La Casa di Carta: soldi, sesso ed ancora soldi

“Mai mischiare amore e lavoro, le conseguenze potrebbero costare milioni”

Io con i fogli A4 da bambino mi limitavo a fare degli aeroplanini, nemmeno troppo funzionanti; in questa serie originale Netflix invece si sono dilettati nel riprodurre un plastico (di carta) della Zecca Spagnola, uno addirittura migliore di quelli del salotto Vespiano di Porta a Porta. Rapinare la Zecca non è di certo cosa facile, ma quando non si ha nulla da perdere, perché non tentare? Questo è stato il pensiero dei vari Berlino, Helsinki, Oslo, Tokyo, Nairobi, Rio, Mosca e Denver, esecutori materiali del furto più eclatante della storia. Dal momento che mi trovo in difficoltà già nello spendere un buono Amazon da €30, non oso immaginare cosa potrei fare qualora mi dovessi trovare per le mani oltre 2000 milioni in banconote arancioni, quella da €50. Ma si sa, quando negli affari s’infilano cazzi in vagine, so’ cazzi per tutti.

fonte: zetanews.it

Una ficcata furtiva, si trasforma in un amore intenso, contraccambiato prima, allontanato poi. Gli affari vengono prima di tutto e tutti, ed è proprio perché si mantenga quest’ordine di cose, che agisce Il Professore, la mente dell’operazione: una lotta continua tra gli istinti dell’uomo a riprodursi e chi cerca di far fallire miseramente il piano studiato fin nei minimi dettagli. Prevedere le mosse del tuo avversario è tipico di ogni scontro, da quello più innocuo degli scacchi, a quello più sanguinoso della guerra; proprio nel mezzo si pone l’attacco alla Casa non più di carta, ma di cemento armato. Una rapina “pulita”, senza ferire o uccidere nessuno. La rapina perfetta. Questo era il piano iniziale destinato a concludersi nel peggiore dei modi, destinato ad andare a puttane (o forse no?). L’avversario del Professore è il commissario di Polizia, una certa Raquel, che inevitabilmente si andrà ad infilare (e si farà infilare) in situazioni scomode. Mai quanto questa volta il tempo sarà denaro.

fonte: leganerd.it

La Casa di Carta sorprende. Quando pensi “Eccaallà, l’hanno fregati, mo’ li arestano”, Il Professore riesce a trovare il modo di cavarsela, perché nulla era stato lasciato al caso. Nulla tranne il fatto che gli uomini tendono a seguire più il loro membro che il loro cervello. Una serie meritevole e dal giusto tasso di sorca, in quantità tale da non farti distrarre troppo.

Francesco Benvenuto

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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