La La Land – Perché potrebbe davvero dominare La Notte degli Oscar

Damien Chazelle confeziona un film che sa di cult e può scrivere la storia del cinema

Dopo l’annuncio delle nomination agli Oscar, pare che la lunga notte del 26 febbraio sia già segnata. La La Land ha già compiuto una vera impresa eguagliando il record di 14 candidature già realizzato da Titanic ed Eva contro Eva. Ci troviamo davanti ad un film che potrebbe davvero scrivere una storia importante nel settore cinematografico, oltre a rappresentare un importante passo in avanti in un’industria che non sempre riesce a mettere tutti d’accordo.


Un film per tutti

Partiamo dalla stessa Academy. Tale istituzione, negli ultimi anni, è stata spesso attaccata in quanto “troppo tradizionalista”. Con questo non ci riferiamo solo alle polemiche del calibro di “Oscars So White”, ma alla più importante spaccatura tra “cinema colto” (espressione impropria, ma il lettore dovrebbe comprendere a cosa alludiamo) e “pubblico medio”. I film che solitamente vengono maggiormente premiati nelle categorie principali, di fatti, vengono spesso considerati “da fenomeni”, costruiti in maniera tale da colpire lo spettatore “intellettuale” (o tale presunto) e poco premiati dalla massa. Insomma, il motto è: «Gli Oscar sono roba per pochi». Lo si ripete ogni anno, quando il film “più simpatico” riceve il “contentino” dei premi tecnici e si vede salire sul palco a fine serata un volto sconosciuto ai più.

Il 26 febbraio tutto potrebbe cambiare. Questa edizione de La Notte degli Oscar potrebbe segnare una prima ricucitura del rapporto tra cultori del cinema e lo spettatore “casual”. La La Land, di fatto, è non solo un ottimo film, ma anche uno che piace a tutti. Cerchiamo di capire pian piano i motivi di questo (meritato) successo quasi globale. Innanzitutto: i temi. Non ci troviamo di fronte al “solito” lungometraggio storico, di scarso appeal per il pubblico di massa, ma ad un film attuale. La frase chiave presente su tutti i manifesti del prodotto è “Dedicato ai folli e ai sognatori”. Il cinema è nato proprio per questo, per rendere reali i nostri sogni più nascosti, da quelli di natura fantastica (esplorare pianeti sconosciuti o vedere la magia prendere vita) a quelli più comuni, come la realizzazione di un progetto di vita, di natura romantica o professionale che sia. La La Land tiene fede a questo contratto con lo spettatore grazie due personaggi credibili e reali, verso cui viene naturale provare empatia. Mia e Sebastian sono il simbolo di una generazione di ragazzi che non vuole smettere di credere nei propri desideri e lotta ogni giorno affinché questi possano realizzarsi.

Il linguaggio utilizzato per la trasmissione di questo messaggio sia il più universale e semplice possibile, ovvero quello dell’amore. La love story tra i protagonisti vive di momenti particolarmente dolci, mantenendo fede ad un altro degli argomenti di cui vogliamo parlare nell’articolo, ovvero l’omaggio al grande cinema del passato. Attenti però: se credete di aver visto tutto dal primo trailer e dalla locandina, sappiate che vi sbagliate di grosso. La La Land non è stato nominato in maniera casuale anche nella categoria “Miglior Sceneggiatura Originale”. La narrazione è tutt’altro che banale e scontata e, nonostante il film dichiari sin dall’ingesso in sala dove vuole andare a parare, il modo in cui ci arriva è assolutamente sorprendente e inaspettato.


Cinema che parla di cinema

Se fin qui abbiamo parlato dei motivi che spiegano (in maniera sommaria) il successo di La La Land presso il pubblico di massa, occorre spiegare invece cosa ha convinto non solo il pubblico dai gusti “più raffinati”, ma anche l’Academy. Innanzitutto, in una parola sola, potremmo partire dal concetto di metacinema. Se c’è una cosa che piace ai misteriosi omini che decidono gli assegnatari delle statuette è quando il media parla e spiega se stesso. Il musical di Damien Chazelle è un enorme omaggio a un genere che ha segnato un periodo importante nella storia dell’industria di riferimento. Da Singing in the Rain a Casablanca, i veri appassionati sono in grado di riconoscere tutti i singoli film citati attraverso riferimenti evidenti o “nascosti” nelle inquadrature. Anche la regia e lo stile della narrazione si piegano alla “Storia”, offrendo movimenti di telecamera e immagini d’altri tempi, rivisti attraverso la lente di un regista giovane e geniale, che fa propri stilemi di maestri del passato e li adatta alla propria visione del Cinema.

E, per finire, La La Land è tecnicamente perfetto. La fotografia incanta, le musiche rapiscono, le coreografie ammaliano. Emma Stone è una diva capace di comunicare tantissimo anche attraverso un singolo sguardo fisso sulla telecamera. Ryan Gosling è un novello Gene Kelly, capace di offrire una prova intensa e adatta al personaggio che era chiamato a interpretare. E cosa dire di Chazelle, il “folle sognatore” dietro questo progetto maestoso? Dal lunghissimo piano sequenza di apertura alla geniale gestione degli omaggi ai grandi classici, non c’è nulla che non vada nel modo in cui il giovanissimo Damien ha diretto questa opera destinata a piazzare una stella tutta sua nel firmamento di Hollywood.

Insomma, per concludere, se davvero trionfo sarà, pare che quest’anno il film “da battere” sia anche il preferito da parte di (quasi) tutti. Certo, la concorrenza è (splendidamente) forte, e annovera nomi come Moonlight e Manchester by the Sea (si tenga d’occhio Casey Affleck!), ma, se La La Land davvero vincerà ci risulta difficile immaginare argomentazioni con cui poterlo delegittimare delle statuette vinte.


 ABBIAMO PARLATO DI…

La La Land
Drammatico, 128 min
Damien Chazelle, 2016
Black Label Media, Gilbert Films, Impostor Pictures, Marc Platt Productions

Andrea Zabbia

Andrea Zabbia

Studente (e appassionato) di comunicazione. Sono solito dilettarmi con i giochini elettronici, altresì chiamati videogames, ma adoro anche guardare film e leggere libri e fumetti. Nel tempo libero cerco il tempo libero.
Andrea Zabbia

About Andrea Zabbia

Studente (e appassionato) di comunicazione. Sono solito dilettarmi con i giochini elettronici, altresì chiamati videogames, ma adoro anche guardare film e leggere libri e fumetti. Nel tempo libero cerco il tempo libero.

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