Matrix: cinque motivi contro il reboot

Il reboot di Matrix non è necessario. Ve lo spieghiamo in cinque punti.

Se siete arrivati qui, avete letto il titolo dell’articolo. Forse anche voi pensate che non sia necessario un reboot/remake di Matrix, o magari credete (giustamente) che prima di giudicare bisogna provare. Probabilmente una parte di voi pensa che da un riavvio di Matrix possano uscire fuori belle cose, come ad esempio Animatrix, ma in realtà sapete tutti che non è così. Non voglio convincervi, ma prima di esplicitarvi i miei motivi, andiamo con ordine. La notizia è che la Warner sta pensando ad un reboot di Matrix, film del 1999 scritto e diretto dalle sorelle Wachowski. Tutti sappiamo quanto la pellicola con Neo e compagnia cantante abbia innovato il cinema, portando i film d’azione ad un livello successivo anche grazie all’introduzione del bullet time (o anche “effetto moviola o rallentatore”). Matrix resta un film bello anche oggi, dopo diciotto anni di evoluzione tecnologica a supporto dell’audiovisivo. Dunque, perchè fare un reboot? Attenzione però, perchè reboot non significa remake. La differenza sta nel fatto che, mentre il remake narra la stessa storia del film originale, con tanto di stessi personaggi e stessa trama, il reboot si lancia a capofitto nell’universo narrativo del primo film, per spaziare e raccontare cose che non sono mai state raccontate. Un po’ come quell’indecenza di Ghostbusters del 2016, dove le storie delle Acchiappafantasmi si svolgono in maniera del tutto parallela a quanto avvenne nel 1984 con Bill Murray ed i suoi amici. Adesso vi chiedo: secondo voi c’è necessità di tutto questo, per quanto riguarda Matrix? Davvero vogliamo venire a conoscenza di vicende che potrebbero essere narrate in maniera tale da farci schifare? Non sto dicendo che sarà così, ma il rischio c’è. E visto che i rumour dicono che lo sceneggiatore sarà Zak Penn, uno la cui prima sceneggiatura è stata candidata ai Razzie Awards, un po’ le mutande me le macchio. Ecco dunque che ho stilato quest’elenco di 5 motivi per cui Neo e Morpheus andrebbero lasciati in pace.


L’universo di Matrix va già bene così

Ed è proprio vero: l’universo di Matrix è perfetto così. Malgrado ci sia chi non abbia apprezzato la verve discendente di Reloaded e Revolutions, il primo film delle sorelle Wachowski è studiato in tutto e per tutto (così come gli altri due). Nessuna domanda che resta in sospeso, un’evoluzione dei personaggi curata fin nei minimi dettagli, un’atmosfera creata ad hoc e mai stancante. Basti pensare a come l’universo narrativo di Matrix ha influenzato opere successive, o a come il film del 1999 ha aperto la strada a quello che oggi viene chiamato transmedia storytelling, con appunto Animatrix ed i videogiochi usciti per PS2. Insomma, Matrix resta un esempio da seguire per tutti coloro che vogliono fare cinema, che vogliono studiare il cinema o anche solo i fenomeni dell’audiovisivo al giorno d’oggi, ma non è un’opera che va riavviata con altre vicende contestuali a quella del Bianconiglio.


Il bullet time va dosato

Sebbene sia stato utilizzato precedentemente in una scena di Blade, il bullet time è stato perfettamente valorizzato dalle sorelle Wachowski. Questa tecnologia è stata utilizzata in maniera così sapiente che non si capisce se il bullet time fosse stato necessario per la pellicola oppure il contrario. Dunque, in un ipotetico reboot di Matrix, non è forse vero che si rischierebbe di esagerare con l’utilizzo del bullet time? Il rischio è quello di vedere trenta minuti di scene al rallentatore, dialoghi così dilatati nel tempo che rischiano di venire a noia. L’avanzamento tecnologico di diciotto anni permette di fare cose fighe all’interno dell’universo di Matrix, questo senza dubbio, ma preferirei che niente venisse toccato e che continuassi a ricordare l’Eletto come l’uomo più veloce del mondo di fine anni ’90/inizio anni 2000.


Neo non va toccato

I rumour dicono che la Warner abbia pensato a Michael B. Jordan per un ruolo nel nuovo Matrix. Jordan, per intenderci, è la Torcia Umana dei Fantastici Quattro del 2015, o ancora Adonis Johnson in Creed. Non voglio parlare delle capacità di Jordan, ma voglio parlare di Neo. Penso che alla Warner Bros. sappiano chi sia Neo e cosa significhi questo personaggio per gli amanti di Matrix, e dunque penso che in un eventuale reboot non vogliano cambiare faccia al personaggio di Keanu Reeves. Sarebbe una mossa stupida, molto poco scaltra, e dunque Jordan potrebbe essere scritturato per un altro ruolo. Ma ciò che ha reso grande Matrix è anche (e soprattutto) Neo. L’Eletto è diventato l’Eletto dopo tre pellicole che narrano l’evoluzione perfetta di un personaggio che cambia insieme al contesto. Neo cerca, trova, non vuole credere, cresce, evolve e fa il culo a tutti. Un reboot dovrebbe prevedere necessariamente un riferimento agli avvenimenti messi in moto da Neo, Morpheus e Trinity, cosa che mi spaventa. Warner Bros. non è meglio star fermi senza toccare niente? Non fate incazzare Neo.


Anche l’Agente Smith non va toccato

Matrix è quel che è anche grazie al suo villain. L’Agente Smith, l’incarnazione del potere delle Macchine, ragiona esattamente come una macchina. La cosa che va sottolineata è che le Macchine sono l’unico villain in Matrix. Non esiste nient’altro all’interno dell’universo narrativo che abbia un potere d’antagonista pari a quello immaginato dalle sorelle Wachowski per l’IA senziente della matrice. Anche all’interno del già citato Enter The Matrix i villain erano le macchine, non potrebbe essere altrimenti. Ecco dunque che, per quanto sia risultato godibile il videogioco dell’epoca, le avventure di Niobe e Ghost non sono certo indimenticabili. Molto più valido invece Animatrix, la serie animata che aggiunge dettagli al filone narrativo principale. La costante sono però le Macchine. L’Agente Smith è sempre là, in agguato, evolve insieme a Neo, è la sua parte complementare, senziente e calcolatrice. Inevitabilmente, un reboot dovrà prevedere le Macchine, anche se non necessariamente l’Agente Smith. In quel caso, però, far tornare sullo schermo Hugo Weaving sarebbe d’obbligo, ma con tutti i rischi del caso, dal momento che l’immagine di Smith potrebbe uscire decisamente intaccata da una produzione che fa già storcere il naso adesso, appena annunciata.


E le Wachowski?

Beh sì, e le Wachowski? Le notizie sembrano puntare in un’unica direzione: la Warner non vorrebbe coinvolgere le due sorelle. La sceneggiatura dovrebbe essere affidata a Zak Penn, che non potrà contare sui suggerimenti delle autrici di Matrix. Questo è decisamente un motivo in più per non continuare a perseverare sull’idea del reboot, per lasciare Matrix fatto e finito com’è. Chiunque potrebbe inventarsi una storia ambientata in Matrix, ma avere l’intuito e la prospettiva delle Wachowski è tutta un’altra storia.


Questa piccola disamina non serve ad altro che a dar voce a chi, come me, non vorrebbe un reboot di Matrix. Teniamoci Neo, crogioliamoci nei ricordi degli anni che furono, magari con un bel blu-ray rimasterizzato in HD, ma non tuffiamoci in cose più grandi di noi. Probabilmente un reboot avrà anche il suo discreto successo in termini di incassi, visto che una fetta di fan potrebbe fiondarsi al cinema, ma sicuramente la Warner dovrebbe valutare in maniera puntigliosa questo progetto. E se la notizia del reboot verrà smentita, non ci resta che correre a Zion per festeggiare.

UPDATE 17/03/2017: Zak Penn su Twitter (qui il link) ha affermato: «Ciò che posso dire, in questo momento, è che nessuno dovrebbe o potrebbe fare un REBOOT di Matrix. Le persone che conoscono Animatrix e i fumetti capiranno. Non posso ancora fare commenti per il momento, ma le parole “reboot” e “remake” provengono da un articolo, e bisogna smetterla di rispondere a notizie imprecise. Se dovessi trovare un sostituto di Keanu Reeves, sceglierei Keanu Reeves. Voglio vedere altre storie ambientate nell’universo di Matrix? Certo, perché è un’idea brillante che genera grandi storie. Guardate ciò che stanno facendo con l’universo di X-Men. Tra Logan, Legion e Deadpool, qualcuno vorrebbe che si fermassero? Io non di sicuro».

A questo punto mi chiedo: se Penn vuole sceneggiare storie inserite nell’universo di Matrix, come lo chiama questo, se non reboot?

 

Alessandro Naimo

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Cerco di appassionarmi al marketing per sopravvivere. Spazio dalle arancine alla musica agli Happy Three Friends. Terrone dentro, morbido fuori.
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