Game Of Thrones: il Pagellone Finale

Sintesi numerica delle chiacchiere da bar sulla Fine della Fine.

Abbiamo atteso due anni. Due dannatissimi anni. Abbiamo bestemmiato contro divinità antiche e meschine. Ci siamo persi in un vortice di nervi, di nottate insonni, di astio per gli sceneggiatori, di grida, di richieste d’aiuto, di suicidi, omicidi, suicidi-omicidi. Ora è tutto finito: il triplice fischio è infine giunto. Game Of Thrones si chiude in un assordante scroscio di fischi e applausi. Ciò vuol dire solo una cosa: che prima che il senso di vuoto ci colga e ci accompagni tutti definitivamente nei prossimi eoni a venire, è tempo di sguinzagliare per l’ultima, definitiva volta, il Pagellone della serie finale di Game Of Thrones. O di quel che ne rimane. Come sempre in comode ed ignorantissime squadre. Have fun! E che Il Signore della Luce vi abbia in gloria.

WARNING: INUTILE AVVISARE CHE L’ALERT SPOILER E’ AI MASSIMI LIVELLI.

trono di spade voti

Bene, ora che siete tutti barzotti possiamo partire.


Padroni di casa a Nord (del Po)

Theon Greyjoy – voto 9-. Messo da parte lo sventrapapere e riacquistati dignità e posto in prima squadra dopo i fattacci di omicidi di bimbi e di cani di John Wick, chiude la sua parabola di redenzione con sommo onore, sfidando addirittura il re della scacchiera opposta, seppur con una corsetta da suicidio assistito tristemente simile, per estetica e risultato, a quella di Zaza agli Europei. Unico rimpianto: non aver avuto gli strumenti necessari per dare a Sansa la ripassata che meritava. Comunque onesto. Brav’uomo.

(Il non più) Brandon Stark – voto 6 e 1/2. Campione di messa in imbarazzo che Ricky Gervais in After Life levati proprio, tutti sembrano entusiasti del piano geniale di lasciarlo fuori in giardino e vedere che succede. Purtroppo, non va come previsto. E’ abile a prevedere ogni mossa, il maledetto, tanto che se la sciala comodamente in modalità screensaver fino alla fine, in attesa che venga distrutto il Trono di Spade (sapeva che uno scivolo per disabili non sarebbe mai stato costruito) e lui designato come re alternativo. Era talmente sicuro di tutto ciò che sono almeno tre stagioni che se ne stava già seduto paciarotto sul trono e nessuno se ne era reso conto. E manco si è degnato di rasarsi i capelli e chiamare gli altri X-men a corte. Irritante.

Gira che ti rigira, alla fine abbiamo sul Trono una Cersei in versione categoria protetta. That’s karma.

Sansa Stark – voto 7. Ricordate come si chiamava il metalupo della rossa? Lady. Guarda caso, lei, da vera cagna, riesce ad usare ogni mezzo a disposizione -spoiler compresi- per divenire definitiva Lady di Grande Inverno e rendere la Padania indipendente. Spocchiosa, saccente, un tipico dito in culo. Quantomeno, lei sa quello che vuole e come prenderselo, bella decisa (Jon, prendi nota). Quasi fisting, in pratica.

Arya Stark – voto 9+. Fa tutto lei. Si carica stuprando Gendry, attratta dalle sue umili origini simil-Frittella (poi lo fanno Lord e finisce la magia). Mette magistralmente a frutto gli anni di tirocinio sottopagato a Braavos (e l’infanzia passata giocando ad Assassin’s Creed) e causa un genocidio che eguaglia i numeri di Legolas e Gimli nel fosso di Helm. Si porta a casa con stupore di tutti anche il Night King in una cutscene di Tenchu. Accompagna sul finire il Mastino al barbecue organizzato da Daenerys e leva le tende al momento giusto, in groppa ad Artax (ecco dove andavano a finire le sabbie mobili de La Storia Infinita). Che dire, le vacanze per i Sette Mari inesplorati (sono ancora Sette quelli,vero?) sono più che meritate. Come lei Nessuno mai.

Quando finalmente Podrick lo esce.

Aegon Targaryen (il fu Jon Snow) – voto 2. Colpito e affondato dalla brutta notizia di parentela e quindi dalla tragica fine delle trombate, tenta dapprima il suicidio urlando come un pirla in faccia a Viserion e poi il coma etilico al Veglione dei sopravvissuti. Ostinatosi a voler seguire a tutti i costi un’onorevole etica, fa la fine di quelli che hanno votato il M5S per “dare un segnale” ed ora si ritrovano Salvini al governo. Infilza (con la vera spada a sto giro) poi la zia zoofila pensando per l’ennesima volta di fare la cosa giusta e riceve in cambio la più grande inculata di tutti i tempi: silurato, incarcerato (qui era il sosia di Pablo Escobar in declino), processato, esiliato al Castello Nero e tanti saluti. E da Erede al Trono di Spade ad aspirante Mance Rayder è un lampo. Tanto ormai non gliene fotte più un cazzo a nessuno delle dinastie. Inculato d’onore.
Nuovo motto della casata di bradipi instaurata presso i Bruti: “She’s My Queen”

Lyanna Mormont – voto fuoriclasse. C’è chi racconta di uccidere bisonti, chi lo fa davvero. Cazzuta fino alla fine. Tira le cuoia contenendo la baraonda mentre Giosnò e quei scrarpasciodd (s.m., teramano) del Nord non ci stavano più capendo un’acca. Per dire. Monumentale. Anzi, gigantesca.

Spettro – voto 6. Rottosi il cazzo di vederlo apparire e sparire lungo le stagioni (da qui il nome), il padroncino terrone prima di partire per il mare al sud lo abbandona sul ciglio della tangenziale per le (cinque) terre selvagge, in una scena che ricorda terribilmente quel mesto momento in cui Andy preferiva Buzz Lightyear a Woody. Poi, andato tutto a puttane, bacino e pace fatta. Maltrattato.

game of thrones pagellone

Quando vedi quel bastardo di tuo nipote abbandonare il suo fedele metalupo.


Cavalleria di meridionali in soccorso

Daenerys Targaryen – voto 5 -. Cerca di stare calma e rilassarsi nei motel tra le grotte ma tutti fanno a gara per farla incazzare. Il primo bacio senza erezione di suo nipote e quelle cazzo di campane della domenica mattina la fanno sbroccare del tutto e partire per l’ordine 66. Pochi cazzi se la sua pretesa ormai è come il ricorso della Juve per lo scudetto del 2006. Con una dinamica più scontata di un alcoltest positivo di Grignani, diventa la Mad Queen e fa un casino della madonna, manco quelli di Approdo del Re fossero dei barbari che si cibano soltanto di pizza con l’ananas. Poi, sulle gradinate di Norimberga, chiede dolcemente al suo amato di governare come due piccioncini mentre tutti devono rosicare. Tutto normale. Sweet but Psycho.

Drogon – voto 7 e 1/2. Arrivato bello sborone su al Nord, si perde un’intera puntata (giusto la più lunga della Serie) nella nebbiolina della Monza e Brianza e fa solo cappellate nella Lunga Notte. Nel momento più critico (quello in cui ci si diverte a sparare sulla croce rossa) si fa poi trovare pronto e letale. Persa la partita, infine, spacca tutto e se ne va. Campione svogliato. Kyrgios.

Rhaegal – voto 3. La dieta del Nord lo infiacchisce. Il fatto di avere poi sempre sul groppone quello che gli scopa la mamma di certo non aiuta. Morale: prima il fratello non-morto gli fa il culo, poi si presta docile al tiro al piattello. Volatile senza zucchero.

“Non dire a tua sorella chi sei realmente, Jon”

Ser Davos Seaworth – voto 8. Non alza un dito manco a pagarlo, sopravvive nell’ordine a Assedio di capo tempesta, Battaglia delle acque nere, Assedio di Grande Inverno, Battaglia dei Bastardi, Lunga Notte, Assalto ad Approdo del Re e si becca pure una promozione ai piani alti. Ciro Di Marzio è un poppante in confronto. Immortale.

Jorah Mormont – voto gold friendzone, socio onorario. “Servi della gleba a testa alta, anestetizzati da una stronza”. Meglio non pensare alla mesta storia del vecchio zio Jorah, che ha affrontato di tutto per la biunda e che per un misero bacino a stampo ha dovuto tirare le cuoia. “Sono ferito”, sono le sue ultime parole. “Dagliela, presto!”, il coro attorno a lui, Drogon compreso. Niente. Servo della Gleba di Elioelestoriesesiana memoria.

Jamie Lannister – voto 9. Gestisce egregiamente le trattative relative al trasferimento di squadra, spiegando che lui due braccia sane comunque ce le ha ancora. Ripaga la fiducia della garante di Tarth, sfruttandola nel suo weekend da leoni al Nord per colmare la sua improvvisa (?) voglia di travioni e poi scomparire e tornare al Lato Oscuro giusto in tempo per morire da fedele zerbino della dolce gemella. Mago.
Bonus per la cover sussurrata in extremis dei Metallica, Nothing Else Matters.

trono

Fai piano, Brienne.

Tyrion Lannister – voto 4 e una spanna. Scaltro, astuto, abile con le parole. Per le prime cinque stagioni. Poi sbam, non ne azzecca una. Messo Varys allo spiedo e giocato a Cluedo coi corpi dei fratelli, inizia ad avere il vago sentore di aver fatto una serie di cagate inenarrabili. Un po’ come quelli che al liceo prendevano sempre 10, poi all’Università scelgono Ingegneria, faticano come bruti e iniziano a sentire il richiamo del DAMS. Botta di culo vuole che siano (quasi) tutti d’accordo con la sua pazza idea di Re Bran e del suo secondo mandato di Primo Cavaliere per ripagare tutti i danni. Subisce nel finale anche lo scherzone dei pederasti della Cittadella, che suggeriscono alla Crusca il termine pippone per definire le sue imprese in queste stagioni.  Cornuto e (mezzo)mazziato.

Brienne di Tarth – voto 7. La sorella brut(t)a di Federica Pellegrini fa incredibilmente strage di cuori. Nel confronto cazzo-contro-cazzo per la sua… mano prevale il monco ricco (che strano), che seguendo il consiglio di Willie Peyote nei preliminari si sfonda di vino per riuscire nell’ardua impresa di vederla più attraente. Nella confusione che segue, non ci è dato sapere chi ficca chi. Un sentito grazie comunque alla regia che taglia il rapporto vero e proprio. (Probabilmente) Deflorata.

Tiè.

Missandei – voto 5,5 (non ha la testa sulle spalle per prendere la sufficienza). Nel mulino che vorrei, tante gioie e Missandei. Invece no, appare appena, giusto per rimbeccare chi sparla (a ragione) della Regina dei Draghi e farsi poi tagliuzzare. Tenta in extremis un Dracarys di salvataggio. Il riconoscimento vocale di Google Drago non funziona. Maledetta tecnologia. Ti fa perdere la testa (dopo di questa la smettiamo, promesso). Rivedrà mai la sua isola? Naa(th).

Verme Grigio – voto 5. Smette di uscire con Missandei solo perché le viene tagliata una parte del corpo. Ipocrita. Ma mai quanto tutti gli altri. Del resto, è l’unico che rimane (parzialmente) fedele all’originario progetto di eugenetica, quando tutti invece fanno gara ad ammutinarsi per accaparrarsi le poltrone migliori al nuovo governo. Himmler.

Immacolati – voto 4×4. Hanno imparato da Naruto la tecnica della moltiplicazione del corpo. Altrimenti non si spiega il clamoroso esercito nel raduno nazista, dato che metà, a detta della Regina dei draghi del drago, era stata sterminata durante la lunga notte. CTRL+C CTRL+V.

Dothraki – voto ? Khalano le luci, spariscono tra i morti. Riappaiono per la guerra (carneficina) di Approdo del Re, ululando come i pellerossa nei western di serie B, più numerosi che mai, con l’eyeliner manco sbavato. Boh.

“Lo so Dany, la narrazione dei cavalieri dello Zodiaco ha più senso”


Allegra combriccola di gregari e cazzoni free agents

Lord Christian Bale… Ehm, Gendry Baratheon – voto 5. Ce la mette tutta. Ma è esattamente come la corsetta nella scorsa stagione e la proposta di matrimonio post-sveltina ora. Esageratamente alacre. Pistolino più veloce del West(eros).

Warning. L’ultima volta che un Baratheon è stato rifiutato in amore è scoppiato un puttanaio. Ocio.

Beric Dondarrion – voto 5. Buzzurro come pochi, rovina il primo incontro intimo tra il Mastino e Baby Kill Bill con la faccia da caciotta soltanto per scroccare l’alcol. Quasi a volersi scusare, dopo una vita di infamate e di furti di benzina, se ne va come un novello Hodor crocifisso, per salvare l’ennesimo Stark. Protettore di razze (aryane) in via di estinzione.

Sandor Clegane (Il Mastino) – voto 8. Se la fa sotto, si blocca peggio di un social network di Zuckerberg, schifa la figa per inquartarsi di alcol. Peggio di così non potrebbe andare. Poi, stanco e stiufo (leggetela con tono à la Ezio Greggio) prende il coraggio a due mani e si guadagna la gloria nel celebrity deathmatch tra The Undertaker e Kane. Finisce come il primo Rocky ma girato nel cinema tedesco di Bastardi Senza Gloria. Infuocato.

Tormund Giantsbane – 100/10. “Vomitare non vuol dire festeggiare” dice Jon, “Sì, invece!” – applausi. Come un vero Barney Stinson, incassato un (ingiustificato) rifiuto, sistema la cravatta (di pelliccia) e prosegue oltre, a sbronzarsi e a cercare il prossimo gigante a cui trombare la moglie. Prima di levare le tende si porta via il cane e prenota lo spinoff per la prossima stagione. Il corno per sbevazzare portato da casa e ricaricato al primo Bangla lo consacra a Maestro di vita. Insegnaci, o Sommo.

Melisandre – voto 6+. In previsione della sua ampiamente spoilerata dipartita, decide di salutare degnamente la fine accendendo le spade ai dothraki come se fosse l’intro di Albachiara e di giocarsi gli ultimi trick da spettacolo pirotecnico durante il Capodanno di Scampia. Le pile donate dal Signore della Luce (l’Enel) si esauriscono sul più bello, se ne va barcollando come una disperata delle sei del mattino di ritorno da San Salvario. In botta.

game of thrones arya pagelle

Davvero?! Non ce ne eravamo proprio resi conto.


Panchinari inutili

Lord Varys – Affossato sin dall’inizio di stagione dalle sagaci battute di Tyrion, si esilia mezza stagione nelle cripte per leccarsi le ferite e diffondere entusiasmo e positività nei presenti, mentre valuta una possibile carriera di spettacolo come controfigura di Platinette. La fuga di notizie della nuova dinastia Targaryen lo rinvigorisce e lo riporta in auge, come un Julian Assange senza capelli (e pennellone per fare sesso senza preservativo – leggasi stuprare per la legge svedese). Se ne va poi in stile Pietro Savastano, divenuto ormai ostacolo per la nuova causa. Lavato col fuoco.
Ultim’ora. Diffusa da Varysleaks la lettera scritta dal pelato. C’era scritto: “Ve l’avevo detto, coglioni”

Yohn Royce – voto 4,5. Sdraiato a terra come i Doors, vestito bene Michael Kors, il Lord ciccione amico di Sansa pare vivere soltanto per dare occhiatacce alla Regina (e mangiare). Nella Battagliona giustamente scompare, per riapparire due minuti nell’ultima puntata, giusto per rimarcare la sua inutilità. Chi l’ha visto.

Samwell Tarly – voto 6+. Affermatosi come temibile portasfiga e impietoso mietitore di anime tra le fila alleate, partecipa al G8 finale solo per rallegrare i presenti a seguito del finale di merda.”Mettiamo su la democrazia”, grasse risate.  (Big)show man.

La leggenda narra che alla fine si diede il voto ai cani – ma ai messicani, quello mai.

Gilly – voto 3. Attacca cappello e lievita come una pagnotta. Per giustificare il ventesimo chilo messo su, costringe Sam ad applicare le basi del manuale di educazione sessuale e offrirle così un alibi diverso da quello delle ossa grandi. Big Mama.

Robin Arryn – voto s.v. Ma chi, quello di Batman?

Edmure Tully – voto s.v. Chi?! Ah, quello che compare assieme al succhiatore di poppe. Aaaah, ecco chi era quel toso! ‘mazza, che coglioni.

Podrick – voto 7. Sale in cattedra soltanto per intonare una insulsa canzoncina e dare corpo alla puntata più inutile di sempre. Non si capisce poi perché si limiti ad uccidere nemici e zombie con la spada, quando potrebbe usare la mazza e porre veloce fine ad ogni conflitto. Clemente.

“Con ‘sta Torre de Babele che te ritrovi!” (cit.)

Yara Greyjoy – voto 1,5. Bella come un crampo in mare aperto, si ritira nelle Isole di Ferro, sperando che sia rimasta un po’ di fregna dopo la partenza di Euron. Riapparsa a casaccio, spara sentenze a cazzo di (pesce)cane senza manco sapere quali disastri la sua amata Daenerys (a cui sbava dietro sin dal primo secondo, manco fosse Gigi D’Alessio davanti ad una sedicenne) ha fatto ad Approdo del Re. Ingrifata.

Edd Tollet – voto 5,5. Puoi salvarti dai Bruti, dai Morti, dai crolli cataclismatici della Barriera. Ma se aiuti quel pagliaccio di Sam, tu muori. Dispiace. Dura lex, sed lex(otan).

Il giovine Lord Umber – s.v. Lascia Grande Inverno e si ritrova magicamente sul set de La Cosa, inaugurando le morti della stagione nella più totale indifferenza (“Vado a prendere cavalli e carri”, “Sì sì, vai”, “Ma chi era quello?”, “Boh”). Women and children first, no? Premonitore.


Stronzi rimasti col culo al caldo

Cersei Lannister – voto 7. Presa a pisellate da Euron, diviene la Omega Weapon del cinismo, ma tutto quello che riesce realmente a fare alla fine è stare affacciata al balcone con la caraffa vicina in attesa della sentenza di morte. Diamo però a Cersei quello che è di Cersei: ha retto, seppur col retto e in posizione retta, il gioco finché ha potuto, ed è l’unica, soprattutto, che scopa in ogni stagione. E allora, di che stiamo parlando. Sempre caldissima.
Bonus Regina Elisabetta per aver seppellito tutti, pure i figli. L’ultimo letteralmente.

Euron Greyjoy – voto 8,5. Riuscito ad eguagliare con nonchalance l’impresa di Jon Snow (far sentire la proboscide ad una milf di sangue blu) senza l’handicap di imbavagliarsi in relazioni cancerogene, si toglie pure lo sfizio di buttare giù un drago. Poco importa se è ignorante come una bestia e viene fatto morire in un imbarazzante scontro pari ad un confronto tra Vittorio Feltri e Vladimir Luxuria nel salottino di Giletti. Lotta a suo modo per il pass definitivo alla vagina regale e se ne va sottolineando a tutti che ricorderanno questo come il giorno in cui ha (quasi) ucciso Jamie Lannister. Comprendi? Capitano.

Onesto.

Harry Strickland – voto 0. Arruolato giusto per il suo Cv di antico avo del preside di Ritorno al futuro e per la vaga somiglianza con Gareth Bale, riesce a strappare allo zig zag boy Rickon Stark il Guinness World Record dei personaggi superflui. Più inutile di così si muore. E infatti. Antivirus gratuito.

La Compagnia D’Orata. voto meno che zero. 5 secondi. Durano 5 cazzo di secondi (of summer). Eiaculatori precoci.

Bronn delle Acque Nere – voto 9+. Senza bandiera, egoista, avaro, menefreghista. Ma ha anche dei difetti. Tutto gli è permesso, persino schierarsi con gli abietti, teletrasportarsi a Grande Inverno e strappare un accordo leonino ai Leoni (siam simpatici, lo sappiamo), per poi andarsene con in tasca Alto Giardino, il ruolo di Maestro del Conio, il Parco della Vittoria e pure le Stazioni. Il bello di essere la versione imbolsita di Pacey di Dawson’s Creek. Er piacione.

Sì, vabbè. Facciamo poi Barbara D’Urso Ministro della Cultura.

La Montagna – voto 5. L’overdose di anabolizzanti lo porta ad essere un miscuglio steroidato del cyborg ciccione di Dragon Ball Z e zio Fester con le manie à la Darth Vader. Tenta nelle ultime battute il bis della Fatality di Oberyn, data l’atmosfera posticcia da sequel di Mortal Kombat. Non va. Bruciato.

Qyburn – voto 3,5. Promosso a portavoce vermilingue della Regina per le sue qualità mostrate nel catturare i Puffi, viene fatto fuori dal suo Frankestein (si legge Franchestin!), senza neanche il tempo di lavarsi una volta i capelli. Come farà ora Cesare Prandelli nelle partite in trasferta senza la sua controfigura? L’Oreal Paris.

Fionde e arpioni – voto 0,5. Belle queste armi letali. Il mio falegname con 30mila lire le faceva meglio. Giochi Preziosi.

Elefanti – voto s.v. Non pervenuti.


Morti di fame

Night King – voto 5,5. Motivato da migliaia di anni di attesa e duro come il ghiaccio, resiste alle fiamme di Drago come un Berlusconi dei bei tempi contro il fuoco incrociato della magistratura e dei comunisti. Eppure basta un piccolo graffio da parte di uno scricciolo pari a Dudù per fargli fare la fine del mojito sulle spiagge de Fregene, per la gioia degli invasati e fanboy che volevano per lui una fine solenne alla Di Caprio in Titanic. Like a Bossi.

“Eccheccazzo” (cit. Night King che legge il suo copione)

Generali Estranei – voto 4. L’inaspettato richiamo dalla pensione dopo le eterne stagioni passate ad osservare i cantieri al di là della Barriera ha un effetto eccessivamente destabilizzante. Basta un colpo d’Arya e sono già stecchiti. Non ci sono più i vecchi di una volta. 15 e 18 di sicuro non sanno quanto fa. Smorti.

White Walkers – I cloni di Donatella Versace attaccano in modalità primo giorno di vendita nuovo IPhone con grande ardore. Consci poi di non aver mai avuto un cazzo di senso in questa storia, appena vedono passare la giovane ninja, sono subito: “Prego signorina, facci pure (lei), tanto siamo inutili”. Mandria di Baroni.

Gigante Zombie – voto 1. Arruolatosi in guerra per dimenticare le sue terribili tendenze pedofile, affronta e perisce contro i suoi più oscuri demoni rievocati dalla figura della piccola Mormont. Giustiziato.

Viserion – voto 6+. Forte del suo alito fetente (tu chiamala, se vuoi, putrefazione), fa il cazzo che vuole e crea scompiglio tipo Messi contro il Frosinone. Anche con trachea disintregrata, si mostra abile nel barbecue di freddo e morte (cocco di mamma). Sagra dell’arrosticino rinviata per contumacia del Night King. Fuoco Fatuo.

Quando le ferie sono finite e ti tocca tornare a lavorare.


Bonus e Outsider


Daario Naharis – s.v. In vacanza sotto l’ombrellone di Meeren. Interista.

Ellaria Sand – s.v. In clinica a far cura Herbalife assieme a Septa Unella. Privilegiata.

Ned Stark – voto 30 e lode. Combatte spiritualmente (e paradossalmente) la battaglia di Grande Inverno attraverso le spade di Jamie Lannister e Ser Brienne che vennero ricavate dalla sua enorme Ghiaccio. Strano che non abbia risposto alla chiamata del Night King, recuperando la testa e combattendo anche realmente nelle cripte. Devoto fino alla fine. Del Piero.

Cameriere di Grande Inverno – voto 10+. Bariste più mignotte di Melissa P. Uniscono l’utero al dilettevole. Trasferiamoci tutti al Nord. Servizievoli.

Ombromanto – s.v. Abbandonato da Gandalf su esempio di Jon Snow, appare in città proprio quando ad Arya si scarica lo smartphone e non può prenotare un Uber. Prossimo sulla lista da salvare: Atreyu. Cavalleresco.

Signore della Luce – s.v. Chiamato a gran voce in ogni occasione possibile e inimmaginabile, dopo la lunga notte viene mandato negli spogliatoi sotto una doccia fredda. Non compare più, non viene più nominato. Per ripicca, fa apparire bicchieri di Starbucks, dona per un nanosecondo la mano di Jamie Lannister e introduce l’uso delle bottiglie di plastica alla faccia di Greta. Astioso ma giusto.

Milite Ignoto – voto 30 e lode. Fa il suo dovere e resiste ad ogni pericolo. Anti-Sean Bean.

Lui è Leggenda.

Mano – voto 9. Dalla Famiglia Addams un cameo d’onore nei panni della mano rigenerata di Jamie Lannister, anche se per meno di un secondo. Abbiamo sperato tutti in una bella strizzata di culo di Cersei, ma niente. Gentile e alla mano.

Banca di ferro – s.v. In Amministrazione Straordinaria. Alitalia.

Meteo – voto sfasato. Sole a tutt’andare, neve, winter is here, di nuovo 40 gradi, poi cenere, di nuovo burrasca, daccapo in Africa. Aò, Giulacci, ‘ndo cacchio stai?

George Martin (non quello dei Beatles) – s.v. Sfogo personale: esci ‘sti maledetti libri, brutto ciccione. Che la gara coi Tool la stai perdendo di brutto. Ritardante Durex.

Starbucks – voto 9. Servizio impeccabile. Chissà che fatica scrivere sul bicchiere il nome esteso di Daenerys Targaryen, Mother of blablablabla. Stakanovisti.

Aye. Aye. Aye o’cazz! Fine.

Leggi anche: Game of Thrones: il pagellone della settima stagione

Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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