The Witcher: su Netflix lo strigo si sente a casa

Henry Cavill Witcher serie Netflix

Hmmm… Fuck.
(cit. Geralt per qualsiasi cosa)

Dal 20 dicembre 2019 The Witcher approda nelle lande di Netflix. Dopo “Eh, ma Henry Cavill non sembra buono per il ruolo”, dopo “Eh, ma che palle con ‘sto politically correct, ora Fringilla è nera”, dopo una serie di altre lamentele da anziano in coda alle poste prima che queste aprano, possiamo dirlo: avete un po’ tanto cacato la minchia.

Perché la serie tv di The Witcher voluta da Netflix (complice anche la popolarità del videogioco realizzato da quei geni polacchi della CD Projekt RED) è realizzata piuttosto bene. Ciri è una ragazzina bionda dagli occhi di ghiaccio (e per questa volta il politically correct estremo è stato sventato), Fringilla sì, è nera, ma va bene uguale, perché il suo essere grandissima figlia di buona donna sconosciuta è stato preservato. Cavill è uno strigo perfetto (in più lui è davvero fan della saga e dei videogiochi, il che ha aiutato non poco l’interpretazione), Yennifer particolare e comunque perfetta incarnazione della “stronza, ma io posso”. Sì, Triss è ricciola e mulatta e manco tanto figa, il contrario della pallida e rossa descritta nei libri e causa di perdita di diottrie nel videogioco. Ma vedremo come proseguirà la sua evoluzione nella seconda stagione.

the witcher netflix

Fatto sta che The Witcher nella sua trasposizione Netflix può essere considerato un prodotto riuscitissimo. Ha dei difetti, alcuni anche marcati, ma è innegabile che sia stato fatto un lavoro egregio. E piantatela, vi prego, di paragonarlo a Game of Thrones. Sì, lo so che qualcuno di voi che sta leggendo questo articolo ha fatto più volte questo accostamento. E io vi auguro uno starnuto poderoso mentre baciate la vostra compagna o il vostro compagno. Sono fantasy entrambi, entrambi ambientati in una specie di Medio Evo, entrambi hanno mostri, elfi e altre creature. Ma, ehi, vi svelo una cosa: sono punti in comune del mondo fantasy in generale. Sveglia.

Detto questo, cosa è andato benone in The Witcher?

  • Caratterizzazione dei personaggi e casting. Henry Cavill interpreta perfettamente la parte dello strigo, Anya Chalotra è una buona Yennifer, con la faccia da stronza e soprattutto non pare abbia effettivamente 23 anni (il sottoscritto pensava almeno 4 o 5 in più). Ciri (Freya Allan) è tratteggiata molto bene, si scopre poco a poco il suo carattere, la Regina Calanthe, che ha le fattezze di Jodhy May è tanto figl di grand. put. (cit. Fantozzi) che il mio lato stronzo le vuole bene nonostante tutto. Anche i comprimari sono discretamente curati e approfonditi, in primis Tissaia de Vries (MyAnna Buring). Ranuncolo è una spalla comica.
  • Ottime atmosfere e scelta delle ambientazioni. Ottimo come è stato reso lo squallore dei villaggi e quell’atmosfera dell’essere tutto prossimo al collasso. Anche nelle coorti, o nei luoghi dei machi, si respira un’aria decadente.
  • Progressione della storia. Non fermatevi alle prime due puntate. Poco a poco ciò che appare confusionario si snoda e si comprendono molti aspetti. Soprattutto, si arriva alla fine dell’ottavo episodio con una bestemmia e una voglia di proseguire la visione (per fortuna è stata confermata la seconda stagione)
  • Colonna sonora. A me garba tantissimo. Merito, forse, anche del gran lavoro fatto da CD Projekt RED per il terzo capitolo della saga videoludica di The Witcher.

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Ammetto che non è tutto rose e fiori, ad esempio:

  • I primi due episodi. Non sono malvagi, ma sono molto lenti, mettono tanta carne al fuoco sin da subito e rischiano di creare solo confusione. In più, ci sono errori grossolani, come alcune scelte di montaggio (prima un personaggio ha il viso bello pulito, i venti minuti successivi sporco e con graffi sanguinanti, al ventunesimo minuto di nuovo pulito senza motivo apparente e via di questo passo). Ah, e quella kikimora in CGI… mioddio. Nel resto degli episodi la computer grafica e gli effetti visivi sono molto buoni, ma quella kikimora…
  • Gestione linee temporali. Solo verso il quarto episodio si capisce esattamente cosa e chi sta vivendo quale situazione. È un espediente fantastico, ma il modo in cui è stato introdotto ha creato a non pochi un po’ di confusione.
  • Triss… Ma questo è un parere estremamente personale. Sono innamorato della rossa faccia-da-stronza-ma-nemmeno-tanto del The Witcher di CD Projekt RED, vederla ricciolina e un po’ anonima mi ha ferito nel profondo. Per fortuna c’è Tissaia che risolleva il morale.
  • La canzone del bardo.Dai un soldo al tuo witcher, o valle abbondante”. Mi si è conficcata in testa, ma ammetto che in italiano è un po’ imbarazzante.
  • Momenti WTF. Nel senso: alcune meccaniche e alcuni sviluppi sono presentati troppo in fretta. Non eccessiva, ma in un paio di punti (giusto un paio, non sono ironico) ho avuto l’espressione facciale di un ermellino dinanzi all’Empire State Building: wtf.

yennifer the witcher netflix

In definitiva, sono riuscito a non scrivere spoiler di alcun genere (e mi compiaccio), e vi posso assicurare che, superato l’eventuale scoglio delle prime due puntate, The Witcher su Netflix cresce passo dopo passo,fuck” dopo “fuck” (non si chiava molto, ma è solo l’espressione più ricorrente di Geralt), “Hmmm” dopo “Hmmm”. Date un soldo al vostro witcher, non ve ne pentirete. Come lui, la serie alla fine fa quel che deve fare.

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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