Pornology – Il porno spiegato a mia nonna… ma anche a tutti voi.

Una rubrica tecnico-cazzara sul business più controverso, odiato e apprezzato del 21esimo secolo.

Dal Greco “porné”, meretrice, e dal verbo “pernemi”, io vendo, di origine indoeuropea. Una manifestazione legata a doppio filo con il mestiere più antico del mondo. Alcuni lo amano, altri lo disprezzano, alcuni semplicemente ne fanno uso, altri, semplicemente si fanno usare. Nel 2004 l’industria del porno fatturava 97 miliardi di dollari; oggi probabilmente supera il centinaio.

Sul web sono presenti tra i 25 e i 30 milioni di siti pornografici, 3 fruitori su 4 sono uomini, ma le donne sono in aumento. Un fenomeno sociale in incessante ascesa, soprattutto da quando internet è diventato parte integrante ed imprescindibile della nostra vita quotidiana. Attori e attrici, video, film, trailer, magliette griffate, sex toys, migliaia di categorie (una in più di tutte le perversioni esistenti), un’industria miliardaria, ettolitri di seme in grado di ripopolare Marte in un giorno soltanto, ettolitri di sudore in grado di sconfiggere la siccità in Africa (in un giorno soltanto). Convention, congressi e gran galà in ogni parte del mondo, festival, party selvaggi e indagini torbide degne dell’Hollywood ottantiano più scatenato. Tecnici, registi, compositori e -perché no- sceneggiatori a centinaia. Un universo, quello del porno, che sembra esistere in parallelo al nostro borghese e sempliciotto quieto vivere, mascherato dietro un velo di moralità, spesso immediatamente svelato, non appena siamo al sicuro fra le mura del nostro accogliente bagno casalingo o più semplicemente non appena mamma, papà e fidanzate varie non si trovino nei paraggi della nostra postazione pc.

Chiudete pure questa scheda del browser con l’altra mano, adesso libera

Vi sembra giusto che un cosmo variopinto come quello della Pornografia 2.0 non sia degno di attenzione e analisi un minimo più approfondite, o che semplicemente non sia spiegato (in tutte le sue sfaccettature e contraddizioni) ad un popolo che, volente o no, deve conviverci? A me, che devo ammetterlo, ho un occhio piuttosto avvezzo a questo genere di cianfrusaglie barzottiane, non sembra per niente giusto. E quindi con questo pippone introduttivo, al limite tra il data journalism e il flusso di coscienza, inauguro una nuova rubrica tutta incentrata su questo bel mondo da porcellini, pubescenti e mascalzoni amorali. Proverò a spiegare, settimana per settimana, cosa sia il Porno nel 21esimo secolo; cercherò di spiegare e analizzare la terminologia tecnica, che spesso parla per metafore e spesso attraverso figure ben poco retoriche. Proveremo insieme a rompere alcuni tabù, a sfatare alcuni miti e -perché no- a far arrossire qualche pulzella. Chissà che occupando le mani sulla tastiera, non mi passino i bollenti spiriti.

Due nostre giovani lettrici

Mettiamo allora subito un po’ di carne sul fuoco.

Nel 2013 il data journalist Jon Millward, ha stilato una ricerca basandosi sull’Adult Film Database. A quanto pare l’attrice porno media è bruna, magra (attorno ai 53Kg), alta circa 1,65m, nel 70% dei casi è bianca e sceglie nomi come Nikki, Jessica o Lisa. Gli uomini pesano attorno ai 76kg, alti 1,78m e si fanno chiamare David, Tony, John o Mike; riguardo alle dimensioni del pene, il buon Millward non si è espresso… ai posteri l’ardua sentenza. Già da questa breve ricerca (sulla cui utilità si può poi discutere) si capisce che il porn business è, in fondo, un mondo fatto di stereotipi. Stereotipi nel rapporto uomo-donna, dalla più classica segretaria sexy all’edipeo rapporto con la mamma tettona del migliore amico, sono stereotipi su stereotipi, ma a quanto pare, psicanaliticamente parlando sono proprio queste fantasie fisse e farcelo diventare duro.

E qui ci colleghiamo in maniera automatica ad una delle vere rivoluzioni del porno nell’era dei siti web: le categorie. Aristotele ci aveva visto lungo, ma non credo che si sarebbe mai immaginato che una delle sue più grandi invenzioni sarebbe diventata il perno e l’ossessione di ogni smanettone seriale. Su una piattaforma hot che si rispetti non può mancare l’imprescindibile colonnone zeppo zeppo di materiale per ogni esigenza  in cui, state pure sicuri, anche i più torbidi fra i vostri desideri (sempre e rigorosamente nella legalità) potranno avere dimora. BBC, Milf, Big Tits, cockold, Cougar, Teen, Asian, Gay, Trans, Shemale, Blonde, Amateur e potrei andare avanti ancora per ore. Un supermercato della masturbazione insomma, che, guadagnando principalmente dalle inserzioni pubblicitarie e dal click baiting, garantisce la più assoluta gratuità. Sulle conseguenze sociali, psicologiche e sessuali di questa assoluta fruizione della pornografia h24 non mi posso pronunciare, magari dedicheremo una puntata della nostra rubrica a questo tipo di dissertazioni più seriose. Una cosa è certa, l’imbarazzo di chiedere una copia di “Le ore” al proprio edicolante si è perso…serve solo un po’ di premura nel cancellare la cronologia di Chrome.

La rassicurante precisazione “18+” sulla categoria Teen

“Secondo PornHub, nel 2016 sulla Terra sono stati visti circa 92 miliardi di video porno. In totale, in un anno è stato visto il corrispettivo di più di cinque secoli di video porno”. Sempre secondo i “PornHub Insight” nel 2016 la categoria più ricercata è stata lesbian (con lesbian scissoring annessi), seguita da Step Mom (matrigna) e la celebre Milf, la più cliccata in Italia e di cui avremo sicuramente modo di parlare. Teen, Step sister, anal e via dicendo seguono a ruota. Vuoi vedere la nonna del tuo migliore amico che si tromba il cane del vicino? Cerca e troverai! Vuoi vedere il cane del vicino flirtare con la nonna mentre il nonno guarda? Cerca e troverai! Ogni angolo più recondito del vostro impianto sensoriale testa-cazzo può trovare un piccolo angolo di paradiso nel “colonnone del piacere”. Sì perché si sa, l’essere umano è abitudinario e se si fissa con una cosa, quella rimane per almeno un bel po’. L’industria del porno ha giocato e gioca molto su questa schematizzazione del sesso e del piacere e ha capito che non a tutti piacciono le stesse cose. Nel giro di vent’anni siamo passati dalla piccola bottega del porno, in cui potevi scegliere tra tre o quattro semplici video osè, al supermercato del porno, in cui se fai il bravo, non ti fotti la roba e magari sei pure fidelizzato, oltre ad un mondo di piacere, ti regaliamo anche un paio di clip in HD.

Sarà che il Giappone è vicino

Le categorie stanno rivoluzionando il sesso e il modo di approcciare allo stesso, creando molto probabilmente una nuova via della sensualità, forse troppo incentrata sugli stereotipi di genere, ma questo come già detto lo lasciamo ai sapientoni. Noi ci accontentiamo di trovare tutto ciò che serve a passare quell’oretta di dolce intimità con noi stessi… senza esagerare però, eh! Che come diceva la nonna, “c’è sempre il rischio di venir ciechi”.

Marco Ceretto Castigliano

Marco Ceretto Castigliano

Cresciuto a suon di Pearl Jam e Alfred Hitchcock, cerco di fare della mia vita un racconto, spesso senza capo né coda e senza prendermi troppo sul serio. Poggiata la penna vesto i panni dello speaker radiofonico.
Marco Ceretto Castigliano

About Marco Ceretto Castigliano

Cresciuto a suon di Pearl Jam e Alfred Hitchcock, cerco di fare della mia vita un racconto, spesso senza capo né coda e senza prendermi troppo sul serio. Poggiata la penna vesto i panni dello speaker radiofonico.

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