Oggetto/soggetto di una teoria che spunta su miliardi di pagine facebook, sul fatto che “il suo Ti voglio bene 3000” sia riferito al numero totale di minuti dell’MCU. La sua vocina stridula ne ha comunque avuti a disposizione troppi. Leone Ferragni.

Fortnite, voto 10. Fanno uscire due o tre nuovi battle Royale all’anno ma intanto nel 2023 il più giocato rimane sempre questa porcata. Intoccabile.


Cattivoni

Nebula, voto 4. Il suo wifi le permette di connettersi all’altra lei dell’altra linea temporale. Questo le permette solo di prendersi altri merdoni un po’ da tutti, oltre che portare allo sterminio prematuro di un esercito teleportato. Incosciente.

Thanos del presente, voto 7. Che gli vuoi dire? Dimezza la popolazione dell’universo e poi si dà alla vita bucolica. Avrebbe avuto un futuro come attore in qualche film di animazione di qualche casa produttrice competitor. Peccato che ha perso la testa. Potenziale Candidato Shrek.

Thanos del passato, voto 4. Ineluttabile, sì, ma la figura da fesso che vanta quando si fa ridicolizzare dal giochetto di prestigio di Iron Man. Ennesima conferma che a volte anche i top player non possono essere in grado per sconfiggere l’astuzia, l’abnegazione, l’incoscienza, la voglia di superarsi di chi parte già sconfitto. CR7.

Articolo di Riccardo Coppola ed Edgar Pironti

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