The Society: un teen drama che sfocia in commedia

Il più classico dei So bad, it’s so good!

Scrivo questo pezzo seduto in mutande sul mio divano. Scrivo questo pezzo subito dopo aver finito – non mi spiego ancora come – la prima stagione di The Society, una delle nuove serie inserite nel catalogo Netflix. In tutta sincerità: mi aspettavo qualcosa di mediocre, ma perlomeno godibile ed invece rimango basito, stupefatto della clamorosa superficialità con la quale questa serie è stata scritta.

Che si tratti di roba veramente pessima lo si intende fin dai primi trenta, dico trenta, secondi del primo episodio. Due ragazzi con indosso abiti del ‘700 stanno limonando duro, quando lei esclama: “Ma cos’è questo odore? È tornata la puzza?”. Non era la classica strombazzata anale, ma un odore, non ben identificato che porta tutti gli alunni della scuola a scomparire nel nulla. Come? Beh prendendo l’autobus. Tutti a bordo degli arcinoti autobus gialli per andare in gita e tenersi lontani dal nefasto odore. Guarda caso tutti si addormentano ed ancora guarda caso tutti si ritrovano apparentemente al punto di partenza. Una nuova dimensione fatta della solo loro piccola cittadina e niente più. Un ordine da ricostruire, regole da riscrivere, una società da rifondare.

Questo è il triste incipit di una serie che non ha senso di esistere. Una persona mediamente intelligente deciderebbe di indagare sul perché si sia lì o sul come ci si sia arrivati. Invece no. Questa massa di personaggi stereotipati ne approfittano per fare festa, ubriacarsi e copulare come se la fessa non ci fosse mai stata. E gli autisti dei bus? E la puzza? A nessuno sembra interessare, nessuno si pone il problema del perché siano soli in una città immersa nel nulla cosmico. Le strade e le ferrovie interrotte dalla vegetazione spingono un piccolo gruppo di volenterosi ad andare in esplorazione, ma basta mezz’ora perché una di loro venga morsa da un serpente e muoia. Niente, non s’ha da andare per boschi. Passerà quasi un anno prima che una nuova spedizione sia organizzata. Nel mentre però non sono mancate feste, festini all’insegna dello spreco alimentare; omicidi, stupri ed avvelenamenti sono questioni di contorno. Insomma è tutto un gran casino, ma fortuitamente banale e prevedibile.

Potrei continuare all’infinito per raccontare quanto di The Society non abbia senso, ma finirei col rendere superflua la visione, che inevitabilmente consiglio vista la qualità talmente scadente da essere apprezzabile. The Society è brutta, ma va vista. The Society vi farà cadere le braccia, vi farà dire “Ma perché?”, ma va vista.

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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