Split – Uno, Nessuno, Centomila

Split - M. Night Shyamalan - in media rex

“He’s done awful things to people and he’ll do awful things things to you”

 

Una festa di compleanno, ragazze tra i sedici e i diciassette anni sono allegre, si divertono. Tranne una di loro, capelli corvini, sguardo fisso verso la finestra, come se non le importasse di quelle stupidaggini. Un passaggio in macchina da parte del padre della festeggiata. Un imprevisto. In auto sale un uomo che non corrisponde al genitore poco prima presente. Uno spray che stordisce. Il risveglio in un luogo simile a una stanza, o una cella. Non si sa. Si sa solo che da lì inizierà un incubo.

Ed è un incubo non splatter, senza jump scare a destra e a manca. Come in quella stanza le tre giovani donzelle si sentono inermi, oppresse, confuse, così lo spettatore vive uno stato di sottile ma costante tensione, perché non è dato sapere se accadrà qualcosa di grottesco o traumatico da un momento all’altro. L’unica cosa di cui si è certi è che qualcosa accadrà. Quando, tuttavia, non è dato saperlo.

Split Shyamalan - film - in media rex

Split di M. Shyamalan vive di sfaccettature, esattamente come il personaggio interpretato da  James McAvoy, un involucro umano affetto da un disturbo dissociativo d’identità che ospita in sé 23 personalità differenti, di cui apparentemente solo quattro hanno una certa preponderanza. In tutto questo una psichiatra, la dottoressa Fletcher (Betty Buckley), cerca di aiutare queste identità non a estinguersi, ma anzi a gestirsi l’un l’altra, in modo da poter avere una apparente vita quotidiana il meno problematica possibile. Se Claire e Marcia, due delle tre ragazze rapite, sembrano personaggi senza una grande profondità, non è una mancanza dello script, ma è una piccola eppure preziosa lacuna vivamente voluta, atta a ingrandire ulteriormente la differenza con Casey (Anya Taylor-Joy), sventurata co-protagonista e con un passato tutt’altro che rose e fiori che viene rivelato poco a poco, tra flashback e frasi dette quasi a mezza bocca, tra un preoccupante senso di “già vissuto” e vago fastidio verso l’impulsività delle altre due compagne di sventura.

Split Shyamalan - film - in media rex

Il sottoscritto stava per perdersi un ottimo film a causa della sua repulsione verso i “nuovi” horror, e i vari trailer e l’etichetta “horror” appiccicata a forza su Split stavano per indurlo a ripudiare la sala cinematografica. Altri eventi si sono imposti, per fortuna. Perché di horror questo film ha poco, ed è anzi pesantemente incentrato su una tensione psicologica che regge per buona parte del lungometraggio. Il concetto di “entrare nella luce”, di come sia importante per le personalità, il terrore e al contempo la fascinazione per la Bestia, questa fantomatica ventiquattresima personalità che cercherebbe di prendere il controllo sulle altre, il tentativo di riscatto, di redenzione, di rivalsa…

Come detto a inizio articolo, c’è tensione, ogni tanto più tenue, ogni tanto con qualche picco, ma c’è sempre (tranne per qualche idiota in sale ascrivibile nella sempre più ampia cerchia di “quelli-che-vanno-al cinema-perché-cosa-due euro-e-chissene-di-ch-film-c’è”), ed è questa la base solida di Split, unita a una personalità e profondità (o piattezza) dei personaggi molto ben studiata. Solo un paio di passeggi sono un po’ deboli, ma assolutamente nulla che infici in maniera drammatica l’operato del buon Shymalaia Shyamalan, perfettamente a suo agio nel pensare e dirigere questa tipologia di film.

Split Shyamalan - film - in media rex

Difficile scrivere di più su Split, se non che James McAvoy è perfetto nel gestire quattro (cinque? Sei?) identità completamente differenti tra loro, rendendo tutto perfettamente e grottescamente credibile. Un bambino di nove anni, un irreprensibile ossessivo-compulsivo, una madre amorevole eppure ligia alla precisione, un sognatore estroverso e pieno di vita, una persona alla perenne ricerca di una vita tranquilla. E questa figura della Bestia, in bilico tra fantasia, leggenda e incubo. Potrebbe andare tutto in caciara, potrebbe tutto risolversi dopo mezz’ora nel solito fuggi-fuggi generale, con la sequenza corri-inciampi-ti volti-ti uccidono.

Le cose, invece, sono ben più complesse. Un po’ come tenere a freno tante persone in un’unica stanza e qualche sgabello su cui devono sedersi tutti.

ABBIAMO PARLATO DI…

Split - locandina - in media rex

Split
Thriller, 116 min
M. Night Shyamalan, 2016
Blinding Edge Pictures, Blumhouse Productions, Universal Pictures

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi’s 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199… dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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