“Real! A Ghostbusters tale”: quando gli effetti di Hollywood non ci fanno più paura.

Intervista a Virginia Cantaro, FX artist del lungometraggio, tra flussi protonici, materiale ectoplasmatico ed altri effetti fantascentifici da urlo.

“Real! A Ghostbusters tale”, film di produzione italiana, ambientato a Roma, è una storia che attinge dal fantascientifico mondo di Ghostbusters, il mitico franchise che – a partire dagli anni’80 – ha saputo appassionare ogni tipologia di pubblico di fine millennio, divenendo nel tempo un vero e proprio cult generazionale. Il film è riuscito ad ottenere l’autorizzazione della casa di produzione americana Ghost Corps, sussidiaria di Sony Pictures, che regola l’universo legato al franchise di Ghostbusters.

L’ideatore di “Real!” è Edoardo Stoppacciaro (attore e doppiatore di Robb Stark tra i tanti) e l’intento del film è quello di riprendere il filone originale della serie. Il progetto cinematografico si è mostrato nel corso di diversi festival italiani, tra cui il Lucca Comics and Games dello scorso novembre, riscuotendo grande successo.

Quello che affascina del film di Stoppacciaro sono la quantità e qualità degli effetti visivi, coordinati da Marco Tudini, senior compositor e VFX supervisor (e che vanta collaborazioni con MPC e Zoic Studios). Tali effetti provano a ricalcare lo stile del cinema hollywoodiano: “Real!” è un film “di genere” che prova ad elevare la componente effettistica ad un nuovo livello. Ce ne parla Virginia Cantaro, una FX artist romana e motion designer freelance, che vanta collaborazioni con produzioni audiovisive e cinematografiche, da “Notti magiche” di Virzì a la serie Sky di Ammaniti, “Il miracolo”. Virginia spiega come il film sia attualmente in fase di post-produzione e di come stia lavorando – in veste di FX artist – allo sviluppo di effetti come Orbs, materiale ectoplasmatico e flussi protonici.

Quando ad esempio parla di “effetti invisibili”, si riferisce ad effetti che anche un professionista potrebbe avere difficoltà a riconoscere. Come nel caso del film “Notti magiche” di Virzì, al quale Virginia ha collaborato: “C’è una scena in cui una macchina si schianta contro un ponte e precipita nel Tevere. Ecco, in questo caso parti del fiume sono state rese grazie ad una simulazione fluidodinamica, realizzata con il software Houdini e in seguito unite a riprese del fiume. L’effetto finale è che lo spettatore percepisce la scena nel suo insieme come se fosse reale”. Va però sempre contestualizzato l’uso dei vari effetti, a seconda del tipo di storia che si sta raccontando. In Italia, ancora pochi hanno il coraggio di cimentarsi in opere cinematografiche fantascientifiche, che necessitano di questi elaborati effetti. “Forse perché i budget ridotti del nostro cinema e la paura di confrontarsi con quello hollywoodiano tarpano in partenza le ali della creatività dei nostri registi nell’elaborazione delle storie”, aggiunge Virginia, entusiasta e felice per il suo team che si è lanciato in questa sfida.

Dietro l’uso di questo tipo di effetti c’è un attento studio della “materia cinematografica” sulla quale si deve lavorare: “Nel caso di “Real!”, le fonti principali sono chiaramente i film principali e “La difficoltà maggiore è rimanere fedeli a quell’estetica, tentando al tempo stesso di rendere gli effetti più appetibili per un pubblico di oggi. Quindi modernizzare senza mai discostarsi troppo dall’originale”. Ad esempio, della celebre trappola “acchiappafantasmi” è osservato nei minimi dettagli il funzionamento di cattura, tra cariche elettrostatiche e coni di luce. “Nei film originali questi effetti sono stati realizzati in modo artigianale, con un misto di riprese, sovraimpressioni e dipinti sulla pellicola. Oggi ovviamente ci avvaliamo della computer grafica (o CGI). Una volta studiato il materiale originale, si scompone l’effetto in più elementi e si sviluppa, all’interno del software, il sistema più adatto per riprodurlo” spiega Virginia.

Se la cinematografia sci-fi sembra essere tornata assolutamente protagonista, trainata dall’enorme successo di “Stranger Things”, anche Ghostbusters sembra aver ripreso vita. Mentre Hollywood si prepara al terzo capitolo cinematografico originale, diretto da Jason Reitman (figlio dell’Ivan autore dell’indimenticato primo gioiello), il lavoro dietro “Real! A Ghostbuster’s tale” sembra – con le dovute proporzioni – un progetto ambizioso.

Matteo Galdi

Ho un brano adatto per ogni momento della giornata, ho ogni ricordo importante legato ad una band o ad un disco. Il giorno della laurea mi sono presentato in completo, ma indossavo i calzini degli Iron Maiden che per fortuna non hanno carpito l’attenzione della commissione. Suono il basso in una band satanica, pagana e splatter. Anche se in fondo sono orgogliosamente “prog snob” e vi guardo tutti dall’alto verso il basso, voi che ascoltate solo indie. Amo scrivere, sopratutto di musica, vivo di concerti. Apprezzo l’arte in tutte le sue forme. Proprio per questo amo la Carbonara ed il tiro a giro alla Del Piero.
Matteo Galdi

About Matteo Galdi

Ho un brano adatto per ogni momento della giornata, ho ogni ricordo importante legato ad una band o ad un disco. Il giorno della laurea mi sono presentato in completo, ma indossavo i calzini degli Iron Maiden che per fortuna non hanno carpito l’attenzione della commissione. Suono il basso in una band satanica, pagana e splatter. Anche se in fondo sono orgogliosamente “prog snob” e vi guardo tutti dall’alto verso il basso, voi che ascoltate solo indie. Amo scrivere, sopratutto di musica, vivo di concerti. Apprezzo l’arte in tutte le sue forme. Proprio per questo amo la Carbonara ed il tiro a giro alla Del Piero.

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