It’s Bruno: “semplice e genuina, proprio come voi”

“8 (otto) episodi sono decisamente troppo pochi”

Ci si sbatte tanto per fare cose eclatanti, quelle che qui da sempre sono definite “americanate” perché piene di effetti speciali, esplosioni e computer grafica nemmeno fosse un sequel di Avatar. Eppure la semplicità paga. A dimostrarlo è It’s Bruno, la nuova serie Netflix sulla scia di Bonding e Special: pochi episodi di durata breve, anzi brevissima, che altre volte non basterebbe nemmeno alla sola sigla, quella che si skippa con costanza dopo il primo episodio.

Cane e padrone tendono spesso ad assomigliarsi, è risaputo, ma mai potrà esserci somiglianza più somigliante di quella tra Malcom ed il suo Bruno, le cui peripezie nel quartiere di Brooklyn li porterranno ad affrontare numerosi “villains“. Il proprietario del supermercato, la seducente Lulù, il ballerino sudamericano, il tipo competitivo col cane. Se alle carenze di sceneggiatura di ormai troppe serie si rimedia con i già menzionati effettoni speciali, qui di quelle robe non ce n’è bisogno: basta una telecamera su Bruno e Malcom (per alcuni Charlie) ed un sempre efficace slow-mo sui tanti personaggi della serie. Mi rendo conto che raccontare di un cane che mangia la propria merda non sia così entusiasmante, ma posso assicurarvi una cosa: c’è del genio dietro. È come quei quadri, quelli tutti colorati che il buon Lucio Fontana decise di spazializare con un taglio netto sulla tela: noi qui si dice “eccheccevò“, ma poi tra il dire e il fare c’è qualcosa di ben più grande di un semplice “e il”.

Voglio spararla grossa, tanto grossa com’è quella dopo una kebab a cena: It’s Bruno se la gioca con Chernobyl. “Non c’azzecca niente” direte. E vi darò ragione. Però ormai l’ho scritto, ma soprattutto l’ho pensato e non è più possibile tornare indietro, sarei incoerente con me stesso.

In Media Rex

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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