Cinema2Day, l’ecatombe del botteghino

Venghino siori e siore, venghino! Con calma… Sign… No, fermi, con calm… AAAAHHH!!!

Il cinema, luogo sacro e di perdizione. Il biglietto strappato, la ricerca del sedile preposto, le luci che fanno spazio all’ombra dello schermo, l’attesa dei titoli di testa. Quanti film. E quante ultime file, dove le immagini proiettate non si vedono, dove i dialoghi e le musiche incalzanti sono le tue alleate per la distrazione altrui.

Ma la sala cinematografica è soprattutto il locus amoenus perfetto per godere ciò che il minuto tubo catodico schermo piatto di casa può solo farti intuire, non c’è home theater che tenga: 150 pollici e un Dolby System avvolgente è tutto ciò che vuole un amante di film, che sia l’ultimo capolavoro sconosciuto del regista di origini ugro-finniche  con trama cervellotica e intricata o la becera americanata spara-sputa-esplode.

Quanta poesia, quanti ricordi. Il cinema è un luogo magico

Tuttavia, è inutile girarci intorno: dal cinema della piccola città al multisala labirintico più grande di un centro commerciale, accaparrarsi un posto sotto la candida luce del proiettore nel corso degli anni è diventato sempre più costoso, dunque lo spettatore è sempre più selettivo e indeciso su cosa andare a vedere e su cosa dover rinunciare, pur a malincuore. Ma a tutto c’è rimedio, e così, dopo alcuni interessanti esperimenti degli scorsi anni, il 2016 ha visto l’introduzione del Cinema2Day: ogni secondo mercoledì del mese è possibile recarsi presso la terra natia di pop corn e nachos chimici per l’irrisoria cifra di 2 euro. Sì, la moneta più grande che il nostro portafoglio possa mai vedere ha un potere così grande, alla faccia di Gandalf e della sua mania di non far passare dei poveri Balrog affetti da crisi di solitudine.

Cinema2Day è un’iniziativa per riavvicinare le persone alla magia della sala”, così si è espresso Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, ed è senz’altro vero: il sottoscritto, che cova in sé all’unisono l’estasi verso film contorti e la putrida foga adolescenziale per esplosioni a rotta di collo, ha l’aurea possibilità di godere dei film da lui più ambiti e bramati alla abbordabilissima cifra di due birre Peroni 66cl. Il sottoscritto e molti come lui, anche tu che stai leggendo in questo istante tutto ciò. Cin cin.

La sala si riempie festosa a suon di pop corn e biaschichii vari

Volere è potere”, dice un antico adagio. A meno che tu non abbia la malsana idea di recarti al cinema il secondo mercoledì del mese. Sì, con 2 euro puoi goderti il film che desideri, goderti l’immersione del Dolby Surround, goderti i salatissimi e assuefanti pop corn, ma come te possono altri settordicimila tuoi simili. Così la favola si trasforma in un qualcosa che può avvicinarsi all’incubo o alla misantropia, un po’ come l’occhialuto Michael Douglas in un ordinario e folle lungometraggio. La corsa al biglietto diventa una selezione naturale, le auto in sosta sono talmente tante che devi invocare qualche santo per sperare di trovare un parcheggio, a meno che tu non sia stato lungimirante e sia sul posto con un paio d’ore d’anticipo (ma se speri una cosa nel genere agli spettacoli serali, ti abbraccio forte e ammiro il tuo ottimismo).

Ogni tanto qualcuno scambia la sala del cinema per il mercato rionale. E un Uomo Ragno ci rimette la dignità

Qualora tu riesca ad avvicinarti alla porta d’ingresso senza venir schiacciato e divorato dall’orda di “fan” del cinema del mercoledì, qualora tu riesca ad accaparrarti un biglietto nonostante i più organizzati ne abbiano prenotati cinque a testa giorni prima “perché non si sa mai”, qualora tu riesca a raggiungere uno dei ragazzi che lavorano al botteghino e schivare le occhiate mortifere accompagnate da un sommesso “Mannaggia a voi” o da un più coriaceo “Kitemmurt”, qualora tu riesca a trasformarti in un maestro Jedi ed evitare di sederti vicino al famigerato gruppo di amici “vediamo-un-film-a-caso-fidati” o peggio il gruppo di genitori svegli con prole a seguito che vanno a vedersi “Passengers” (ne abbiamo parlato diffusamente QUI), qualora tu riesca in tutto ciò entro l’8 febbraio, ultima occasione per approfittare del Cinema2Day, amico caro, ti prego: raccontamelo di persona. Perché il qui presente è sempre rimasto a esprimere la propria rabbia sfogliando con gentil blasfemia il calendario, dedicando maggiore veemenza a ogni secondo mercoledì del mese.

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
Andrea Mariano

About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi’s 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199… dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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