Game of Thrones: scommesse e quote per il finale

Otto possibili finali per l’ottava stagione da giocarsi su GoldBet

L’uscita del primo teaser trailer per l’ottava stagione di Game of Thrones ci ha doverosamente mandati in fibrillazione. Mancano ormai meno di tre mesi all’inizio dell’ultima, brevissima stagione della serie TV ispirata da George R.R. Martin: sei episodi che garantiranno ad HBO uno share inarrivabile e che hanno portato addirittura la terza stagione di Stranger Things ad essere rimandata di qualche settimana per evitare una battaglia televisiva priva della minima speranza.

Raccogliendo input dalle precedenti stagioni, indizi disseminati per i libri e stronzate dal web abbiamo piazzato le nostre scommesse su questi otto possibili finali, di cui per completezza vi riportiamo anche le quote aggiornate dei bookmakers.


Il finale agrodolce. Quotato a 1,50

Lo stesso Martin ha parlato di un finale agrodolce, è forse quello più quotato. Un lieto fine, sì, ma a quale prezzo? Sul trono rimarrà uno tra Jon e Daenerys o la loro eventuale creature con Tyrion a fare da reggente. Secondo la leggenda di Azor Ahai, uno dovrebbe uccidere l’altro per vincere sulle tenebre. E il resto del continente occidentale? Sterminato dagli estranei, con qualche sopravvissuto random. Magari un draghetto?


Il finale dark fantasy. Quotato a 2,80

Vince il male. Bran ha già visto tutto e non si oppone all’avanzata degli estranei, anzi li supporta, perché in realtà destinato a diventare il Night King. Sansa ed Arya si schierano dalla sua parte per combattere e vincere contro la coppietta incestuosa del falso fratellastro e la nata dalla tempesta. Westeros cade in un inverno perenne, dominato da Stark, metalupi, estranei, non morti e figli della foresta. Un disastro di Valyria invertito, con Antichi Dei come religione ufficiale e le tradizione ristabilite. Porti chiusi, draghi e immigrati a casa loro.


Il finale politico. Quotato a 2,60

Il piano di Cersei Lannister si rivela essere ben più ampio di quanto si potesse sospettare. Non c’è solo Euron dalla sua, ma tutti i Lord dei sette regni vogliono respingere queste creature sconosciute che stanno rovinando gli equilibri della gente comune. Draghi di fuoco e di ghiaccio si scontrano tra loro in una battaglia all’ultimo sangue. Targaryen e Stark si sacrificano per il bene del continente, ma vengono pugnalati alle spalle metaforicamente e fisicamente da Lannister, Greyjoy e tutti gli altri esperti del gioco dei troni.


Il finale orgiastico. Quotato a 4,50

Poco quotato a meno che Benioff e Weiss non si avvalgano del supporto delle sorelle Wachowski per la scrittura dell’ultima stagione. Un finale alla Sense8 con 90 minuti di scene di sesso per rimembrare i tempi andati delle prime stagioni. Threesome incestuoso e nanico tra Tyrion, Daenerys e Jon. Interracial con l’eunuco verme grigio e Missandei. Tormund riesce a farsi Brienne con Jaime (e ovviamente Bran) che guarda. E gli estranei? Chi ha vinto? Ha vinto l’amore, ha vinto lo sport. George Clooney è meglio adesso che da giovane. Non ci sono più le mezze stagioni.


Il finale plot twist scadente. Quotato a 5,70

La guerra si consuma, creature fantastiche combattono, si fondono e mutano. Alcuni draghi si ritirano in luoghi remoti, i figli della foresta si accoppiano con gli umani, gli umani subiscono mutazioni genetiche. Lo stesso continente esce deformato dalla battaglia che ha cambiato il mondo per sempre. A pochi minuti dalla fine dell’episodio viene inquadrato un uomo con lunghi capelli grigi, di spalle. Si volta e urla “Fuggite, sciocchi!”, dando vita al plot twist che unisce l’universo di Westeros alla terra di mezzo (Executive Producer: M. Night Shyamalan).


Il finale All Out War. Quotato a 12.50

Per dare lustro alla nomea di uccidi-buoni di Martino, e per contraddire la tradizionalità dell’intreccio che ha portato dei personaggi Chaotic Evil come Ramsay Bolton a crepare malissimo, l’ultima speranza potrebbe risiedere nelle mani e nel ghigno da pazzo di Euron Greyjoy, odiatissima (ma non da tutti) new entry della settima stagione. Il caro Euron potrebbe tenersi buoni gli attendisti di Approdo del Re con un matrimonio di facciata da rompere senza pensarci poi troppo, magari tenendosi buono il contratto con i mercenari dorati di Essos per fare piazza pulita di non-morti, Stark ed immacolati. Scontro finale dalla notevole complessità filmica tra un kraken e i draghi.


Il finale 198Q. Quotato a 15.40

Ancora Bran, sempre lui (dovrà pur avere un ruolo centrale nel finale dopo essere stato una inamovibile rottura di cazzo per sette stagioni).  Come la vecchia Nan ha sibillinamente lasciato intendere nel primo libro della serie parlando del bruttissimo adolescente, “tutti i Brandon stark sono diventati soltanto uno nella sua testa”. Bran è stato mandato in coma dall’agguato all’arma bianca e ha sognato tutto, delirando di onnipotenza e manifestando anche una fantasia discretamente precoce e problematica per un bambino della sua età. L’episodio 6 ne mostra il risveglio, celebrato con bevute da perdita della memoria al ricco tavolo di Robert Baratheon. George R. R. Martin in realtà è quel coglione di Haruki Murakami.


Il finale creepy mind blown. Quotato a 11.20

Una intera stagione di flashback dimostra che Bran non ha soltanto visto tutto ma ha anche causato tutto, stendendo i presupposti per fare esacerbare gli animi già nel passato (come Brandon) tirando su la cafonata alla Donald Trump della barriera. Dalla demenza di Hodor all’omessualità di Renly, tutti gli elementi sono stati sapientemente sparsi sulla scacchiera da Bran stesso per portare tutti allo scontro e assistere allo sterminio. Per governare da solo su un mondo dopo aver fatto sì lui stesso che lo storpiasse per dargli un casus belli.


Fuori gara: Il finale corretto. Non quotato

Bronn riceve il suo castello.

 

Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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