Pornology – Compendio di perversioni fluide 2.0

Piccoli approfondimenti viscosi per stomaci forti.

Ok. Moralisti sicuramente non siete, se state leggendo questa rubrica da arrapati-malati-di-mente. Potreste però essere leggermente deboli di stomaco, quello sì. In tal caso vi sconsiglio di proseguire nella lettura di questo articolo.
Si parla di porno (e questo l’avete capito). Forse però non vi è ben chiaro che il porno non è tutto tette grosse, amore selvaggio e uomini palestrati dalla sudorazione luccicante. Il porno, purtroppo o per fortuna, è anche e soprattutto sperma.

Sì, vi vedo, storcete il naso… perché poi? Lo sperma, in fondo in fondo, è la base della vita, no? Sì, anche tu principessa schizzinosa, non fare quelle smorfie: anche tu eri sperma una volta, nient’altro che caldo e denso sperma. Certo tu dirai: “ma cosa dici, pazzo depravato? La base della vita non è solo lo spermatozoo, ma anche l’ovulo”. Sì ok, hai ragione, ti rispondo io. Ma se hai seguito attentamente la mia prima approfondita lezione sul mondo del porn business non puoi esserti dimenticato che, volenti o nolenti, attualmente quest’industria è piuttosto becera e maschilista. Ti può però consolare il fatto che alla fine ruota tutto comunque attorno alla vagina… ti senti meglio ora, vero?

La corsa della vita.

Va beh, non divaghiamo. Dicevo: il porno moderno, quello che affolla il web e riempie banner di categorie più disparate, non potrebbe esistere senza quel lato perverso e talvolta disgustoso che ruota attorno a vari tipi di secrezioni (maschili e femminili). Non possiamo allora in questa sede non spendere due parole per parlare di cumshot, cum in mouth, squirting e affini. Tenetevi forte, tenetevi un secchio vicino o semplicemente slacciatevi i pantaloni.

In inglese, sperma si traduce in modo alquanto automatico e scontato con la parola sperm. Il mondo del porno però, come ogni ambiente lavorativo che si rispetti, assume un vocabolario tutto personale, fatto di termini tecnici e slang che solo gli addetti e gli appassionati possono comprendere a fondo. A questo punto dobbiamo fare una piccola divagazione storico-culturale: saprete bene che la lingua italiana deriva in buona parte dalla tradizione linguistica fiorentina e toscana, dal toscano deriva la parola borra. Borra in italiano indica lo “stoppaccio di materiale feltroso, che nelle cartucce si frappone fra la polvere da sparo e la pallottola”, può però anche indicare “roba di scarto, da rigettare e di nessun valore”… una sorta di ciarpame, per intenderci. Già, solo da questa breve divagazione avrete capito dove voglio arrivare: la celebre espressione “sborrare” si riferisce inequivocabilmente a quest’ultima accezione del termine borra. Bene, in inglese sborrare diventa to cum.

Ogni video porno che si rispetti termina (e deve terminare) con l’attesissimo e acclamatissimo cumshot, o getto di sperma. Il cumshot è l’acmé del porno, il punto più alto dell’ars amandi à la Pornhub. Può essere indirizzato verso il posto che più si preferisce, come una sorta di “super liquidator dell’ammore”. In faccia, sul dorso, in bocca, sui capelli; nel porno non c’è luogo oscuro in cui non ne sia arrivato un po’, almeno una volta. Ci sono teorie psicanalitiche che vedono in questa pratica una sorta di bramosia, tendenza al possesso o alla sottomissione. Sarà che il cumshot rappresenta filmicamente e fattualmente il tanto agognato orgasmo. Forse non tutti sanno che proprio per questa pratica imprescindibile e a tratti non proprio gradevole dei porn movies, le attrici sono pagate di più degli uomini (per questa, e per tante altre pratiche poco ortodosse).

Tipica cartolina da “Wish you were here”.

Sul versante femminile sono altrettanto apprezzate dal pubblico pratiche come lo squirting, ovvero quel getto ingestibile di secrezioni vaginali innescato da un forte piacere sessuale. Pratica complessa, lo squirting. Nel web è allagato da forum femminili e tutorial su come raggiungere questo forte stato di eccitamento e poter far scattare comodamente a casa vostra questa sorta di “eiaculazione rosa”.

Ma non finisce qui: per i più estremi e perversi (in senso buono, non ve la prendete) c’è poi -tenetevi forte- la golden shower, o pioggia dorata! Eh sì, forse qualcuno di voi c’è già arrivato… stiamo parlando proprio di quello: di pipì, urina, ambrosia 2.0. Nel vasto mondo del sesso e della pornografia c’è chi gradisce farsi orinare addosso. Non fate quelle facce, suvvia! Ve l’ho detto in anticipo, i deboli di stomaco non leggano queste porcherie! A quanto pare la golden shower è molto più apprezzata tra gli uomini che tra le donne e sono in aumento i maschietti che chiedono al proprio partner di espletare addosso a loro le sue funzioni liquido-fisiologiche.

“Piangono gli occhi del cielo…” cantava qualcuno.

Ho tenuto per ultima quella che, a mio parere, è più fuori rotta e può sembrare la più difficile da digerire, la più immorale e sozza fra le pratiche proprie di molti video pornografici: il Rimming.

In cosa consiste questa simpatica usanza?
Beh, nel leccare con una certa ingordigia l’ano del proprio partner, sul set o nella vita. Oh già figlioli, avete sentito bene. Non c’è poi tanto da stupirsi: a quanto ci dice la sessuologia e la scienza, le terminazioni nervose dell’ano consentono, a uomini e donne di raggiungere un certo picco di piacere molto, molto intenso. Potrebbe allora il porno, Amsterdam della sessualità tascabile, tralasciare una simile chicca? Domanda retorica, chiaramente.

A Kind of… Rimming.

E queste sono tutte le coordinate basilari. Per i più curiosi riguardo ognuna di queste chiccherie da zozzoni, potete reperire facilmente sul web minuti e minuti, anzi -che dico- ore e ore di compilation tematiche tutte dedicate a questi simpatici siparietti. Non me la sento di dirvi “Don’t try this at home”.

Marco Ceretto Castigliano

Cresciuto a suon di Pearl Jam e Alfred Hitchcock, cerco di fare della mia vita un racconto, spesso senza capo né coda e senza prendermi troppo sul serio. Poggiata la penna vesto i panni dello speaker radiofonico.
Marco Ceretto Castigliano

About Marco Ceretto Castigliano

Cresciuto a suon di Pearl Jam e Alfred Hitchcock, cerco di fare della mia vita un racconto, spesso senza capo né coda e senza prendermi troppo sul serio. Poggiata la penna vesto i panni dello speaker radiofonico.

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