Sanremo e la regressione del femminismo

Il “We can do it” non potrebbe essere più lontano

Premessa fondamentale: non sono solita seguire Sanremo e non sono, di conseguenza, la persona più adatta a giudicare i concorrenti in gara (fortunatamente, a sopperire a questa mia mancanza ci pensano i miei colleghi). Stavolta, però, mi sono trovata nella curiosa circostanza di sintonizzarmi sul Festival ogni sera, non guardando però fino alla fine le puntate, quella è un’impresa stoica data a pochi. Purtroppo, quindi, ieri ero davanti allo schermo.

Dico “purtroppo”, perché ho la fastidiosa sensazione, se non addirittura la certezza, di aver assistito a un momento di televisione pietoso, il peggiore che si sia mai visto dalla prima edizione del Festival della Musica Italiana ad oggi.

Avendo molti addetti ai lavori aderito all’iniziativa “Io sono qui”, indossando il fiore simbolo contro la violenza sulle donne, si pensava che il messaggio di solidarietà verso le donne fosse abbastanza chiaro e sotto gli occhi di tutti, ogni sera. Ma evidentemente la conduttrice del Festival, Michelle Hunziker, deve aver pensato che questo bel gesto non fosse abbastanza. Per questo decide di prendere 7 minuti alla gara canora, per mettere in scena un ahimè pietoso siparietto, cominciato con il suo cambio d’abito in stile “terribilmente Barbie” rosa confetto.

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“È un caso”, mi dico, non è possibile che possa essere stata tanto superficiale da scegliere un colore banale e scontato come il rosa per inviare un messaggio in televisione per le donne.  La puzza che, invece, la scelta fosse voluta, la inizio a sentire quando la conduttrice canta -malissimo- “I maschi” e “Bello e impossibile” di Gianna Nannini, venendo interrotta da alcune donne presenti tra il pubblico, che prendendo la parola fingono stizza per la scelta troppo maschilista delle canzoni.

Salgono quindi sul palco, intonando “Le donne di Modena” di Baccini, scegliendone però una parte molto emblematica, rivolta alle madri: “Le donne di Napoli sono tutte mamme”. Tra inorridita e disgustata continuo ad assistere a quello che dovrebbe essere un “omaggio” (mi fa male al cuore definirlo tale) alle donne tutte. Ed ecco che il medley musicale prosegue, sul palco arrivano anche altre donne dal dietro le quinte e, dopo “Non sono una signora”, ecco che arriva il momento peggiore dell’esibizione (anche a livello canoro): l’intonazione da parte della Hunziker di “O mia bela Madunina”, motivata dalla frase “Perché la Madonna è la mamma di tutte le mamme”.

A questo punto probabilmente si aspettava un applauso fragoroso, ma l’istinto che ho avuto è stato piuttosto quello di strapparmi le orecchie.  L’esibizione (anche qui uso un termine improprio) termina con un canto corale di “Quello che le donne non dicono”. Fiorella perdonale perché non sanno quello che fanno… E non sanno neanche cantare!

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Santoiddio.

Sette minuti riempiti da stereotipi sulla femminilità, di luoghi comuni che vedono la donna legata solo e soltanto alla maternità, con canzoni da cui vengono scelti ritornelli legati alla figura della madre e non, piuttosto, alla forza e alla libertà di scelta, ai sacrifici e alle vittorie delle donne nel corso della loro vita. Come se non esistessero donne che non ricoprono quel ruolo.  Sette minuti di un siparietto che fa regredire la figura della donna, buttando alle ortiche anni e anni di lotte femministe, atte a scardinare lo stereotipo di “donna = madre e subordinata all’uomo”.

E, cosa ancora più grave, sette minuti andati in onda sulla maggiore emittente italiana, in diretta da un palco che riveste ancora oggi un ruolo importante nella televisione italiana.

Come si può far passare un messaggio così sbagliato e sopratutto retrogrado?

Il “We can do it” sembra davvero tanto, troppo lontano.

3 commenti

  1. Io non so cosa abbiate contro la maternità, un dono prezioso che nessun uomo potrà mai togliere alle donne. E se basta una canzone ed un vestito rosa per far stracciare le vesti alle femministe…vuol dire che il pensiero femminista è davvero basato sul nulla.

  2. Assolutamente d’accordo con l’autrice. L’ULTIMO dei pensieri da accostare a donna é madre! Questa é una bagianata pazzesca che ci trasciniamo grazie alla chiesa dove la donna ed il focolare fa sempre rima con la donna e la madonna!
    Se proprio vogliamo parlare di libertà per le donne, eliminiamo le molestie e le differenze che inculchiamo ai figli dove la bambina é vestita da principessina con la Barbie ed il bambino é il pirata senza paura!
    Così come piantiamola di dire che hanno stessi diritti, poi in determinati lavori non vengono ammesse a svolgere le stesse mansioni dei colleghi perché più deboli. Nel bene E nel male, l’eguaglianza vale per entrambi i sessi!

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