Guardiani della Galassia – Sei buoni motivi per amarli

I_guardiani_della_galassia_in_media_rex ok“Questo è il motivo esatto per cui nessuno di voi ha amici: cinque secondi dopo aver conosciuto qualcuno, cercate di ucciderlo!”

Epico, fancazzista, spettacolare, a tratti profondo, commovente, esilarante. E un procione con un lanciarazzi. Che diavolo volete di più dalla vita? La patata? C’è anche quella. Il fustacchione di turno? C’è anche quello. Guardiani Della Galassia è stato un successo incredibile, e a poche ore dall’uscita del secondo capitolo volume ecco 6 motivi per cui riscoprire questo film e aspettare con ansia il suo sequel.

Perché 6 motivi e non 10? La ragione è molto semplice: il qui presente scribacchino si è frantumato gli apparati di qualsiasi genere possiate immaginare, e soprattutto quello inerente alla salvaguardia della propria genìa, di tutti gli elenchi e gli articoli che iniziano con “Dieci buoni motivi per…”, “Dieci cose che…” e via discorrendo. Diamo nobiltà anche alle altre cifre, orsù.


I Protagonisti

Abbiamo detto che c’è un procione con un lanciarazzi, e già questo dovrebbe bastare. Se poi il procione (in realtà un irsutissimo Bradley Cooper) è anche un cacciatore di taglie, il nostro lato grezzo e tamarro gode ancora di più. In realtà c’è una certa profondità nel personaggio e una grande accortezza ad accostare a Rocket un’entità completamente diversa sia nell’aspetto che nella filosofia di vita, un po’ come accade in “I Gemelli” con Danny De Vito e Arnold Schwarzenegger: Groot, magistralmente doppiato da Vin Diesel che pronuncia in tutte le maniere possibili “I am Groot” e basta, è fondamentalmente una pianta, grande, immensa, bonacciona e che non fa del male, ma protegge chi gli è caro. Una sottile differenza, che tuttavia nel corso del film si esplica poco a poco. È in grado di commuovere sia i suoi compagni, sia lo spettatore stronzo e senza sentimenti come il sottoscritto.

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L’impareggiabile arte diplomatica di Star-Lord

Poi c’è Chris Pratt, alias Peter Quill alias StarLord, alias se non dà la caccia al tamarrosauro di turno riesce a fare cose pregevoli. Cazzone e fancazzista, bugiardo e con uno spiccato amore verso il genere femminile che in confronto Joey di Friends è un pivello, è soprattutto un amante di ottima musica. Da bambino ha perso la madre, aveva dei parenti idioti ed è stato rapito da una scorribanda di simil alieni comandati da un Puffo punk che lo ammorba con la frase “Se non fosse stato per me gli altri erano pronti a mangiarti”. Capite che tanto dritto il tizio non può essere cresciuto.

Gamora ha le sembianze di Zoe Saldana, quindi figa a prescindere anche se col colorito di chi soffre pesantemente e in continuazione di mal di mare. Forse il personaggio più “standard”, si capisce subito che non è cattiva al 100%. E infatti si unirà a Pratt e dinosauri vari compagnia cantante. Anche su di lei, tuttavia, è stato fatto un gran bel lavoro a livello di crescita del personaggio, leggermente più scontato rispetto al resto della ciurma ma ugualmente piacevole. E poi è figa.

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Rocket mentre elargisce gioia, manco fosse la Domenica delle Palme

Infine, ultimo ma non ultimo, colui il quale non si scrollerà di dosso mai e poi mai l’indice puntato verso di lui e il non più adolescente che urlerà “Ma questo è quello del wrestling!”. Dave Bautista non ci ha messo molto a calarsi nelle braghe di Drax (si, rigorosamente a petto nudo, alla fine i pantaloncini sono solo meno attillati di quelli dell’epoca in WWE). Irascibile, vendicativo, non conosce il senso dell’umorismo (letteralmente, prende tutto “alla lettera”, perdonate il gioco di parole, altro aspetto che Drax non conosce). Combina casini, è un “Hulk spacca” più loquace, ma con meno acume.


I comprimari

Nella marmaglia che segue Yondu Udonta, alias Puffo Punk già citato qualche paragrafo fa, c’è Kirk di Una Mamma per Amica. Tutto questo è talmente assurdo che c’è del poetico. Benicio Del Toro nei panni del Collezionista che possiede qualsiasi cosa sia mai comparsa nello spazio, persino la cagnolina sovietica Laika, ha un che di Ghost In The Shell e Blade Runner insieme, Glenn Close si cala nelle vesti di una simpatica vecchia nobile sindaca elegante e pacifista, neutra ma proprio la sua austera persona viene acuita notevolmente dall’assurdità dei protagonisti e degli altri comprimari. Anche il poliziotto ciccio pasticcio della Nova Corps, pur essendo quasi una macchietta poco presente, arricchisce l’ecosistema del film. Tutto l’ambaradan del carcere di massima sicurezza Kyln, infine, è perfetto: potrebbero progettare uno spin off sulle ore che Quill e compagni hanno passato lì dentro e risulterebbe comunque un buon film da un’ora e mezza.

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“Qui non siamo a Stars Hollow, ricordalo!” “Oh… ecco perché non trovavo la locanda di Luke” Puffo Punk e Kirk


La storia

Articolata, non scontata, ha una solida base su cui sono imbastiti momenti esilaranti, momenti assolutamente idioti e serietà. Dove si vede il nemico supermegatamarro di turno, che viene distratto da un balletto scemo di uno dei protagonisti e andare in difficoltà grazie a questo stratagemma idiota? Qui, ma il bello è che è perfettamente coerente e plausibile nella filosofia dei personaggi, dell’ambiente, della storia. I personaggi crescono, maturano, modificano il proprio carattere ma fino a un certo punto: non si cambia completamente, mai. Loro, semplicemente, smussano alcuni lati dei rispettivi caratteri. StarLord sarà sempre lo sciupafemmine di turno, Rocket avrà sempre la passione smodata per bombe e armi, ma la crescita interiore c’è ed è ben palesata sullo schermo.


L’impatto visivo

La fantascienza anni ’80 con la tecnologia del 2014, ergo: uno spettacolo per gli occhi. Se si eccettua Thanos (non me ne vogliate, ma pare una enorme Big Babol masticata), in I Guardiani della Galassia la computer grafica e gli effetti visivi sono eccellenti, non c’è quasi mai quella sensazione di posticcio che alcune produzioni con budget simile hanno (Suicide Squat Squad). Rocket e Groot si muovono con una certa naturalezza, né troppo fluidi, né troppo legnosi (che nel caso dell’uomo-albero non sarebbe stato nemmeno un difetto, a onor del vero).

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Colonna Sonora

Orgasmica. Rock e pop anni Settanta, di quelli buoni, di qualità, da gustare con avida passione come una cassa di Montepulciano TestaRossa 2006. Vi lascio giusto la tracklist della musicassetta che Peter non abbandona mai per farvi godere come dei ricci in calore a ferragosto:

Blue Swede – Hooked on a Feeling
Raspberries – Go All the Way
Norman Greenbaum – Spirit in the Sky
David Bowie – Moonage Daydream
Elvin Bishop – Fooled Around and Fell in Love
10cc – I’m Not in Love
The Jackson 5 – I Want You Back
Redbone – Come and Get Your Love
The Runaways – Cherry Bomb
Rupert Holmes – Escape (The Piña Colada Song)
Five Stairsteps – O-o-h Child
Marvin Gaye & Tammi Terrell – Ain’t No Mountain High Enough

Ora potete accendervi anche una sigaretta.


Guardiani della Galassia Vol. 2

Perché se volete vedere il nuovo capitolo di StarLord e soci, è necessario, imprescindibile assaporare il lato A della cassetta. E poi, diciamocelo: i trailer hanno scatenato un hype impressionante. Tranne l’ultimo, che ha spoiler su spoiler, mannaggia a l’Orb.

Ora perdonate, ma il qui presente scribacchino scribacchiante prende la tenda e va a fare la fila per l’anteprima. Ah, io sono Groot.

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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