Sanremo – le tre macro tipologie di telespettatori

Sanremo telespettatori in media rex 1

L’ossessione mi pulsa nella testa, giro gli occhi e ci sei tu
(Litfiba ossessionati dalla presenza di Carlo Conti)

 

Febbraio, il mese del carnevale, degli innamorati, delle cioccolate calde. Ma soprattutto, il mese di Sanremo, il festivàl canoro più bello di questo globo terraqueo dopo le folle oceaniche per vedere Al Bano e Romina Power sotto il severo e commosso sguardo del Cremlino. In tale periodo compaiono nei salotti e nelle camerette di tutta Italia tre tipologie di spettatori; il denigratore seriale, l’innamorato di Sanremo e il curioso malato.

IL DENIGRATORE SERIALE
La prima tipologia è facile da individuare, poiché la frase tipica che viene urlata a destra e a manca e non manca mai sui social è “Che schifo Sanremo, la morte della musica italiana”. In questi sventurati tempi, oltre alla suddetta frase evergreen, si affianca anche “Date i soldi del cascé di Carlo Conti ai terremotati”, benché questo non sia possibile per svariati motivi che non includono l’avarizia del lampadato più ambito dalle casalinghe di Montecatini. Oltre a ciò, tuttavia, il detrattore fa seguire le sue parole con la coerente e persistente visione di Sanremo. Ogni edizione, Da quando ha facoltà di vedere e percepire suoni. E sempre con la stessa litania del “Dove andremo a finire”, “Il canone non lo pago per queste cose”, “Che spreco” e altre frasi fatte. Da costoro è nata la categoria gemella dei detrattori di talent show, che massacrano di insulti X-Programma, ma appena è ospite o addirittura giudice il loro beniamino preferito, subito diviene la trasmissione della speranza. De sto cazzo, aggiungerei io, ma il mio animo belga me lo impedisce e bòn, mon ami.

Sanremo inmediarex telespettatori

L’INNAMORATO DI SANREMO
La seconda tipologia è costituita da 25 abitanti di Sanremo, 12 cecoslovacchi, 45 tesserati dell’AISM – Associazione Italiana Sadomasochisti, 5 immigrati italiani in Lettonia, Checco Zalone in vacanza vicino il circolo polare artico, i Placebo e Concetta, la signora del sesto piano del condominio in cui abito. Chi se ne frega (cit. Marco Masini) delle maschere carnascialesche, tenetevi pure l’irresistibile scioglievolezza di Lindt: per 5 giorni a febbraio santino di Massimo Ranieri a portata di mano, frittata di cipolle e mutandoni di pura lana merinos da lanciare contro il televisore per le vampate di calore e residuo d’ormone a ogni primo piano del presentatore, che sia Carlo Conti o Pippo “Penna Bianca” Baudo, non importa. Anzi, e chi se ne frega (sempre cit di Marco Masini). Per costoro Sanremo deve essere amato, a prescindere da tutto. E vai di telefono a rotella e televoto per cui spendere centinaia di lire per l’interurbana. E si piange tutti insieme per la canzone dei due amori che si lasciano e si ritrovano e vivono felici la loro storia tormentata. Fiori e fazzoletti, fazzoletti e fiori. E ormone libero (quel che ne rimane).

sanremo telespettatori in media rex

IL CURIOSO MALATO
E alla fine ci siamo noi. Noi nel senso di me stesso medesimo, Giggino O’ Bello, Marco Columbro, Uan e Putin. Ammaliati da Sanremo. Non lo odiamo. Non lo amiamo. Ma per 5 giorni rimaniamo ossessionati dal palco dell’Ariston. Al Bano continuerà a far vergognare Romina Power cercando di sembrare atletico sfoderando ben 4 flessioni sul palco in eurovisione per poi rialzarsi rosso paunazzo che in confronto un pomodoro pachino pare anemico? Voleranno farfalle? Quest’anno chi vincerà verrà davvero ricordato negli anni a venire, o anche stavolta dovrà fare gli scongiuri per arrivare secondo e non precipitare nel vortice dell’oblio post Sanremo? L’ospite internazionale sarà ancora Tiziano Ferro? Perché Raffaella Carrà riesce ancora a smuovere un desiderio di rivincita sulla forza di gravità delle pudende maschili?

sanremo telespettatori in media rex 2

Siamo così, è difficile spiegare (cit. Fiorella Mannoia). Ci piace il trash, e Sanremo volente o nolente ci ripaga sempre, ma ci piace anche essere stupìti, e ogni tanto qualcosa di interessante capita. Anche tra le proposte musicali, strano a dirsi, s’inciampa in qualcosa di apprezzabile (Ruggeri uber alles, siempre). L’importante è rimanere incollati al televisore, con la morbosa curiosità di vedere cosa accade. Non abbiamo pregiudizi, ma solo aspettative (per cosa non si sa, né ce ne frega molto, l’importante è che accada qualcosa, qualsiasi cosa; se brutta, avremo di cui parlare, se bella, avremo di cui parlare lo stesso).

Perché, come disse il Marchese Del Grillo in tempi non sospetti,  Sanremo è Saremo, e voi non siete PARAPPAPPAPAPA’ (stacchetto musicale storico di Sanremo).

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi’s 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199… dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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