Dieci film tamarri che mi ha regalato Italia 1

Da Dredd a John Wick: film intellettuali e fantastiche prime serate

Se c’è una cosa che il comprare un tvcolor mi ha insegnato in questi ultimi anni di bazzicamento dei fornelli, è che nessuna compagnia riesce a essere più valida, in quei momenti in cui si girano le uova nelle padelle e in quelli successivi in cui le si mangia, della gloriosa ignoranza di Italia 1. Ho preparato una quantità non misurabile di pasti da studente fuori sede riguardando episodi di CSI trasmessi per la millesima volta, con Horatio che sollevava gli occhiali quasi a congratularsi della consistenza dei miei risotti in busta. Li ho poi consumati nell’ammirazione assoluta del film in prima serata, nel 90% dei casi un film di supereroi, nel restante 10% un capolavoro di tamarreide cinematografica da far impallidire Michael Bay. Ho spremuto le meningi per ricordare quelli che mi hanno più colpito, creando un ipotetico Blockbuster per quando non avrò il segnale DTV disponibile ma vorrò ugualmente rendere gloriose le mie cene.


World War Z

Quando vidi il titolo di primo acchito pensai alla trasposizione cinematografica di una di quelle stronzate da hipster di Haruki Murakami, tipo 19Q4. Ogni anno candidano Haruki Murakami al premio nobel e io prego con ogni fibra della mia anima che ancora una volta ci resti fottuto. Fortunatamente WWZ, che non era nemmeno un docufilm su una lega di wrestling dello Zimbabwe, trasponeva su pellicola il romanzo di fantascienza “World War Z. La guerra mondiale degli zombi” di tale Max Brooks. Un brillante scrigno di abusati stereotipi (dei quali fa parte lo stesso attore protagonista, Brad Pitt), con l’unica “particolarità” che i non-morti, come in Io Sono Leggenda, guadagnano dopo la trasformazione in intelligenza, forza fisica e velocità, invece di essere goffi e inutili come ci si aspettarebbe da alternativi cadaveri. Da rispolverare con maggior insistenza di questi giorni, per dimostrare coi fatti alle mamme informate quali possono essere gli effetti della riduzione delle coperture vaccinali.


Cowboys vs Aliens

Da leggere anche come il tentativo di Daniel Craig, riuscito solo in parte, di disperdere come una nuvoletta di fumo tutta la legacy acquisita dopo aver ridato linfa a James Bond. Indiani d’america che provengono da altri pianeti, alieni che estraggono oro e che si dedicano a sadici processi di carbonizzazione, la degna chiusura in stile western con la camminata a cavallo verso un posto sconosciuto. Tutto troppo eccessivo e caricaturale per non provare infinito rispetto.

Sempre meno vistoso di un Apple Watch


Edge of Tomorrow

Un posto d’onore nella prima serata di Italia 1 è stato prenotato, probabilmente fin dai primissimi anni 90, dal sacerdote massimo di Scientology Tom Cruise. Non che sia un problema: ogni volta che hanno trasmesso il vituperato e sottovalutato Oblivion ho acceso le candele e ho ricelebrato, come se ce ne fosse bisogno, il mio decennale matrimonio con la fantascienza. Edge of Tomorrow è talmente cafone ed eccessivo da essere inattaccabile: robottoni, partner strafiga e la particolare condizione di ritrovarsi a rivivere la stessa giornata ogni qualvolta si muore. Pensate quanto sarebbe comoda una versione light applicata alla realtà, che vi consentisse di ripartire puliti al mattino a ogni approccio del cazzo che provate con un esponente del gentil sesso.


Un qualsiasi film di Jackie Chan

Jackie Chan mi accompagna fin da quando facevo le scuole elementari, con quei film inutili visti fondamentalmente per arrivare ai titoli di coda e vedere il riquadro con tutti gli incidenti quasi mortali accaduti durante le riprese. Quando scoprii che si era permesso di fare dei film d’arti marziali seri, addirittura con Bruce Lee, ci rimasi malissimo. Top assoluto i Rush Hour, doverosamente con doppiaggio italiano, per sentire anche solo 5 minuti della voce di Chris Tucker e desiderare una ristoratrice colata di cera bollente dentro i padiglioni auricolari.


RIPD

Quando ho cominciato a braccio questo listone ero sicuro che Ryan Reynolds ci sarebbe finito dentro in un modo o in un altro. Tra The Hitman’s Bodyguard e RIPD la spunta il secondo, per il fatto di avere come spalla Jeff Bridges nel riuscito ruolo della caricatura di se stesso (un poliziotto senza macchia che, risceso sulla terra dopo morte, appare alla gente comune come una tettona), e per il concetto stesso dell’esistenza di una centrale di polizia in paradiso per fare briefing di missione ai poliziotti morti. Come se io crepassi e trovassi qualcuno che mi dice di continuare a scrivere stronzate da pubblicare su internet. Morire per lavorare o lavorare per morire?


John Wick

Arrivato nel listone alla storia di Baba-Yaga mi prendo un attimo di pausa e di silenzioso rispetto, da tributare a quello che posso – senza timore di essere smentito – considerare uno dei film più belli che abbia mai visto. È un po’ come scorrere la discografia dei Thegiornalisti in shuffle e arrivare a Felicità Puttana. Con il casus belli che è un truce e insensato omicidio di un beagle, il fascio di nervi e muscoli interpretato da Keanu Reeves fa una strage lunga un’ora e mezza, facendo anche un regalo ai fissati delle serie tv uccidendo Theon Greyjoy. Una volta gli hanno anche visto uccidere due persone con una cazzo di matita.


Demolition Man

Sylvester Stallone che fa esplodere mezzo quartiere, Wesley Snipes biondo ossigenato ed euforico di cocaina prima che decidesse di diventare un novello Ca(n)ino in Buffy l’Ammazzavampiri Blade. Altre esplosioni. Gli Anni Novanta. Sparatorie. L’esagerazione. Altre esplosioni mentre avvengono altre sparatoria. Dall’allora allora quasi-presente, ora passato (1996), che diventa un futuro lontano (per noi quasi prossimo, 2032) con auto a emissioni zero e vigili urbani incazzati quanto un uovo alla coque e ribelli rifugiati nella vecchia Los Angeles, ora fognatura della San Angeles (sì, ha inglobato San Diego. Non Carmen, ma la città). Altri ammazzamenti a caso. Sandra Bullock. Durello (ed esplosioni e sparatorie).
Se Arma Letale aveva oramai dettato le regole per l’action movie perfetto, qui si esagera, si transige, si esaspera. Si passa all’Iperurano della tamarreide. Roba che Cobra, giusto per rimanere in tema stalloniano, parrebbe quasi un poliziesco dai passaggi raffinati. E come non puoi indurirti come un Kalashnikov quando scopri che il regista è l’italianissimo Marco Brambilla, il prototipo del milanese imbruttito? Ecco, Demolition Man è l’emblema del testosterone Anni ’90. Roba che VanDamme è argomento di filosofia radical chic.


Judge Dredd

“Io sono la legge!”. E lo inculano con la sua stessa legge. Ma non demorde. Anzi, morde più di prima. È un film invecchiato malissimo. Già a suo tempo fece storcere il naso anche agli avidi divoratori di B-Movie, e certi scambi di battute ti fanno rivalutare il copione di Terminetor Genysys. Dirò di più: se uscisse oggi, molti rivaluterebbero Suicide Squad. Ma a Dredd non puoi non volergli bene. Dopotutto, incarna lo spirito degli Anni ’90: se sullo schermo ci sono Stallone, Arnold Schwarzenegger o Steven Seagal, sapevi che non ti saresti annoiato. A distanza di anni, con robottoni posticci, esplosioni che non comprendi come Blade Runner sia riuscito a rendere meglio 15 anni prima Dredd è ancora in televisione, orgogliosamente in versione non restaurata e con chiazze nere sulla pellicola per rimarcare l’orgoglio con cui lo lasciano marcire nei meandri di Mediaset. Con le sue battute scontate, con i cliché già all’epoca triti e ritriti, con un Robert Schneider macchietta sempre tra le balle ma che, incredibilmente, si dimostra la vera colonna portante di tutto il film. Se non ci fosse Fergy con le sue battute del cazzo e sempre tra i coglioni, infatti, Dredd sarebbe di una noia mortale. Esplosioni a casaccio comprese. Ma è un film da amare anche e soprattuto per questo: è talmente in bilico sul filo della bruttezza filmica, che è ipnotico, tanto da farti bruciare i würstel che stavi riscaldando in padella.


I Mercenari 2

Nei primi dieci minuti scarsi vengono uccisi circa un centinaio di soldati nemici, fatto esplodere a caso l’impossibile, sfondato un portone gigantesco con un ariete corazzato son sopra la scritta “Knock Knock” (chi è? Sto cazzo), Stallone salva Schwarzenegger e il primo scambio di battute epico
“…Tu?”
“Già… Questo è imbarazzante”
Citazioni, controcitazioni, Bruce Willis che all’ennesimo “I will back” pronunciato dal piccolo Gemello diverso gli dice “Ma non lo stai ripedendo un po’ troppe volte?”. VanDamme che ha sbagliato i tempi ed ha fatto l’operazione di rimozione occhiaie e innalzamento zigomi troppo a ridosso dell’inizio delle riprese. C’è anche una pregevolissima citazione di una scena del primo Scuola di Polizia, omaggio a Hightower. Tanta roba sul fuoco, tantissima carne sul fuoco. Un cazzo di barbecue gigantesco che copre mezzo starsystem americano che dovrebbe andare in pensione, ma no, col cazzo che andranno all’inps ogni cazzo di fine mese per ritirare il voucher. Loro sono lì, scricchiolanti ed esplosivi. Come la fila dal salumiere il sabato mattina. E ringrazio Italia 1 per riproporlo ogni cazzo di volta random.


Snakes on My Plane

Viaggiando spesso con Ryanair so bene come sopra un apparecchio volatile può esserci di molto peggio dei serpenti, che anzi ho sperato fuoriuscissero dalle cappelliere in più di un’occasione. Questa cafonata con Samuel L. Jackson, che non rinuncia a tirar fuori i soliti stereotipi Hollywoodiani dell’uomo che non ha mai pilotato un aereo che riesce a compiere un atterraggio d’emergenza (io avevo bisogno di un centinaio di tentativi ad Ace Combat) mi ha fatto immaginare quanto divertente potrebbe essere la scena. Alla fine del film ci sono comunque meno applausi dai passeggeri che su un Palermo – Torino.

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
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About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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