Bim Bum Bam! Geriatria: come sentirsi vecchi

Quando eravamo giovani e tutto ci sembrava così bello

 

C’è stato un tempo, miei giovini Millennians, in cui Paolo Bonolis non starnazzava col vocione a ritmo di paroloni, né si dilettava ad irridere l’ignoranza altrui (almeno, non così esageratamente come ora). C’è stato un tempo, miei giovani bimbi che bestemmiano a 12 anni perché Gta V gira a 59,5 frame al secondo anziché a 60, in cui Gerry Scotti era quasi magro, quasi con i capelli e parlava con i pupazzi. C’è stato un tempo in cui, miei prodi fanatici di Peppa Pig e tutti i suoi insaccati familiari, che un pupazzo, Uan, anch’esso rosa ma dalle fattezze tra il canide e il parrucchino di Paolo Limiti Donald Trump, colloquiava amabilmente con gli esseri umani accanto a lui e con coloro che erano al di là del tubo catodico, altro apparecchio che voi, giovani tecnologici abituati al treddì e alle sigarette elettroniche, non avete neppure idea di come fosse strutturato.

Bim Bum Bam è stata una trasmissione chiave per almeno un paio di generazioni di giovini fringuelli nel periodo che va dalla tarda infanzia fino a poco prima dell’adolescenza. Soprattutto, è stata l’espressione di una televisione che davvero non c’è più (che frase da anziano), quella delle mattine (anni Ottanta) e dei pomeriggi (anni Novanta) in cui non c’erano solo cartoni animati a rotazione intensiva, ma anche sprazzi di vera e propria trasmissione con personaggi, scenette e fugaci e veri e propri sceneggiati, tra cui le celebri – per noi anziani giovani – rielaborazioni di “Kiss Me Licia” con Cristina d’Avena e le sopracciglia di Elio e Le Storie Tease e di “Batman” in chiave bimbumbamesca: Bat Roberto, giovane riccioluto che combatte i malvagi e il perfido Uan (ve l’avevo detto che sotto sotto era un lestofante) indossando la tutina rubata ad Adam West.

“Dolcemente Licia”. La trasposizione dall’anime rasentava la perfezione (nella nostra immaginazione)

Voi direte “Eh, ma c’è ancora la Melevisione. È lei in un certo senso l’erede di Bim Bum Bam”. Cazzate.

O meglio: la Melevisione riprende un format simile di quegli anni ed è riuscita ad attualizzarlo, è vero, ma è più l’evoluzione di un “Albero Azzurro” di kaiser Dodò più che di Uan e soci. Bim Bum Bam e il suo acerrimo avversario Solletico di mammà Rai (quello sì, evoluzione della concorrenza) hanno iniziato a presentare cenni di vaga agonia in cui il sollazzo pomeridiano è divenuto quello di vedere 12 poligoni contemporaneamente rincorrersi sullo schermo televisivo. Sì, già nei primi ’90 c’erano Super Nintendo e Sega MegaDrive, ma per quanto diffusi non potevano monopolizzare l’attenzione del giovane virgulto nel lasso di tempo che intercorreva dalle 15:00 alle 18:00. Semmai, era una divertente parentesi elettronica per sopperire alla noia della visione di un paio di episodi di Mimì e il sogno della pallavolo. Il periodo dei tornei da Pes era ancora lontano, se volevi un torneo di videogiochi, due erano i vincoli: un’età di almeno 13-14 anni e avere una sala giochi con Street Fighter II a portata di mano, altrimenti ciccia.

Ormone adolescenziale, Bim Bum Bam e il nulla. Ecco come erano i pomeriggi anni ’90

La mazzata definitiva per Bim Bum Bam nella sua forma storica è arrivata proprio con la fine del XX secolo, quando il mondo intero è sconvolto da esplosioni atomiche la televisione d’intrattenimento cambia rotta perché il pubblico stesso è cambiato: stare dietro alla mole di contenuti tele filmici e cartooneschi di tendenza è più difficile, la pellicola su cui sono impresse le puntate di “Carletto Il Principe Dei Mostri” è oramai logora, “Robin Hood” è meglio posizionarlo nella rotazione mattutina. Nel pomeriggio l’interazione tra chi è dentro la scatola luminosa e il fagocitatore di pane e Nutella spaparanzato sul divano è sempre minore, realizzare i “Buona Domenica” in formato bimbi costa troppo e agli sponsor poco gliene cale di televendite ad hoc. Spendono già tanto per fare pubblicità con la testa delle persone a forma di tasto triangolo, che gli frega di Bat Roberto che promuove il loro prodotto?

Domenica 11 dicembre 2016 è un tuffo nel passato per chi ha 30 anni e più, è l’occasione per i giovini Millennians o per chi è diventato strabico a forza di selfie alla toilette di vedere come sono cresciuti i propri cugini “anziani”, i propri genitori, le due generazioni prima di loro. Non è detto che capiscano, né che rimangano affascinati. Il mondo è cambiato, e io mi sento terribilmente vecchio. Ma il mio cuore batte a suon di Bim Bum Bam.

Il cast originale. Correva l’anno 1981

Ora scusate, digito “34” sul telecomando e mi rintrono dinanzi allo scatolone luminoso e radioattivo. Poi alle 18:30 torno a controllare a che punto sono i lavori in corso sotto casa.

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi’s 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199… dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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