Dark: la relatività della quarta dimensione

“E se il futuro fosse già presente nel passato?”

 

Seguendo la scia del fenomeno Stranger Things, il nuovo prodotto originale Netflix, Dark, entra a gamba tesa in tutte le Liste degli utenti appassionati al genere fantascientifico. Questa volta però non si parla di sotto-sopra o sopra-sotto, bensì di un circolo, non vizioso, ma viziato da eventi passati, presenti e futuri concatenati gli uni agli altri, al punto da influenzare l’ordinario andamento del tempo.

fonte: netflixcenter.com

All’interno dei confini della piccola cittadina tedesca di Winden, nota esclusivamente per la sua misteriosa centrale nucleare, si verifica una serie di misteriose scomparse che coinvolgono poco a poco tutta la popolazione locale. Probabilmente neppure i più affezionati seguaci di Federica Sciarelli ed il suo programma televisivo Chi l’Ha Visto riuscirebbero a rintracciare i non pochi giovani scomparsi negli anni 1953, 1986 e 2019: questo perché la ricerca andrebbe effettuata nel tempo e non nello spazio. Ma quando ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà si incontrano, chi può dire quale sia il principio e quale la fine degli eventi?

Certo è che il buon vecchio Emmett Brown rimarrebbe sconcertato, sapendo che per viaggiare nello spazio-tempo è sufficiente attraversare una porticina e gattonare per qualche metro; la DeLorean di Ritorno al Futuro era un modo decisamente più acchiappa-fighe per sconvolgere e poi ripristinare il corretto susseguirsi degli eventi. Una banalità, una cafonata, come direbbe il caro vecchio Christian, che in A Spasso nel Tempo doveva quantomeno prendersi la briga di trovare una vera macchina del tempo a Los Angeles per potere finire nella preistoria. Tra uomini di chiesa che, paradossalmente, sono il male da sconfiggere e poliziotti poco inclini all’etica professionale, in Dark si ha un capovolgimento di quelle che sono le ordinarie concezioni della quotidianità: questo a causa del prevalere degli istinti sulla razionalità, ormai quasi del tutto scemata, tra i pochi che occupano la piccola comunità di Winden.

fonte: wired.it

La prima serie tv tedesca di rilievo dopo Squadra Speciale Cobra11 ed Il Commissario Rex regala al mondo un altro eroe, Jonas Kahnwald, colui che scoprirà essere più anziano di suo padre e si incontrerà con il se stesso trentatré anni più vecchio, colui che però sarà l’unico in grado di distruggere (o creare?) il ponte Einstein-Rose, o wormhole che dir si voglia, presente a Winden. Dark si evolve nei modi più inaspettati, sbalzando i proprio personaggi in tre epoche totalmente differenti, ma inevitabilmente facenti parte di un loop “infinito”. Dark coinvolge, stravolgendo: nulla è ciò che sembra essere, tutto è mutevole nella propria staticità.

 

Francesco Benvenuto

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *