Game of Thrones Reactions: il peggio del web

Raccolta tematica di meme ispirati dalla Caporetto dell’ottava stagione di GOT

Come un mio saggio sodale usa dire negli ultimi giorni, il miglior pregio di Game of Thrones, dopo quel season & series finale che ha distrutto cuori e fegati e ha fatto gridare centinaia di migliaia di telespettatori allo scandalo, è stato l’enorme potere magnetico per il multiforme e insensato genio del web. Scavando tra bacheche Facebook, commenti ai video YouTube e gruppi Telegram bazzicati da gente poco raccomandabile, ho realizzato un piccolo bignami delle peggiori stronzate emerse dalla grande fogna dell’Internet, per ricordarmi anche tra qualche anno cosa questo mese di maggio 2019 è significato per il mondo.


La facile ironia sulla conclusiva assegnazione del Trono e sul finale

Un po’ come il governo italiano con l’asticella tra vitalizi e debito pubblico

Ovviamente Bronn delle Acque Nere assente perché fuori competizione

Pensavate che Westeros fosse troppo lontano per i tentacoli di Cosa Nostra?

That was quite accurate

No matter how long you hold the door… I am the one who knocks


Breve power ranking delle battute più ridicole dell’episodio 6

3) Samwell Tarly e la democrazia

“Maybe who we choose should be chosen by everyone.”, dice Ciccio Tarly con la sua faccia e la sua fede da Grillino, sperando di rompere la ruota dei presidenti non eletti e prendendosi come risposta la sonora perculata della Lega dei nobili di Westeros.

2) Tyrion e Daenerys che insistono a dire “You know” a Jon Snow

Quando anche il suo più fugace sguardo continua a confermare che sono anni che lui non sa un cazzo.

1) Arya e la sua spaventosa rivelazione su Daenerys

Noi altri babbei, in effetti, le abbiamo appena visto fare un eccidio e siamo ancora convinti che sia solo una ragazzina indifesa il cui principale sogno è andare allo stagno a nutrire le paperelle.


God Kill The Queen

Che voglia finalmente qualcosa?

Grazie Kompagno Drogon

E che le vuoi dire

Spiegherebbe l’anno di coda dello Starbucks di Milano


Top Cringe dei commenti su YouTube alla scena della morte di Daenerys


Un uomo che nulla vuole

ù

E che cazzo, Jon Snow

Bisogna essere comunque bravi a recitarle

E qua nessuno può biasimarti

Mai un briciolo di rispetto per Sabatini

E neanche lui aveva gli occhi viola come da libro

Forse alla fine qualcosa la voleva


Power ranking degli oggetti con cui gli showrunner hanno provato a bilanciare l’assenza della loro dignità

4) Bottigliette d’acqua. Ovunque.

In un mondo ricoperto di cenere bisogna restare dignitosamente idratati. A Westeros, peraltro, lo smaltimento dei materiali plastici non è ancora una priorità e quantomeno non si vedono ovunque le borracce metalliche da hipster.

3) La tazza di Starbucks

“Daenerys Stormborn of House Targaryen, the First of Her Name, Queen of the Andals and the First Men, Protector of the Seven Kingdoms, the Mother of Dragons, the Khaleesi of the Great Grass Sea, the Unburnt, the Breaker of Chains, and Drinker of Pumpkin Spice”.

2) La manina di Jamie Lannister

Con un coefficiente stealth appena inferiore a quella che ha corretto il decreto fiscale prima che venisse consegnato a Mattarella, l’estremità in carne e ossa interviene a coprire ancor più di ridicola l’infame chiusura dell’arco narrativo del povero Jaime: in un mondo dove le disabilità ti portano sul trono, è più che legittimo ritornare per magia tutti interi prima di morire come degli scemi.

1) Beh

Beh.


Vari ed eventuali

D’altronde si dice spesso che gli uomini ragionano col pene

Sansa nuova Theresa May. Theresa June.

Ma le mani d’oro e i rimorsi sono pesanti da trascinare

Not today, quantomeno

Il successo è spesso una questione di sfumature

Look at my horse, my horse is amazing

Eh sì, stupido vecchio ciccione. We feel you.

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
Riccardo Coppola

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Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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