Unhorthodox: oltre il muro della fede

“Un viaggio all’interno delle recinzioni invisibili di Williamsburg”

Siamo tutti chiusi dentro casa, costretti a tenere le distanze perfino dal proprio gatto, a causa di un virus che non distingue tra ceti sociali, etnie, religioni. Tutti lontani, gli uni dagli altri, più per necessità che per volere. In questa situazione a dir poco surreale trovano terreno fertile le ormai numerose piattaforme di streaming: tra queste sicuramente Netflix, il cui catalogo sembra essere sempre più variegato ed adatto a diversi tipi di utenza.

È proprio durante il lock-down nazionale che Unhorthodox ha visto la luce, una mini serie basata sull’autobiografia di Deborah Feldman, giovanissima ebrea ultra-ordotossa di Williamsburg, Brooklyn.

Quattro episodi per portare su schermo, piccolo, medio o grande che si voglia, non solo la storia personale di una donna, ma la realtà degli ebrei ultra-ortodossi, una comunità chiusa in se stessa e già avvezza al distanziamento sociale ben prima dell’attuale emergenza sanitaria.

I contatti con gli esterni, i non ebrei, sono assai limitati e spesso ridotti a mere questioni di necessità. Deborah Feldman nella serie è Esther “Esty” Shapiro, una giovane ragazza intrappolata nella propria grande famiglia, tra matrimoni imposti e sottomissione della donna al suo uomo. Insomma non un ambiente facile per una ragazza fragile e desiderosa di sperimentare quel senso di liberà che, fin dalle fasce, si è sentita mancare.

Apparentemente abbandonata dalla madre pochi mesi dopo il parto, Esty verrà crescita dai nonni, i quali la formeranno per obbedire ai numerosi precetti della fede ebraica e le terranno nascoste le vere ragioni del suo abbandono. La fuga da Williamsburg la porterà a Berlino, la capitale del multiculturalismo europeo.

È qui che Esty intraprenderà un nuovo percorso di vita, fatto di amicizie, musica ed amore. Una libertà assaporata poco a poco e riscoperta in cose da tutti date per scontate. Ma sarà riuscita veramente a liberarsi dalle restrizioni della propria comunità di Williamsburg?

Unhorthodox riesce, con particolare efficacia, a far addentrare lo spettatore in una delle comunità religiose più chiuse, trattando fedelmente i principali dogmi seguiti dagli ebrei ultra-ortodossi di Williamsburg.

l racconto toccante di una fuga verso la libertà, quella che oggi è a tutti sottratta dall’emergenza sanitaria, per riscoprire se stessi e addentrarsi dell’incredibile normalità “oltre il muro” della fede.
Prima volta su schermo per una serie in lingua Yiddish, il dialetto ebraico.

Francesco Benvenuto

About

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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