Pornology – Il duro lavoro del porno: Ron Jeremy come Bruce Willis

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Avete presente Die Hard? Quando un SUV inaspettatamente finisce nella tromba di un ascensore? O quando riescono ad abbattere un elicottero con un’automobile?

Ecco. Il porno è un po’ come Die Hard: tanta azione, adrenalina in continuo crescendo e fondamentalmente una distesa infinita di eventi che nella vita reale a stento riusciremmo a replicare. Sì, questo è il punto da cui partire per approcciare in modo giusto alla pornografia. Il porno è in primis uno show, uno spettacolo ricco di iperboli ed esagerazioni. In fondo in fondo, una caricatura del sesso reale. A prendere il porno troppo sul serio si rischia di degenerare in terribili complessi di inferiorità (specialmente da parte maschile) o in ancora più atroci degenerazioni sentimentali indegne perfino delle bestie.

Uno show che piace proprio perché racconta storie fuori dall’ordinario, che ci fa vivere con l’immaginazione esperienze estreme raramente possibili nel mondo reale. Sì, perché dietro una scena porno si celano una serie infinita di atti, riti e gesti che hanno ben poco a che fare con la sensualità o l’erotismo.

Un duro lavoro, quello della pornostar! Pensate che in media un attore trascorre non meno di 6-8 ore sul set per girare una scena qualsiasi. Tutti i riti preparatori, i trucchi e i parrucchi, i vari lavaggi fallici e vaginali, i vari sbiancamenti anali e clisteri (vi sta già passando il barzotto, nevvero?), tutte queste operazioni preparatorie portano via un bel po’ di tempo. Entra poi in gioco il fluffer, ovvero colei (o colui) che si occupa di preparare lo “strumento” dell’attore con successive e prolungate stimolazioni orali. Duro lavoro, quello del fluffer! Duro ma necessario. Pensate che ci sono pornoattori che si portano sempre dietro il proprio fluffer personale, spesso giovini talenti che aspirano (in tutti i sensi) a diventar, presto o tardi, attori di primo piano. Finiti tutti questi passaggi preparatori, se le star si sentono pronte, può scattare il “ciak”. E cosa succede? Si avvinghiano e inizia lo stantuffamento selvaggio? No. Si eiacula.

Non solo la vita è dolce.

Avete capito bene, si eiacula! Sì, perché spesso, in caso di scene di sesso molto prolungate e magari anche piuttosto estreme, per consentire all’attore maschile una maggiore resistenza e prestanza, si gira come prima cosa il gran finale, il bombardamento, la doccia del Re, lo schizzo, chiamatelo come vi pare brutti maiali, ma la sostanza non cambia: la prima cosa che 90 su 100 viene ripresa dalla telecamera è proprio il cosiddetto cum shot. Lo so, siete delusi, ho infranto uno dei cardini del porno. Ho smontato il vecchio rituale del “salta-in-avanti-con-un-clic-tanto-è-noioso-voglio-vedere-il-gran-finale”. Non siate tristi, suvvia! Fate finta di non aver sentito niente, resettate tutto. Eppure l’ho scritto anche un po’ per rincuorarvi del fatto che non sempre (anzi, quasi mai) nel mondo reale è possibile resistere a gnocche di tal caratura per una mezz’ora abbondante di sesso ai limiti dell’umano. Non siete contenti?

Insomma, fate come volete… cercavo solo di aiutarvi.

Regola numero uno: batti il chiodo finché è caldo.

Ma torniamo sul set. Nel mondo del porn business tutto diventa lavoro. Il caro e vecchio pompino diventa blow job, lavoro di risucchio, la mai fuori moda sega diventa Hand job, lavoro di mano. Le scene si girano e rigirano, si interrompono, si tagliano e si montano. Gli attori sono spesso costretti ad assumere posizioni totalmente innaturali durante l’amplesso solo per esporre il proprio sesso a favor di telecamera. Tralasciando sudori, odori ed umori vari, il lavoro del porno attore è davvero una faticaccia. C’è sicuramente di peggio -direte voi- ed io mi trovo d’accordo; ma tutto questo discorso è emblematico di come, in fondo in fondo, come dietro ogni show che si rispetti, anche dietro il porno si celino fatica, noia, scazzi e tanti, ma tanti dietro le quinte. Proprio come dietro le riprese di Die Hard 4.

Quello che interessa a noi umili spettatori è sicuramente il risultato finale, ma riflettere e considerare la pornografia alla stregua di ogni altro tipo di spettacolo -a mio parere- nobilita questa arte (o mestiere, chiamatelo come meglio credete). Del resto, gli attori spendono tempo e fatica, oltre che litri di liquidi corporei di ogni sorta, per regalarci un intrattenimento degno di questo nome.

“Tiri fuori il suo curriculum”

Ma quanto guadagna un porno attore? Partiamo innanzitutto premettendo che la maggiore industria -quella che ad oggi detiene il più alto fatturato- è sicuramente quella statunitense. Case di produzione come Brazzers, Reality King, Evil Angel, Digital Playground e via dicendo, costituiscono l’ossatura e il gotha del porn business 2.0, muovono un sacco di soldi e ne incassano altrettanti. Gli ultimi dati di Internet Filter Review sono chiari: 2,5 miliardi di dollari è il giro d’affari del porno solo sul web. Nel mondo della pornografia, ormai ogni giorno spuntano nuovi attori e attrici (o aspiranti tali), ma pochi sono coloro che diventano delle vere star, capaci di guadagnare centinaia di migliaia o, addirittura, milioni di dollari ogni anno. Solitamente gli artisti dell’hard vengono pagati a scena e le retribuzioni variano a seconda del tipo di scena che si va a girare. Per una scena lesbo o omosessuale si posso guadagnare in media 800 dollari, per una scena etero 1000. L’anale viene pagato di più, il solo un po’ di meno. La differenza ancora più emblematica è quella tra le retribuzioni delle attrici e degli attori. Il porno è in controtendenza. Mentre per tutti i lavori “normali” le statistiche ci dicono che le donne sono retribuite in media di meno, nella pornografia è il contrario: le attrici guadagnano sostanzialmente di più dei loro colleghi uomini. Sarà perché devono affrontare scene più estreme o perché la loro dedizione deve essere molto, molto alta.

Insomma, un business, quello dell’hard, che -come abbiamo detto nella prima puntata– è in continua espansione. Ogni tot di anni affronta una piccola crisi e inversione di marcia, ma finora è sempre riuscito a rialzarsi, anche e soprattutto grazie alle nuove tecnologie. Anche e soprattutto grazie a voi, vecchi maiali.

Marco Ceretto Castigliano

Marco Ceretto Castigliano

Cresciuto a suon di Pearl Jam e Alfred Hitchcock, cerco di fare della mia vita un racconto, spesso senza capo né coda e senza prendermi troppo sul serio. Poggiata la penna vesto i panni dello speaker radiofonico.
Marco Ceretto Castigliano

About Marco Ceretto Castigliano

Cresciuto a suon di Pearl Jam e Alfred Hitchcock, cerco di fare della mia vita un racconto, spesso senza capo né coda e senza prendermi troppo sul serio. Poggiata la penna vesto i panni dello speaker radiofonico.

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