Dieci morali che La La Land mi ha trasmesso

Gli insegnamenti che Ryan Gosling & Emma Stone mi hanno lasciato tra un balletto e una lacrimuccia.

Invogliato dal chiacchiericcio che è esploso pressoché ovunque, da quella copertina bella colorata, dalle nomination degli Academy Awards e da pareri autorevoli, l’ho fatto: sono andato al cinema a guardare La La Land. L’effetto, su chi al cinema è tendenzialmente abituato a fare “oooh” per cose ben diverse dallo sbrilluccichio sognante di amanti danzanti, è stato sorprendentemente forte. Nella semplicità di una commediola gloriosamente costruita ma dalla storia semplice semplice, l’opera di Damien Chazelle è riuscita a coinvolgermi e a colpirmi, a lasciarmi un messaggio. Più messaggi.

Ma siccome -in un senso prettamente cinematografico- quello che pensiamo di La La Land l’abbiamo già detto, ho creduto fosse opportuno usare un linguaggio meno critico per le varie lezioni che la mia mente da illetterato cinematografico (e da idiota) mi ha permesso di immagazzinare. Tanto, in ogni caso, non potrò comunque scrivere cose più ridicole di quelle partorite dai titolisti della Gazzetta.

Chiaramente, molti dei seguenti finissimi ragionamenti si basano sul finale del film, quindi ciò che segue non è adatto a chi non ha un buon rapporto con gli spoiler.

Ok, let’s dance.

La Enrico Ruggeri
Manda pure occhiate tristi e sognanti a tutti i tuoi amatissimi ex boyfriend, ma se corri solo dietro alle tue ambizioni dovrai abbandonarli e impacchettarli dentro una bara fatta di solido rimorso. Non esistono bivi ai quali puoi tornare per prendere strade alternative. Benvenuta al tuo presente, al tuo mutuo, alle tue bollette.

L’ottimistica
Anche nei momenti peggiori della tua vita puoi guardare le guanciotte di John Legend, sognare di strizzarle, sentirti felice.

La maschilista triste
Puoi andare in tour per mille anni, firmare un contratto da mille dollari all’ora, fare l’assolo più bello della storia con un sintetizzatore touch screen disegnato da Isaac Asimov. Ma se una donna vuole giocare al simpatico giochetto “facciamogli passare la voglia di vivere”, inizierà la partita. E vincerà.

La Quattroruote
Cabrio e trombe bitonali e nessuna bellissima rossa sarà capace di resisterti. Anche se resti comunque un pezzente.

La testosteronica sconfitta
100 minuti di film e nemmeno un centimetro di biancheria di Emma Pietra in vista. Non si può mai ottenere ciò che si vuole. Ci si deve sempre rassegnare e accontentarsi dell’imperfetto. Non c’è più il cinema di una volta.

La J.K. Simmons
Quali che siano i tuoi progressi, i tuoi risultati, i traguardi di cui ti bei con l’ingenua baldanza degli sprovveduti: presto, da qualche parte, sbucherà un promemoria vivente a ricordarti che, per qualcuno se non per tutti, tu fai sempre schifo.

La Christopher Nolan
Esiste da qualche parte un totem-pianoforte che ti permette di iniziare fantomatiche vite su piani paralleli, amando e sposandoti chi lo sta suonando. Per ritrovarti poi dopo anni, ciclicamente sempre lì, a sentire suonare qualcun altro. Di cui innamorarti. È l’universo, è fatto così, ed è mosso da una sola forza: l’amore. Insoddisfatto.

La Teletubbies
Il politicamente corretto è una favola per buonisti. Poco importa che tu sia un nero o un uomo vestito di viola che porta borsette: il cinema avrà occhi e titoli sempre per la donna della tua comitiva.

La musicale
Il jazz è vivo.

La musicale realista
Il jazz è vivo. Nei film.

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
Riccardo Coppola

About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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