Guardiani della Galassia vol.2: la più atipica saga Marvel torna ad emozionare

Risate e lacrime assicurate nel nuovo film di James Gunn.

L’arte di raccontare storie attraverso strane nuvolette e disegni più o meno artistici è un mezzo comunicativo potente, radicato nel nostro immaginario collettivo, capace di caratterizzare personaggi e vicende come pochi altri media hanno saputo fare. Prima ancora di diventare icone pop e ritrovarsi stampati sulle t-shirt di ogni utente medio di GameStop (ma potremmo citare anche Primark e H&M), i supereroi nascono, appunto, come personaggi dei fumetti. Terra di mezzo tra il sacro e il profano, il serio e il faceto, il mondo dei supereroi per come l’abbiamo sempre conosciuto ha iniziato a vacillare quando qualcuno, dalle parti di Hollywood, ha intravisto un potenziale economico spropositato negli eroi degli universi DC e Marvel, finendo per trasformarli in macchiette o parodie di se stessi. Dopo una serie di fallimenti colossali nel campo cinematografico, negli ultimi anni Marvel sembra però avere imboccato la strada della redenzione, costringendo anche la concorrente DC ad adeguarsi ai suoi standard qualitativi, seppur con risultati altalenanti.

La tendenza attualmente in voga, già inaugurata con il primo episodio de “I Guardiani della Galassia” (e ripresa egregiamente da “Deadpool”) è quella di proporre personaggi imperfetti, dai risvolti apparentemente comici ed esilaranti, che tuttavia soffrono a causa di traumi infantili e soprusi di vario genere, e per questo appaiono fragili e tremendamente umani. Il risultato è una sceneggiatura che fonde leggerezza e profondità, idiozia ed intelletto, trash e pop culture: un piccolo universo parallelo in cui ogni nerd che si rispetti può sentirsi a casa.

Forte del successo del primo impeccabile episodio, James Gunn torna sul grande schermo con la stessa compagnia di attori burloni che nel 2014 hanno trasformato i Guardiani in vere e proprie icone cinematografiche. Ritroviamo il fustacchione Chris Pratt nei panni di Peter Quill, uno che ha già dimostrato di amare la cultura degli anni 80 e 90 recitando in “Jurassic World”, ma che in queste vesti se la cava addirittura meglio. Al suo personaggio dobbiamo le migliori citazioni dell’opera – che vi lascerò il gusto di scoprire, senza spoilerare nulla, limitandomi a dire che ogni estimatore delle serie tv, del cinema e dei videogiochi di quell’epoca rischierà di trovarsi a fissare il grande schermo con gli occhi a forma di cuoricino – e una colonna sonora a dir poco emozionante, che è la ciliegina sulla torta di un film pressoché perfetto. Sto parlando del cosiddetto “Awesome Mix vol. 2”, uno dei nastri sui quali la defunta madre di Quill registrò pezzi di Electric Light Orchestra, Sweet, Fleetwood Mac e tanti altri artisti che con le loro note spensierate e le loro voci ci fanno rivivere un’epoca in cui tutto ciò che era pop, o addirittura trash, appariva autentico e reale.

Abbiamo la coppia formata da Rocket e Groot (qui in una tenera versione Baby), autori di una comicità semplice ma spassosa, le sorelle nemiche-amiche Gamora e Nebula, il gigante Drax e nuovi personaggi secondari, tutti egregiamente caratterizzati. Un ricchissimo cast che interagisce in maniera fluida e spontanea, lasciando che comicità e introspezione si alternino senza forzature, sullo sfondo di un’avventura in CGI che determinerà per la seconda volta le sorti della galassia. Anche se, a dirla tutta, la tematica principale del film non è tanto l’eterna lotta tra il bene e il male, bensì una riflessione sul significato più profondo della parola “famiglia”, che spesso, per semplice convenzione, associamo alle figure sbagliate.

Il Vol. 2 di “Guardiani della Galassia” è quindi il frutto di scelte narrative immediate, fondate su riferimenti culturali ricercati e, soprattutto, sentimenti nobili. A cosa serve costruire produzioni costosissime attorno a supereroi integerrimi ed irraggiungibili? A nulla, se il risultato è una pellicola emotivamente fredda e banale. Per creare un buon prodotto pop serve innanzitutto una storia accattivante, in cui la gente comune possa rispecchiarsi, e poco ci importa se i nostri supereroi di riferimento sono un tizio che si fa chiamare Star-Lord e se ne va in giro a sparare ai mostri mentre ascolta un walkman sgangherato, oppure una piantina umanoide che sa dire solamente “Io sono Groot” o un procione coi razzi propulsori.

Il brand dei Guardiani potrebbe apparire tamarro all’inverosimile, eppure cela, dietro alla sua facciata di comicità ed irriverenza, una profondità non comune in questo ambito cinematografico. Il nuovo film di James Gunn riscatta nuovamente il genere “superhero” riportandolo a quella dimensione della fantasia umana in cui tutto è concesso, purché da essa scaturiscano risate sfrenate o sincere lacrime di commozione. La galassia è salva, e con essa i nostri cuori.


ABBIAMO PARLATO DI…

Guardiani della Galassia Vol.2
Azione / Supereroi, 2017
James Gunn, 2017
Stati Uniti D’America
Marvel Studios

Marco Belafatti

Marco Belafatti

Il suo habitat ideale è al confine tra il cantautorato più tenebroso e il folklore nordeuropeo. Si dice che scriva le sue recensioni al lume di candela, nel cuore della notte. Di giorno veste i panni di un umile docente di scuola secondaria. A volte sorride.
Marco Belafatti

About Marco Belafatti

Il suo habitat ideale è al confine tra il cantautorato più tenebroso e il folklore nordeuropeo. Si dice che scriva le sue recensioni al lume di candela, nel cuore della notte. Di giorno veste i panni di un umile docente di scuola secondaria. A volte sorride.

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