Maniac: lo stravagante mondo del cervello umano

In Media Rex“Basteranno tre compresse a risolvere i problemi di una vita?”

Voglio essere sincero: Jonah Hill mi ha sempre fatto morire dal ridere. Era quel classico cazzone che tutti prima o poi si ritrovano nel gruppo di amicizie, quello che pensa solo a scopare, ma nasconde dietro tanti problemi personali. Come non ricordare la sua sublime interpretazione in Suxbad? Ciò che più stupisce è di certo la sua maturazione attoriale, che lo ha portato nel giro di poco tempo a ruoli di primaria importanza, come quello in The Wolf of Wall Street. Beh Jonah Hill da ragazzo grassottello qual era, è diventato un bel tipo al quale poter affiancare addirittura l’ormai affermatissima Emma Stone. Le basi di Maniac, la recente serie targata Netflix, sono dunque solide, con due protagonisti dal sicuro valore ed una sceneggiatura a dir poco coinvolgente, in grado di spiazzare e stupire. Tanti colpi di scena per raccontare però quanto di più banale ci sia nella vita delle persone: l’amicizia, la fantasia, la sofferenza.

Maniac parla, appunto, della gente, niente più. Maniac cerca di raccontare i problemi che tutti vogliono nascondere agli occhi degli altri nel tentativo di mostrasi come persone felici. È proprio su questi problemi che si basano gli studi volti a creare una pillola, anzi tre piccole pillole A, B e C in grado di eliminare la sofferenza dalla testa di chiunque le assuma: addio allo psicanalista insomma. Il caos ordinato delle vite dei protagonisti porta Owen ed Annie, i due personaggi interpretati da Jonah Hill ed Emma Stone, ad incontrarsi nell’azienda farmaceutica che produce le tanto controverse compresse. Ma com’è possibile descrivere qualcosa che di logico ha ben poco? Maniac andrebbe vista per poter essere capita, Maniac andrebbe capita per poter essere raccontata. Se Annie si trova a dover affrontare la morte della sorella, Owen è costretto ad una lotta con se stesso: mentire ad un processo per salvare la libertà del tuo fratello stronzo o dire la verità per vivere la propria vita serenamente?  Se già questa sembra essere una situazione alquanto complicata, c’è da aggiungerci anche un computer in piena crisi emotiva che tenta in ogni modo di mettere i bastoni tra le ruote alla dottoressa Fujita ed al dottor Mantleray, i due a capo del team di ricerca per le tre pillole.

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Tutto è così ingarbugliato da sembrare fine a se stesso: “Un computer in crisi emotiva? Che significa?” vi starete chiedendo. Beh non lo so neanche io. Sicuramente però la serie lascia intendere qualcosa di importante, che qualunque sia il nostro problema, non possiamo affrontarlo da soli. C’è sempre qualcuno disposto ad aiutarci per vincere i nostri conflitti; c’è sempre qualcuno. Basta saper cercare. Ora andate a guardare Maniac perché io meglio di così non so parlarvene.

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Francesco Benvenuto

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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