Stranger Things 2: cose davvero strane

Innumerevoli riflessioni fuori di testa perse nell’eco del Sottosopra.

Il secondo capitolo di Stranger Things è approdato nella nostra dimensione ormai da quasi due settimane e sono più che sicuro che anche voi dipendenti dalle sniffate netflixiane avrete già divorato le 9 ore di avventure ad Hawkins (in caso non lo abbiate fatto, filate via che è acceso sin da subito un mostruoso ALLARME SPOILER!).
Pieno di malinconia, frustrazione e tristezza per essermi lasciato divorare dalla frenesia del bingewatching  (a tratti in dolorosissimo e staccatissimo wifi, diogorgone) e ora per dover attendere per eoni la terza serie, mi sono ribaltato come un triste Ben Affleck nel rewatching generale: con mio grande e sommo gaudio, devo comunicarvi che sono saltati fuori dei dettagli e delle conseguenti elucubrazioni dai caratteri davvero strani, persino per una serie che porta tale titolo. Che dire, vediamoli subito.


First of all, sapevate già che i Simpson prevedono praticamente qualsiasi cosa nel mondo, vero? L’elezione di Trump, il Super Bowl con tette infuocate di Lady Gaga, l’avvento degli Ipod, eccetera eccetera. Tutto anticipato nell’epica sitcom animata di Matt Groening. Ebbene, eccovi un’altra chimerica profezia.

Così tubolare da essere mitico!


Andiamo avanti. Rispetto alla prima stagione, questi nuovi nove episodi (perché non dieci? Perché?) sono caratterizzati da tinte decisamente più dark, soprattutto per i numerosi riferimenti cinematografici anni ’80 inseriti, tra cui Carpenter, King e Wes Craven. Insomma, del cd. pornocitazionismo, bello condensato, che non fa mai male. E dunque tutti sono stati presi dalla smania di disquisire ed analizzare per giorni e giorni miliardi di rimandi (persino questa insigne redazione). Nessuno si è però accorto della più grande di tutte: Ace Ventura – Missione Africa. Oh sì, proprio l’acchiappa-animali, il Diavolo Bianco campione di incassi. Date un’occhiata. Avevo un cane che si chiamava… Bingo! (cit.)

Dai, c’era pure l’orma di animale a suggerirvelo.


Sfumeggiante, eh? Dai, progrediamo ora al livello pro delle citazioni inconsapevoli e più rarefatte. A nessun figlio degli anni ’90 è venuto in mente da dove è stato preso l’outfit del Demogorgone? Male male. Per fortuna che ci sono io qui.

“Carlton, mi sa che anche la mia testa è strana.”


Del resto, i più attenti avranno già notato che Stranger Things nella sua prima stagione e Willie il Principe di Bel Air erano praticamente la stessa cosa, poco importa l’ambientazione più losangelina del secondo. Voglio dire, al di là dell’omonimia, basta colorare la pelle di Will, tiragli con delle pinze le orecchie fino a farle diventare a sventola e mettergli due trampoli sotto i piedi. Voilà.

Now this is a story all about how my life got flipped-turned Upside Down…


Lasciamo stare gli altri parallelismi, come per esempio quello dei viaggetti di Undi nella dimensione onirica di pericolosamente vicini allo sfondo nero di Art Attack e a quel Demo-artista di Neil Buchanan.
Poi scusate un attimo: tutti questi Demo-Gorgoni, Demo-cani, Demo-hot dogs, Demo-cristiani. Non è che rimetteranno in vita la beota moda della pineapple pen, vero? Vero??

Ma perché me ne sono ricordato?


Restiamo col nostro Dustin Henderson. Io adoro da sempre gli anni ’80. I telefoni con i fili, l’hair metal e le partite a pallavolo di Top Gun, i floppy, le giacchette con le spalline, il cubo di Rubik, Patrick Swayze, i tutorial ginnici, il ghetto blaster. Tutto. Vivrei per sempre in quella decade mai vissuta, come in San Junipero, se possibile assieme a David Coverdale e Bruce Willis ancora coi capelli (è la sindrome à la Midnight in Paris, vero?). C’è una cosa però che, Santissimo Iddio, non riesco proprio a digerire (non nel senso che l’ho provata ad ingerire) di quei ruggenti anni: quella maledetta lacca. Quanto vorrei bruciare tutta quella lacca. Dai, se vi conciate con tutto quell’hairspray manco vostra madre vi dirà che siete belli. Se siete fortunati, dalla vostra parte ci sarà solo Robert Smith. Che culo.

E’ comunque irresistibile.


La laurea ad honoris causa per aver trasportato sul piccolo schermo il miglior personaggio terrificante di Stranger Things (ma che dico, di qualsiasi serie Netflix in generale!) va a… rullo di tamburi…  ma a chi mai potrebbe andare, se non a lei, l’adorabile sorellina di Lucas? Applausi.

Stephen King e mostri orrorifici, levatevi proprio.


Mi riportano dalla regia che vi sono state fino all’ultimo delle forti indecisioni in sede di assegnazione del grande award. Molti gridavano a gran voce il nome dell’uomo più inutile del mondo, il perfetto esemplare che il codice civile chiama buon padre di famiglia: Ted Wheeler. Meglio così dai, lasciamolo stare. Non prendiamocela ulteriormente con lui. Povero Ted, probabilmente è così per via delle brutture della vita… tipo Skyler.

Better Call Ted?


Passiamo a Joyce Byers, la grande amante degli addobbi e della carta da parati originale. La natura, si sa, è più gentile verso alcune persone; la chirurgia estetica verso altre, di solito quelle più benestanti. Ma mi spiegate come diavolo sia possibile che Wynona sia ancor più figa ORA di quando aveva vent’anni? (Andiamo, fate pure click, non vi giudica nessuno). Vabbè, calmiamo i bollenti spiriti. Tranquilli. Facciamo un esercizio di stile: provate a immaginare Joyce e Hopper da giovani, negli anni ’60 ad Hawkins. Di sicuro erano loro i più bitchin’ di Hawkins.

Tali genitori, tali figli? Mah. Fino ad un certo punto.


Hopper. Hopper il pezzo grosso, il grande capo con il cappello di Indy. Dovete sapere che a lui appartiene la prima vagonata di meme a tema di questa seconda stagione. Se infatti navigate a ritroso nel web più oscuro, troverete mille versioni ridoppiate della mitica scena in cui balla sulle note di Jim Croce, datate 1972. C’è addirittura un intero canale Twitter dedicato.

E non so voi, ma io le trovo esilaranti. Faccio che suggerirvi la compilation migliore, se siete malati come me.


A proposito di meme su Stranger Things. Nell’ultima settimana se ne sono alternati a migliaia, assieme a tramonti infuocati che richiamavano la tempesta rossa della seconda serie. Una cosa davvero strana è che però nessuno (se non pochissimi) ha chiamato in causa nell’Upside Down il buon Mussolini. Faccio io, dai.

Anche il Duce aveva previsto Stranger Things.


Ah, dicevamo la tempesta rossa (non in senso comunista, teniamo ora a bada il fascio): alla fine questo benedetto Mind Flyer non si capisce bene cosa diavolo sia, temo che dovremo aspettare la nuova serie. Vai a capire. Secondo me, è un semplice poser da sfondo per un disco metal durissimo.

Finalmente il nuovo album dei Children of Bodom!


C’è posto anche per i grattacapi matematici e simbolici. Questa l’ha postata anche la pagina ufficiale di Netflix. Avete presente quando Mike dice a Undi di averla chiamata ogni sera per 353 giorni? Ebbene…
3 + 5 + 3 = 11

Woooow. Fighissimo. Eccezionale. Applausi. Ingravidami.
Però. 3x5x3=45, 4+5=9

3+5+3=11

9/11. Bingo.

“Ma questo è un…”


Meglio se dai numeri passiamo ora alle lettere criptiche. Ho notato una cosa alquanto triste e razzista in questo duro rewatch. Ma perché diavolo tutti i personaggi il cui nome inizia con la lettera B devono tirare le cuoia per forza? C’mon Duffers, siete dei perversi. Guardate che qualcuno prima o poi potrebbe parlare di genocidio.

Coincidenze? Questo io non credo.


Quanto ad una delle vittime, la bella Barb. Molti pensano che sia morta, andata, persa, perduta. Le hanno fatto pure il funerale, povera roscia. Vi devo dire davvero qual è la verità? (spoiler!)

“A me proprio non piace quello Steve, darling”


Tocca al grande Bob Newby, supereroe, che arriva e con la sua tartaruga al contrario e l’indiscusso fascino da ex-Goonies conquista al volo Winona Ryder e la maggioranza del pubblico dietro allo schermo. Purtroppo, la sua prestazione è durata davvero poco in Stranger Things. Che dire, cosa resterà di questi anni ’80? Boh. Di certo, non Bob.

Insomma…


Il concorso a Mordor per il ruolo di simpaticone ex-Hobbit e dispensatore di saggi consigli per i più piccoli si è chiuso in favore del solo Samwise Gamgee. Ci dicono però che Frodo non ha voluto mollare.

Questa cosa dei cosplaygorgoni ci sta leggermente sfuggendo di mano.


Billy Hargrove, vieni avanti, it’s your turn. È davvero incredibile. In-cre-di-bi-le. Quindi, non soltanto Colin Farrell è un idiota antipatico. Persino i suoi sosia lo sono. Anche se almeno hanno il buon gusto di ascoltare gli Scorpions, Whitesnake e Ratt.

Mi sa che non l’ha presa bene.


No, aspettate. Che diavolo dico? Più che Farrell, Billy è la controfigura un pò più in forma della versione umana di Shrek. Dai, tutta la vita.

“Max e io abbiamo bevuto una pozione magica e ora… siamo sexy!” (semi-cit.)


Dal buon Billy saltiamo al vero figo di turno della Season 2, quello che è passato da imbecille-salvatore in extremis a grand’uomo volenteroso e pieno di consigli per il team più giovane: Steve Harrington. Attorno a lui si sviluppa la parte di trama più divertente di Stranger Things 2 e i Duffers si divertono a sperimentare e citare ulteriormente seguendo le sue iconiche gesta. Queen di Hammer To Fall, mazza ferrata, telecamera “trunk shot” di Tarantino e si va a comandare.

Non solo anni ’80. Ma sempre tamarissimi.


Tanta roba anche a questo giro la colonna sonora, vero? Poi i Bon Jovi di Runaway nell’episodio della fuga di Undici sono un vero tocco di classe. Leggermente telefonato, ma sintomo di buona cultura. Chapeau. Ci mancavano soltanto i Poison con Fallen Angel. Un momento, però. Non riesco proprio a smettere di pensare al buon Steve (Steve, Steve, Alan, Steve, scusate non ho resistito). Non so perché, ma la sua capigliatura mi ricorda qualcosa…

Ah ecco! ‘Na cafonata! Grazie infinite Theseeka.


Veniamo ora a temi più caldi ed interessanti, che è meglio. La prima volta tra Jonathan e la bella Nancy. Che romantici, quei due. Ma quanto sarebbe stato figo da ragazzini avere un giornalista complottista che ti lascia una stanza per trombare tutta per te nel suo scantinato, senza i maledetti genitori sempre in giro per casa? Oggi lo fanno soltanto i pedofili con telecamere nascoste. Ehi, aspetta…

Come se non lo sapesse, il birbantello.


E a proposito di questa brutta cosa chiamata pedofilia. Parliamone. Con Hermione ci siamo passati tutti, no? Poi, nulla è sbagliato se ti fa felice, vero? Comunque, è provato statisticamente che alla visione della “piccola” Maxine “Max” Mayfield, in questa seconda serie di Stranger Things i pensieri più comuni sono:
1) il 2002 è un’ottima annata per il rosso;
2) la galera non è poi così male.
Ammetto che dopo averla sentita cantare con voce angelica la canzone delle tazze (come cavolo si chiama?), un po’ ho tremato anche io. Per fortuna, io sono sempre legato al #TeamLegale e a quella porcona insoddisfatta della mamma di Mike. Voi?
P.S.: 750k di punti a DigDug li trovo abbastanza esagerati, dai.

Netflics è sempre avanti. Troppo avanti.


Fine. Abbiamo passato in rassegna e maltrattato un pò tutti i personaggi. Meglio se ci fermiamo. Come? Chi manca? Ah già, Lucas il fortunello (Max…). Che fine ha fatto? Boh, se lo sarà mangiato il nuovo micio di Dustin.

bojack mamma punto netflix banner

Leggi anche: Stranger Things 2: tutte le curiosità e citazioni

Giulio Beneventi

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Mi sento a mio agio scrivendo solo di notte, dopo trenta flessioni di riflessione e una buona dose di gentil cinismo.

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