Pornology – Houston, abbiamo un bel problema!

Di come le vere star del porno possono salvare il mondo.

Questa volta comincio con un consiglio. Uno di quelli belli, che possono farmi passare per quello colto che non parla solo di masturbazione, ma anche di cultura. Beh, tolto che non è assolutamente così, il consiglio in questione riguarda After Porn Ends“, documentario del 2010  reperibile anche su Netflix che racconta, con una carrellata continua di interviste e dialoghi, tutto ciò che ruota attorno ai film pornografici e ad all’industria fatta di marketing e di brand che tutti noi conosciamo bene. Molto interessante, scanzonato, sincero e senza una morale definita: una sorta di passeggiata in bella compagnia, insomma.
In questo docu-film compaiono tante grandi star della pornografia, le stelle vere, quelle che hanno vissuto gli albori di questo genere filmografico, pionieri di un business dai risvolti più vari. Gente che ha visto cazzi a non finire, ma che a guardare il film  in questione e a leggere qualcosa sulla loro vita, ti rendi conto essere donne con storie pazzesche, una forza di volontà infinita e tanto, ma davvero tanto, da insegnare. Star del “grosso” calibro di Nina Hartley, Lisa Ann, Crissy Moran, e soprattutto… di Houston.

Le copertine, quelle sobrie.

Houston, all’anagrafe Kimberly Halsey, è sicuramente una delle attrici più conosciute, affermate e apprezzate del porn business. Descritta da un articolo di Salon del 1999 come un  “cartone animato sexy tutto rifatto”, entrata a far parte della AVN Hall of Fame (in pratica, la Hall of Fame dei pornazzi) nel 2004 è una sorta di mito per tutti gli smanettoni del globo, soprattutto per coloro che sono cresciuti a pane e fazzoletti negli anni ’90. La cosa affascinante è che questa signorona, che detiene ad oggi l’umile record per la partecipazione ad una delle gang bang più grandi della storia (620 uomini!), ha tanto da raccontare. Un vero rompighiaccio per la cultura del cinema a luci rosse sotto vari aspetti: intelligente e spigliata al punto di autodefinirsi una “puttana della pubblicità”, ci svela come il porn business non sia altro che una Hollywood più schietta, in cui vige lo stesso principio del “più ci si mostra, più si fa carriera”. Niente distingue il modus operandi di attori come Bruce Willis, Tom Cruise o Scarlett Johansson da quello di tanti attori porno, se non il modo e l’oggetto dell’esposizione, i meccanismi e i fini di tutta quella scena rimangono gli stessi (non per altro l’industria del porno ha sede a pochi passi da quella cinematografica di Hollywood, appunto).

Ma torniamo a Houston. Qualche anno fa la super-star scopre di avere il cancro, affronta il difficile cammino con estremo coraggio e vince la sua battaglia, da lì decide di abbandonare la pornografia, ma senza privarsi della possibilità di tornare a solcare le scene. E così succede, dopo 10 anni di assenza, torna sullo schermo nel corto “Sex Games” insieme alla star del porno moderno Keiran Lee, stallone di razza della scuderia Brazzers. Un enorme evento per i tanti appassionati ed affezionati. Un colpo di scena, ma forse neanche troppo, per chi da tanti anni è stato abituato al temperamento della cara Miss Halsey. Sì perché, di sorprese al grande pubblico, Houston ne ha regalate tante. E’ stata la prima donna (o forse una delle prime) a praticare una labioplastica (per dirla facile, s’è rifatta le labbra della vagina) quando ancora nessuno sapeva di cose si stesse parlando. Il suddetto colpo di scena però non sta qui, ma nel fatto che l’attrice, nel tipico solco auto-imprenditoriale delle star anni ’80, abbia messo in vendita le sue grandi labbra asportate in seguito all’operazione chirurgica e ci abbia tirato su un bel po’ di quattrini, circa 50.000 dollari. Ditemi se questa non è una performance di pura arte!

“Amo il mio lavoro. Capisci che intendo?”

Non finisce qui. Nel nuovo millennio la Houston inizia la sua transizione dal mondo del porno a quello della musica rock. Partecipa al documentario Porn to Rock, prodotto dalla VH-1 e da quel momento inizia una serie di apparizioni in un bel po’ di videoclip musicali, non ultimo “The Hell song” coi Sum41 (bella merdata). La vera bombazza però era arrivata già nel 1999, proprio quando Houston solcava l’onda della celebrità in seguito alla sua maxi ammucchiata con 620 cristiani: un ragazzo di 19 anni la invita al ballo di fine anno come sua accompagnatrice… e lei accetta! Cazzo, un sogno per ogni adolescente arrapato d’America. La cosa pazzesca è che dopo il ballo, la loro storia continua e Brad Parascandolo (questo il nome del 19enne più fortunato del 1999), per un po’ diventa il fidanzato ufficiale della super Milf. E niente, complimentoni.

Dopo aver lasciato il porno, la gran signora si iscrive a Scienze Infermieristiche, a suo dire per poter poi aiutare in modo professionale tutti coloro che stanno vivendo il dramma del cancro, vissuto sulla sua stessa pelle qualche anno prima. In “After Porn Ends” le riflessioni sul mondo del porno escono dalla bocca di Houston come gli aforismi dalla bocca di Nietzsche (non esagero); Miss Halsey dimostra un’immensa sensibilità e una grande visione sulla strada che il porno moderno, spesso in mano a canaglie senza arte né parte, sta imboccando. Al giorno d’oggi per gli addetti ai lavori e per i più informati non è raro sentire, quasi quotidianamente, storie di abusi e perversioni che con la “sacra” arte del porno non hanno niente a che fare. La deontologia di artisti come Houston, ma come i tanti altri intervistati nel suddetto documentario, ci mostra che la mia (e non solo mia) tesi secondo la quale il porno è un’ambiente artistico come un altro, in cui si nascondono fatica e dedizione, è assolutamente vera. Dietro molti attori si nascondo storie di comune umanità e di fragilità, ma anche di genialità smisurata e di sana imprenditorialità. Per questo la pornografia merita rispetto e attenzione come ogni altro aspetto della cultura pop, per strapparla dalle mani di giovani ricchi ragazzotti senza cultura e rispetto e restituirla alle mani di chi ne fa una vera arte con tutti i suoi limiti e regole. Forse sempre per questo alla UCLA (l’Università di Los Angeles) stanno creando un corso di comunicazione e sociologia con ad argomento centrale indovinate un pò cosa? Bravi, proprio il mondo del porno.

P.S: se volete farvi due risate con l’ignoranza più pura e una Houston che ormai ha perso un bel po’ del suo sex appeal, guardatevi questa intervista di un minuto del disgustoso Diprè alle prese con la nostra star e con il suo ignorantissimo Toy boy Italo-canadese. Non ve ne pentirete.

Marco Ceretto Castigliano

Marco Ceretto Castigliano

Cresciuto a suon di Pearl Jam e Alfred Hitchcock, cerco di fare della mia vita un racconto, spesso senza capo né coda e senza prendermi troppo sul serio. Poggiata la penna vesto i panni dello speaker radiofonico.
Marco Ceretto Castigliano

About Marco Ceretto Castigliano

Cresciuto a suon di Pearl Jam e Alfred Hitchcock, cerco di fare della mia vita un racconto, spesso senza capo né coda e senza prendermi troppo sul serio. Poggiata la penna vesto i panni dello speaker radiofonico.

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