Avengers: Endgame, qualcosa potevano risparmarsela

avengers end game easter egg

C’era davvero bisogno di tutti questi easter egg dopo Pasqua?

Ebbene sì, è la fine dei giochi. Avengers: Endgame è arrivato a chiudere una saga lunga un decennio, un’epica maratona, corsa non senza fatica. Qualcuno ha mollato, altri hanno resistito ai momenti più deludenti e si sono goduti le emozioni ineguagliabili delle ultime tappe. Avengers: Infinity War, nella sua connotazione ben lontana dall’happy ending tradizionale, si colloca tra gli esperimenti meglio riusciti della saga. Cosa dire invece di questo secondo capitolo de facto di Infinity War? Endgame porta sulle spalle la responsabilità e le aspettative create da anni di pellicole confezionate a regola d’arte e riesce nel suo scopo, affermandosi come un ultimo tassello istituzionalmente impeccabile.

Dopo questa doverosa premessa, due avvertimenti: uno, da questo momento in poi gli spoiler sono più numerosi delle morti dell’esercito di Thanos. Due, è sbagliato fare i sommelier della fi pellicola in un film di supereroi in cui la sospensione dell’incredulità è condizione indispensabile, ma noi lo facciamo lo stesso.

Si discuterà molto sulla trama, sull’opinabile e rischiosa scelta di inserire i viaggi nel tempo e dei conseguenti buchi, primo fra tutti Capitan America anziano che non avrebbe dovuto trovarsi in quella linea temporale o quantomeno avere la decenza di riapparire nel portale e non sulla panchina a guardare i cantieri. Si parlerà della diversità come tema ormai ostentato soprattutto nell’evitabilissima scena Girl Power nella battaglia finale. E si parlerà anche delle trecce nella barba di Thor che appaiono per magia come effetto collaterale del richiamo di Mjolnir e Stormbreaker.

Noi non parleremo di tutto ciò, piuttosto andremo ad analizzare i dettagli meno lapalissiani con un occhio critico ed analitico, mantenendo un tono altisonante ed imparziale. Insomma, facciamo i sommelier sugli easter egg e le citazioni da nerd che ci hanno fatto bagnare come delle scolarette o ci hanno fatto cagare a spruzzo. Cominciamo.

avengers end game easter egg hulk

Hulk spacca

Durante il viaggio nel tempo, lasciando da parte gli espedienti cinematografici geniali, si sprecano le citazioni. Prima fra tutti la celeberrima “Hulk, spacca” del primo Avengers. Qui demolita non solo dal troppo forzato ordine di Capitan America “Cerca di spaccare qualcosa nel frattempo” ma soprattutto dalla conseguente triste reazione del novello Hulk banner consapevole e controllato che va in giro a fare le carezze alle macchinine facendo anche i versetti finto incazzati. Cagata

Captain America nell’ascensore

Tra le scene più acclamate del Marvel Cinematic Universe la prestazione del Cap nell’ascensore in The Winter Soldier. Stesso contesto si ricrea nel viaggio nel tempo ma qui Steve si risparmia la sudata e con un ammiccante “Hail Hydra” ci fa godere tutti. Bagnata

Vedova nera e Occhio di Falco a Budapest

Dal primo Avengers tutti i fan continuano a fare speculazioni sul rimando a Budapest nella battuta tra Vedova nera e Occhio di Falco. Ma in dieci anni sono stati pochi o nulli gli indizi su quanto accaduto nella capitale, salvo poi ritirare fuori la questione in questa pellicola “Qui non è come Budapest” ridacchia Hawkeye a un certo punto. Diteci cosa cazzo è successo o tacete per sempre maledetti! Cagata

Il martello di Thor a Capitan America

Qualcuno sta gridando al complotto e alla forzatura. Ma in realtà vedere Capitan America con Mjolnir è materiale per masturbazione di altissima qualità. Per due motivi: uno, nei fumetti è cosa nota che Capitan America sia degno. Due, perché già nel trailer di Age of Ultron tutti provano a sollevare l’arma incantata e proprio Capitan America riesce a muoverla di qualche millimetro con conseguente sgomento di Thor. E comunque l’ascensore è il più degno di tutti. Bagnata

Spiderman e Ironman

Vi ricordate quella sensazione agrodolce quando Spidey qualche pellicola fa aveva abbracciato per sbaglio Tony Stark mentre il milionario, playboy, filantropo gli apriva la portiera? Ebbene, in Endgame rimane solo il miele quando Ironman rivedendo il ragazzo sano e salvo lo abbraccia per davvero. Bagnata

Il motto di Capitan America

È dal primo film di Capitan America che abbiamo sentito il ripetersi del ritornello tradotto purtroppo in modo diverso in base alle occasioni “ho tutto il giorno libero” oppure “potrei farlo per tutto il giorno”. Già questa ambiguità basta per farci storcere il naso. Ma poi quello che era il manifesto della perseveranza di un ragazzino senza altre doti, qui viene deturpato dallo stesso Cap mentre combatte contro il se stesso del passato “Sì, lo so, hai tutto il giorno libero”. E no però! Cagata

Io sono Ironman

Alcune delle battute sono ormai diventate più che riconoscibili nel mondo cinematografico, parte di un processo che eleva alcuni degli episodi a dei veri e propri cult. Tra queste c’è “Io sono Ironman”, l’inaspettata rivelazione con cui Tony Stark annuncia a tutti in conferenza stampa la sua vera identità, qualcosa di nuovo nel mondo dei supereroi, un passaggio brillante nel suo contesto singolo, ma che assume un valore potenzialmente molto più grande nel mare magnum del Marvel Cinematic Universe. Non è stato bellissimo sentirle usate in risposta a “Io sono ineluttabile” di Thanos, come ultime parole pronunciate da Tony Stark. Difficile analizzare le emozioni che quelle parole hanno scatenato in ognuno di noi. La gloriosa rivelazione di qualche anno fa, diventa qui un disperato testamento pronunciato nel momento estremo di un uomo.

Il cerchio degli Avengers si apre con un genio, miliardario, playboy, filantropo che si eleva a supereroe grazie unicamente alle sue capacità e che dichiara la sua doppia natura solo per alimentare il suo ego. E si chiude con un uomo sul punto di morte che usa quelle stesse parole per sacrificarsi, spogliare i panni dell’immortale, dichiarando implicitamente che, nonostante altri sarebbero sopravvissuti, toccava a un uomo comune farsi carico di quell’atto. 

avengers end game easter egg tony stark

Potrebbe sembrare esagerato attribuire tutta questa importanza ad un unico personaggio. Ma un ultimo easter egg avvalora la nostra tesi: non c’è nessuna scena post titoli di coda in Avengers: Endgame, c’è soltanto un suono, metallico, ripetitivo

Edgar Pironti

Mi ostino a rovinare tutte le mie passioni trasformandole in impegni noiosi.

About Edgar Pironti

Mi ostino a rovinare tutte le mie passioni trasformandole in impegni noiosi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *