Martin Scorsese a Bologna per Toro Scatenato

Martin Scorsese, lo zio d’America a Bologna. Tenero, sorridente, un’anima che illumina.

Giornata afosa nella Città delle Torri. Il caldo non è eccessivo, nonostante ciò la t-shirt tende a infastidirti, passi una mano sulla fronte e percepisci del lieve sudore. Un dramma, insomma. Ma noi siamo animali estinti da milioni di anni, quindi che ci lamentiamo a fare?

Soprattutto: di cosa diamine dobbiamo lamentarci? Siamo a Piazza Maggiore, davanti a noi un megaschermo impressionante, le persone che prendono posto sulle sedie, i bambini che giocano e si rincorrono, un ubriaco che starnazza qualcosa di apparentemente insensato e la polizia che cerca di farlo ragionare. Il nostro concetto di paradiso, insomma.

Paradiso che diviene Iperurano momento dopo momento, quando il nostro appetito cresce sempre più di pari passo con l’attesa di vedere uno dei capisaldi della cinematografia internazionale. Martin Scorsese è a Bologna, Martin Scorsese si paleserà in occasione della proiezione di uno dei suoi lavori più celebri, Raging Bull, Toro Scatenato.

L’attesa è quasi snervante, merito del nostro istinto di sopravvivenza che ci ha fatto arrivare a Piazza Maggiore senza aver toccato cibo né acqua da ore “perché la proiezione inizia alle 21:45, Martin Scorsese sicuramente sarà presente un’ora prima. A che pro rischiare di perdere le prime preziose parole del vate?”. Ore 21:30. L’imbrunire inizia a vestire il cielo di tonalità placidamente scure, una brezza che diviene vento accarezza le membra dei presenti con una sensazione di refrigerio che ha il sapore di tregua dall’armata dell’umidità che ha soggiogato la città per tutto il giorno. Di Martin Scorsese ancora nessuna traccia, benché molti dicano di averlo visto (ma il calore, si sa, gioca brutti scherzi anche molte ore dopo).

Iniziamo a pensare che ci sia stata un’enorme mala informazione: dopotutto, la presenza di Martin Scorsese è stata confermata da parecchio tempo per sabato 23 giugno, per parlare di Enamorada, film diretto nel 1946 da Emilio Fernández. La sua presenza in occasione di Toro Scatenato è stata annunciata più recentemente.

Ore 21:40. Niente. Come nel nostro stomaco. Qualcuno rumoreggia. Ma è sempre il nostro stomaco. Vediamo giovani che brandiscono birre Ichnusa e noi schiumiamo.

Ore 21:45, parte qualcosa dal megaschermo. L’introduzione di Cinema Ritrovato, la rassegna estiva che si tiene ogni anno, da tanti anni, a Bologna grazie all’intraprendenza della Cineteca, autrice di numerosi e pregevoli restauri di pellicole inestimabili.

Parla l’assessore, parla il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli. Noi iniziamo a barcollare. “Come sapete, oggi inizieremo questa splendida rassegna con la proiezione di Toro Scatenato, uno dei suoi film più belli, forse il suo film più bello”. Sviolinate per Martin Scorsese. E lui ancor…È quindi un onore poter avere qui oggi uno dei pilastri portanti del cinema internazionale, Martin Scorsese”.

Applausi. Volgiamo lo sguardo verso il lontano palco. Scorgiamo delle figure. Alziamo lo sguardo verso il megaschermo. È lui. Un simpatico zio d’America tutto sorridente, che continua a dire “Grazie”, forse sperando di pronunciarlo bene.

Abbiamo fame, ma non abbiamo allucinazioni: è lui. Uno zio d’America. Un simpatico personaggio attempato e dal ciuffo svolazzante e scatenato che non vuole saperne di stare a bada.

Parla di Raging Bull, il nostro Toro Scatenato. Spiega come tutto sia nato da Robert De Niro, vero e proprio ammiratore della figura, del personaggio e della persona di Jack LaMotta. Spiega come sia stato difficoltoso realizzare quel film, come tutti abbiano messo anima, cuore, e sudore per quel film. E peso. Come Robert De Niro: 30 kg in più acquisiti senza scorciatoie, ma pasto dopo pasto, allenamento dopo allenamento. Già, perché De Niro ha impiegato due anni della sua vita e della sua carriera per allenarsi come un pugile, tra i pugili, con IL Pugile Jack LaMotta. Già, perché su un quantitativo di pellicola pari a 2, 3 mesi di riprese di combattimenti, azioni sul ring, in Toro Scatenato si vedono appena 8 minuti di incontri. Ma era necessario, indispensabile realizzare tutto ciò in questa maniera. C’era bisogno di fiducia negli attori, nel direttore della fotografia, che per sua fortuna era l’amico di una vita Michael Chapman. C’era bisogno di fiducia in ciò che si riprendeva con la macchina da presa, in come si riprendeva con la macchina da presa. “Erano tempi completamente diversi. Il digitale non esisteva, dovevi avere fiducia in quel che facevi, sperare che le riprese fossero effettivamente buone. Non potevi sapere come sarebbe andata a finire se non proprio alla fine, in sala di montaggio.

La grandezza in quel minuto essere umano conosciuto come Martin Scorsese è posta anche nella sua volontà, nella sua necessità di omaggiare davanti la piazza gremita Jimmy Nickerson,il nostro bravissimo stuntman che ci ha aiutato tutti i giorni con le riprese e ci ha lasciato la settimana scorsa”. Lo dice quasi esitante, a dispetto di tutta la sicurezza e la serenità fatta apparire fino a qualche secondo prima.

Si spengono le luci, si prolungano gli applausi. Partono i titoli di coda. Parte un gancio. Parte Raging Bull. Parte Toro Scatenato.

 

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Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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