Bright: la mediocrità sguazza tra stereotipi e magia

Il nuovo film Netflix non brilla come da titolo e delude le alte aspettative.

Fate, orchi, elfi e umani sono in continua lotta fra loro. Un odio reciproco che si protrae ormai da secoli, ha fatto da contorno a quella che era una convivenza forzata tra etnie. Bright, l’ultimo prodotto targato Netflix, è il racconto di come la magia possa condizionare la quotidiana violenza cittadina, creando inusuali allenze tra quelli che sono da sempre stati acerrimi rivali. Nascosti alla società però vivono i cosidetti Bright, gli unici esseri dotati del potere di controllare una bacchetta magica senza esplodere, perché è questa la fine che fa chiunque impugni quello strumento in grado di controllare persino il tempo.

In un film con protagonista un poliziotto non poteva di certo mancare il classico luogo comune del collega corrotto, assetato di potere, che vuole far fuori il malvisto orco-collega Jacoby.

Il desiderio di abbattere le barriere etniche non è per nulla condiviso dai poliziotti della città, i quali, senza tanti fronzoli, cercano di far fuori Jacoby ed il suo collega Ward, interpretato da un visibilmente invecchiato Will Smith, che ritorna dopo qualche tempo ad armarsi di pistola… e non solo.

Risultati immagini per bright netflix

L’inedita coppia Ward-Jacoby si renderà così protagonista di una caccia all’uomo nel tentativo di nascondere la bacchetta magica di Tikka, una Bright inseguita da Leilah, che mio padre al mercato comprò.

Bright è un buon film dotato di alcuni spunti anche interessanti, ma che non riesce a convincere appieno, lasciando quel pizzico di amaro in bocca, dato dalla consapevolezza che non si tratti di qualcosa di memorabile. Nel fare i maliziosi si potrebbe pensare che si è davanti ad un tentativo di combinare ciò che più è in voga ultimamente su Netflix: l’elemento fantascientifico, accompagnato da quella coinvolgente azione, è una combo di sicuro successo, ma che in questo caso sembra più un classico “mapazzone” Barberiano, per ricordare il ritorno sugli schermi di Masterchef Italia, piuttosto che un piatto di qualità.

Francesco Benvenuto

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *