Bandersnatch: L’episodio interattivo di black mirror

Bandersnatch: L’episodio interattivo di black mirror

Nuove esperienze e nuove cavie

Bandersnatch è l’episodio pilota della nuova stagione di Black Mirror. Un giovane sviluppatore di videogame con problemi psicologici si trova di fronte all’occasione della sua vita: portare il suo prototipo all’interno di una azienda di videogame in forte crescita, lavorare con loro e lanciare la sua creazione sul mercato.
Perché questo episodio è sulla bocca di tutti, superando addirittura gli standard per un episodio di Black Mirror? Perché è interattivo: lo spettatore diventa videogiocatore, scrittore, divinità onnipotente e controllore assoluto delle scelte del protagonista. Le decisioni dello spettatore possono condurre a finali diversi dell’episodio. Tredici per l’esattezza.

Bandersnatch: L’episodio interattivo di black mirror

Tutto bellissimo, ma questa novità può essere letta in due modi diversi.

Il primo è il più immediato: Black Mirror sta rivoluzionando il modo di guardare gli episodi su Netflix, il futuro dello streaming è qui e lo stiamo vivendo. Ma forse non è questo il modo corretto di leggere Bandersnatch, l’episodio interattivo. Provate a parlare con qualsiasi gamer e non troverà niente di particolarmente entusiasmante in questo tipo di narrazione, assumersi la responsabilità delle scelte del protagonista è un meccanismo scontato nei videogame, come i conseguenti finali alternativi. Partendo da Zork, passando per Monkey Island ma senza dimenticare i libri-gioco (a cui anche il protagonista di Bandersnatch si ispira), l’interattività nei vari media è stata esplorata abbondantemente negli anni settanta e ottanta. Questo potrebbe essere l’inizio di un nuovo modo di fruire le serie TV, una nuova era per Netflix, ma più probabilmente è solo l’ennesima genialata marketing oriented dei maestri di Black Mirror, il miglior modo per lanciare la nuova stagione.

Bandersnatch Black Mirror

La seconda chiave di lettura dell’episodio è meno clamorosa, ma forse più interessante. Ci viene rivelata durante lo stesso episodio e riassunta dalla sigla PAC: Program And Control. Bandersnatch riesce a superare tutti i livelli di metanarrazione presentati negli altri episodi di Black Mirror. Lo spettatore sceglie le opzioni per guidare il protagonista dell’episodio, che a sua volta è impegnato a programmare un gioco per fornire le opzioni al videogiocatore che avrà la possibilità di guidare il protagonista del videogioco. Ma chi ha fornito allo spettatore dell’episodio le opzioni? Chi ha programmato l’esperienza? Ecco che lo spettatore che crede di controllare diventa in realtà controllato. Il cerchio si chiude. Colin, un novello Tyler Durden direttamente da Fight Club, parlando a Stephan, il protagonista dell’episodio, parla anche allo spettatore, svelando la verità dietro l’esperienza che sta vivendo e, in modo più esteso, della vita nella società occidentale.

We are all living in Pac-Man’s World. You know what Pac stands for? P.A.C. Program and Control. He’s Program and Control Man. The whole thing’s a metaphor. All he can do is consume. He’s pursued by demons that are probably just in his own mind.

Bandersnatch diventa il Truman Show del ventunesimo secolo, un reality show in cui è intrappolato non solo il protagonista, ma anche lo spettatore.

In Media Rex

Edgar Pironti

Mi ostino a rovinare tutte le mie passioni trasformandole in impegni noiosi.

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