Oceania: Vaiana alla ricerca del proprio io

Tra Prometeo e l’Odissea, viaggio e formazione di una principessa Disney

Da quando esiste l’uomo, una delle tematiche più ricorrenti nei racconti che ha firmato è indubbiamente quella del viaggio. Da Odisseo a Gulliver, fino agli eroi dei film fantascientifici moderni, il peregrinare per territori sconosciuti come metafora della scoperta di se stessi è non solo un escamotage narrativo a noi sempre gradito, ma anche una realtà quanto mai attuale, con i giovani costretti, ma, al tempo stesso, desiderosi di lasciare la propria terra natale per poter realizzare i progetti e sogni di una vita.

Devono aver riflettuto su questo gli sceneggiatori di Disney nel momento in cui hanno scritto Oceania (NdR. Il nome originale del film è Moana). La sinossi vede come protagonista Vaiana, ragazza che sin da piccina ha desiderato esplorare l’immenso blu che si estende oltre la costa della pacifica e tranquilla isola dove è nata. Come nei più grandi classici della Casa di Topolino, assistiamo al conflitto generazionale tra genitori e figli, dove i primi vogliono che i secondi facciano le scelte più sicure e i secondi vogliono invece realizzare i propri sogni e desideri. È un po’ il dramma moderno di noi giovani, qui presentato in chiave fantastica, ma già ben sviscerato col il personaggio di Judy Hopps in Zootropolis. Disney ha capito il pubblico a cui oggi sta parlando, confezionando prodotti che riescono a essere allo stesso tempo sia classici che attuali.

Come nella più tradizionale delle storie di formazione, Vaiana parte per la sua missione e, durante il viaggio, scopre sempre più se stessa. Come lo studente fuori sede che impara a cucinare dopo aver bruciato quattro volte la pasta o il giovane stagista che trova lavoro nella grande città e capisce che deve saper fare il bucato da sé, la nostra eroina si ritrova ad affrontare i propri limiti. Disney sta diventando maestra nel tratteggiare personaggi credibili e realistici in contesti di fantasia, ben lontani dalla perfezione presunta di giovani sfortunate come Biancaneve, Cenerentola e Aurora. Vaiana è una eroina fallace, testarda, ma capace di imparare dai propri errori. Per certi versi, incarna un po’ l’Ulisse omerico, ovviamente riletto nella chiave moderna che abbiamo appena esplicitata. Il protagonista perfetto e infallibile non funziona più: lo spettatore ha bisogno di trovare se stesso sullo schermo, di specchiarsi nel personaggio (a prescindere da sesso e forma fisica di costui) e di rivedere in esso non solo i propri pregi ma, soprattutto, i propri difetti.

Non sarebbe un film Disney se non fosse presente la figura del “buddy”, il compagno che affianca il/la protagonista nella sua avventura. In Oceania questo ruolo è stato affidato a Maui, robusto semidio sicuro di sé ed esperto su come funziona il mondo oltre l’isola di Vaiana. Al di là della valorizzazione di un tipo di costituzione fisica inusuale e atipica nel mondo dell’intrattenimento, il personaggio tratto dalla mitologia polinesiana è stato qui reinterpretato in una chiave che lo rende una sorta di moderno Prometeo (riferimento neanche troppo velato all’interno dell’opera), armato di buone intenzioni ma talvolta disastroso nei risultati. Gli sceneggiatori sono riusciti nella nobile impresa di unire l’epica classica alla narrativa moderna, confezionando un’opera di largo respiro e adatta a tutti.

La ciliegina sulla torta è il sapiente inserimento della morale, tipica delle produzioni Disney, anche qui trasmessa in maniera cristallina ed efficace allo spettatore. Oltre a ciò di cui abbiamo già abbondantemente parlato poco sopra (necessità di uscire dal guscio di casa per aprirsi al mondo e scoprire se stessi, prendere coscienza dei propri limiti, imparare dai propri errori, ecc…), non può non essere presente l’insegnamento riguardo il rispetto per il mondo che ci sta ospitando. Oceania è una splendida lezione di ecologia, divertente, ma, allo stesso tempo, capace di far riflettere davvero sul problema, toccando i punti importanti della questione ambientale con delicatezza e intelligenza.

In conclusione, l’ultimo lavoro di Disney è l’ennesimo ottimo prodotto di intrattenimento per grandi e piccini. Il leggero riciclaggio di alcuni escamotage narrativi non mina comunque la bontà dello sviluppo della sceneggiatura e della caratterizzazione dei protagonisti. Infine, ci sentiamo di sottolineare nuovamente la maestria dell’inserimento di tematiche classiche in un’opera dal forte sapore moderno. Oceania è un film che ci sentiamo di consigliarvi caldamente per questa stagione cinematografica natalizia: a prescindere dalla vostra età anagrafica, uscirete dalla sala più ricchi dentro e con un bel sorriso sul volto.


ABBIAMO PARLATO DI…

Oceania
Animazione, 107 min
Ron Clemens, 2016
Italia
Walt Disney Pictures

Andrea Zabbia

Andrea Zabbia

Studente (e appassionato) di comunicazione. Sono solito dilettarmi con i giochini elettronici, altresì chiamati videogames, ma adoro anche guardare film e leggere libri e fumetti. Nel tempo libero cerco il tempo libero.
Andrea Zabbia

About Andrea Zabbia

Studente (e appassionato) di comunicazione. Sono solito dilettarmi con i giochini elettronici, altresì chiamati videogames, ma adoro anche guardare film e leggere libri e fumetti. Nel tempo libero cerco il tempo libero.

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