Dieci morali che mi ha trasmesso The End of the F***ing World

Gli insegnamenti che è possibile trarre dalla nuova travolgente serie Netflix.

Come un fulmine a ciel sereno, la nuova serie targata Netflix The End Of The F***king World si è abbattuta la scorsa settimana sull’universo del piccolo schermo, scindendo in due la platea: chi pensa sia soltanto l’acerbo frutto di un hipster fuori moda col pallino esagerato (tanto per cambiare) per Wes Anderson e chi invece l’ha amata alla follia, conquistato dal suo spirito on the road e dalla sua bontà nel campo dell’originalità – nonostante Moonrise Kingdom.
Poco importa a che schieramento appartenete. È comunque certo che la visione dell’opera ispirata alla caustica graphic novel scritta (e disegnata) dalla penna underground di Charles Forsman vi lascerà in ogni caso qualcosa. Anzi, più di qualcosa. Il che non è detto che sia per forza una cosa positiva. Può essere imponente e, allo stesso tempo, orribile (cit.). Magari può addirittura avvicinarsi ad uno di questi dieci imprevedibili insegnamenti fuori di testa che ho scoperto annidarsi dietro gli ancor più fuori di testa otto episodi in questione. Chi lo sa, forse. Sempre che non siate noiosissimi esseri normali.

Attenzione. Il pezzo contiene moderati ma comunque f**tuti spoiler.

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Quando ti dicono che è la stessa cosa di Tredici.

La enciclopedica
In primis, se è vostra abitudine basarvi sulle anticipazioni della trama di una serie per scegliere la prossima sfida di bingewatching, ricordatevi di non affidarvi a Wikipedia.

La Neymar
L’attaccante brasiliano durante le partite passa più tempo giù a terra che in piedi, tanto che in un gergo simil-giovanile-mezzo-naïf fare come Neymar è un modo cortese per indicare la scarsa propensione al durello di alcuni ragazzi. Eppure, nel caso di Alyssa (Jessica Barden), rende stranamente felici ed appagati. C’è da provarci davvero. Chissà, magari il “fare come Neymar” è la vera chiave della felicità. A Todd Chavez piace questo elemento.

La secsi
Se, quando la svesti, ha un reggiseno color rosso passione, fidatevi, è stata lei che ha deciso di scoparvi. Che poi, del resto, è sempre così. In genere, nei casi in cui decide l’uomo poi intervengono i carabinieri.

La nutrizionista
Realizzi sul serio quanto sia importante un piatto abbondante di pasta soltanto quando ti dicono che il protagonista (Alex Lawther, questo bel giovincello a metà tra Hugh Grant e Herbert Ballerina) non è un brufolacchioso adolescente ma ha la bellezza di 22 anni. Sant’Iddio, date da mangiare al poveraccio. Christian Bale ne L’Uomo Senza Sonno e Francesco dei Baustelle sono dei fusti in confronto. E dai.

La fai-da-te
Capisco che se sei depresso a livelli catastrofici non stai a pensare a questi dettagli. Però se mai doveste decidere di farvi fuori una mano cercando di provare qualcosa, ricordatevi che il sapone casalingo targato Fight Club è sempre più efficace, oltre che stiloso. Parola di scout. E ti rinvigorisce pure nello spirito. Anche la bevanda preferita dalla principessa mi dicono faccia lo stesso effetto, quella fatta con lacrime di fata raccolte tra lo Sputapallin e l’orto magico. Prendete nota, voi che leggete.

La francese
Se pensavate di essere la persona che bacia nella maniera più scandalosa e umidiccia di tutto il genere umano, meglio soltanto del chihuahua affettuoso della vostra decrepita vicina di casa, questa serie vi rialzerà il morale. E non di poco.

L’anti-panta rei
Regola aurea: nella vita puoi essere chiunque vuoi che tu sia. Davvero. Se studi, puoi diventare persino un astronauta e andare sulla Luna. Anche se sei bravo a trivellare pozzi di petrolio, a dir la verità (grazie tante, Michael Bay). Ma se la tua professione è la recitazione e ti chiami Gemma Whelan sarai sempre una lesbicona (chi ha detto Greyjoy?), mentre se il tuo nome è Alex Lawther ti spetterà sempre il ruolo di adolescente porcellino e disadattato che finisce a rapinare negozi, qualunque serie ti chiami a lavorare. Beh, almeno la pedofilia qui è rovesciata.

La regolar onanista
Evidentemente, dato il casino che si sviluppa a palla di neve, è molto probabile -se non certo- che lucidare il sacro scettro (il fucile a canne mozze, se non siamo in fascia alta) una volta a settimana è un po’ pochino. Ci credo che il ragazzo stava sbroccando di brutto, pensando di essere un fottuto serial killer. Mi raccomando, ricordate sempre la pratica lezione delle seghe del lupo di Wall Street e righerete dritto (ehm), senza alcun problema. Quantomeno, non finirete a sgozzare gatti (o esseri più grandi) nel bosco.

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La futuristica-delirante
“Ehi, Chuck! E’ Marvin! Tuo cugino, Marvin Berry! Una povera ragazzina mi ha chiesto una grossa ban-anal split con una schizzata di cazzutissime ciliegine e quella cretina bigotta della cameriera l’ha cacciata via! Incredibile! E’ troppo, questi puritani mi hanno rotto le palle. Me ne torno in America, a Hill Valley”.

La musical-deplorevole
Ti accorgi di quanto sia utile un’onesta cultura musicale soltanto quando vedi due ragazzini che rapinano un benzinaio e lasciano indietro come degli idoti il figlio di Nick Cave (sì, Frodo è proprio lui, Earl Cave). Ma dai, era da portarselo con sé, acchiappare tutti gli alcolici possibili e far festa alla prima spiaggia più vicina. Rinsavite, gioie, rinsavite. E recuperate From Her To Eternity. Almeno.

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Bonus – La musical-gratificante
Ad ogni modo, ringrazio di cuore i curatori della (splendida, al pari della fotografia) colonna sonora per non aver ficcato in mezzo l’ultra-mainstream It’s The End Of The World dei R.E.M.. Mi avrebbe ricordato che Ligabue purtroppo esiste.

Bonus 2 – L’amorevole verso gli scontati
Un’occhiata veloce alle recensioni sbarazzine e all’ecosistema decerebrato in cui ancora attualmente risiedo mi ha confermato quello che temevo conclusa la visione ossia che gli unici punti di riferimento su cui si basano le preziosissime opinioni di chi si spaccia per intenditore, su questo tema, siano soltanto Il Giovane Holden, Bonnie & Clyde o, se va bene, Thelma & Louise (magari Natural Born Killers, ma di sicuro non Rabbia Giovane di Malick, già troppo in là). A questi semplicemente voglio solo dire, urlando assieme a Bojack e J.D.Salinger: Dormite sodo, stronzi! (cit.)

Troppe cazzate? Bene, allora… Fanculo. Questa. Merda. (cit.) Ma prima condividete.


Giulio Beneventi

Giulio Beneventi

Carpenter, Bowie e Bukowski hanno fatto di me il 90% di quello che sono oggi. Per il resto ci hanno pensato le sigarette, il Four Roses, i vinili di Coltrane e i manuali di giurisprudenza. Mi sento a mio agio scrivendo solo di notte, dopo trenta piegamenti di riflessione e una buona dose di gentil cinismo.
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About Giulio Beneventi

Carpenter, Bowie e Bukowski hanno fatto di me il 90% di quello che sono oggi. Per il resto ci hanno pensato le sigarette, il Four Roses, i vinili di Coltrane e i manuali di giurisprudenza. Mi sento a mio agio scrivendo solo di notte, dopo trenta piegamenti di riflessione e una buona dose di gentil cinismo.

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