Cinque cose che vogliamo dalla quinta stagione di Orange is the New Black

aspettando la quinta stagione

Riuscirà la nuova stagione a risollevare le sorti delle detenute (e dello staff) di Litchfield?

Orange is the New Black, serie originale Netflix di grandissimo successo ideata da Jenji Kohan, ci riporterà all’istituto penitenziario Litchfield per la quinta volta a partire dal prossimo 9 giugno. In seguito alla privatizzazione del carcere, la direzione sta stringendo sempre di più il cappio sulle residenti, opprimendole con peggiori condizioni di vita e terrorizzandole con guardie spietate, con l’unico fine di minimizzare le spese e massimizzare i profitti. Il carcere di minima sicurezza non ha mai vissuto tempi così bui e, per quello ritenuto dal Direttore delle Attività Umane Joe Caputo uno “sfortunato incidente”, la carcerata Poussey Washington finisce per perdere la vita. La sua morte appianerà le tensioni tra le detenute, scatenerà la loro ira collettiva e vedrà la guardia Humphrey, noto per la sua violenza e cattiveria, venire minacciato da Dayanara, la quale gli punterà contro una pistola. La stagione finisce qui, senza un indizio che ci faccia capire se la neo-mamma premerà o meno il grilletto. Con così tanta carne al fuoco e numerose vicende lasciate in sospeso, è giunto il momento di snocciolare cosa ci aspettiamo dai 13 nuovi episodi in uscita tra meno di otto settimane.

1) Did I shot the sheriff?

Orange is the New black ha adottato il “metodo The Walking Dead”, lasciandoci nel bel mezzo della scena più concitata della stagione, quindi vederne l’epilogo è senza dubbio la cosa che aspettiamo con più trepidazione. Il personaggio di Dayanara ha subito una evoluzione lenta ma costante nel corso delle 4 stagioni precedenti: dapprima in conflitto con la madre, poi con un amore proibito sbocciato con una guardia che la lascia incinta per poi scappare verso l’orizzonte, e infine con il gruppo delle dominicane che la spingono nel circolo dello spaccio di droghe all’interno del carcere. È questo il suo posto nella Nuova Litchfield? Riuscirà a mantenere la facciata da gangster o tornerà a sognare un futuro da artista? Personalmente pensiamo che il desiderio di rivedere la figlia le impedirà di premere il grilletto, il quale sancirebbe per lei una pena che le non le permetterebbe di rivederla in tempi brevi.

Dayanara punta la pistola

2) Quando è troppo, è troppo

L’istituto penitenziario Litchfield è indubbiamente pieno di persone interessanti: storie talvolta divertenti, talvolta tristi, che mettono in mostra sfaccettature nei caratteri di ogni singolo residente che non ci saremmo aspettati a primo impatto. Tutto ciò si annulla nel caso della protagonista principale della serie, Piper Chapman. L’unico pregio di “Dandelion” è stato infatti quello di farci conoscere il resto del cast. Immatura e boriosa, Piper ha un talento naturale nel cacciarsi nei guai, tenendo in conto esclusivamente il proprio benessere e ignorando persino quello del suo sporadico amore tra le sbarre, Alex Vause. La fine della quarta stagione ha visto le due recuperare il loro rapporto, e sinceramente speriamo che questo non significhi un ennesimo riavvicinamento sentimentale tra le due in occasione della quinta. Perché è giunto il momento che Alex capisca il tipo di persona che è in realtà Piper, e che lo stare con lei non può portarle altro che ulteriori sofferenze.

Piper e Alex

3) Gente che viene

In Orange is the New Black, gli addii non sono per sempre. La prima stagione ci ha fatto credere che fosse giunta la fine della pena per Taystee, per poi vederla ritornare non un episodio dopo. Allo stesso modo Nicky sembrava essere diretta al carcere di massima sicurezza per il resto della pena, ma anche lei è tornata nel cast principale. In egual misura, gradiremmo un ritorno dell’ex entourage del penitenziario: la simpatica coppia Scott e Wanda, la timida Susan e il fermo ma giusto Wade. Che la recente sommossa causata dalla morte di Poussey non porti ad una sostituzione di massa dello staff di Litchfield?

Scott e Wanda

4) Gente che va

Nonostante ciò, ci sono stati effettivi abbandoni tra il cast delle protagoniste. Stagione dopo stagione abbiamo visto diversi membri del cast abbandonare Orange is the New Black, e se a volte ciò è stato un sollievo, come nel caso della malvagia Vee, altre volte ciò ci ha spezzato il cuore, come nel caso della recente dipartita Poussey. Personalmente pensiamo che il tempo all’interno del carcere sia terminato per Sophia, la transgender che così tanto ha subito sin dall’inizio della serie. Adesso che la moglie ne ha accettato il cambio di sesso e che persino il Direttore Joe Caputo si è sbilanciato in suo favore, è giunto il momento che la parrucchiera di Litchfield si goda un meritato riposo.

Sophie

5) Il lavoro della Star

L’ultima volta che la abbiamo incontrata, la star televisiva Judy King era pronta a lasciare il carcere, scatola con i propri averi in mano e scorta alle spalle. Attualmente però questa scorta si trova in ginocchio sotto la volubile Dayanara, con una pistola puntata contro. La sua uscita non è quindi così sicura, in quanto l’intero carcere potrebbe ricevere un prolungamento della pena come conseguenza di ciò. Una cosa è tuttavia certa: Judy ha dimostrato di avere un grande potere sia dentro che fuori dal carcere, potere che l’ha portata a condividere una camera privata (e molto altro) con Yoga Jones, e tutti gli agi che ella possa desiderare. Se iniziasse ad usare questo potere per il bene delle sue compagne di sventure, anziché per avere the e musica da camera, potrebbe davvero ribaltare la situazione, anche e sopratutto se finisse per lasciare effettivamente Litchfield.

Judy King

La pena originale di Piper contava 15 mesi di reclusione e, sebbene la prima stagione di Orange is the New Black sia stata rilasciata ben 4 anni fa, all’interno del carcere non è passato nemmeno un anno. Lo show ha recentemente ricevuto il rinnovo per le stagioni 6 e 7, quindi le vicende delle carcerate in arancione non sono nemmeno ad un giro di boa, anche se, di questo passo, ci aspettiamo un prolungamento per la tanto amata e odiata “Dandelion”.

Francesco Romano

Francesco Romano

Da piccolo fui posto davanti un bivio: videocamera o computer. Scelsi il secondo. Da allora mi chiedo come sarebbe adesso la mia vita se avessi scelto la videocamera. Profondamente radicato nel mondo dell'high-tech, del modding e dell'intrattenimento videoludico, estendo comunque i miei rami all'ambiente "vintage", dalla musica anni '30 alle console obsolete.
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About Francesco Romano

Da piccolo fui posto davanti un bivio: videocamera o computer. Scelsi il secondo. Da allora mi chiedo come sarebbe adesso la mia vita se avessi scelto la videocamera. Profondamente radicato nel mondo dell’high-tech, del modding e dell’intrattenimento videoludico, estendo comunque i miei rami all’ambiente “vintage”, dalla musica anni ’30 alle console obsolete.

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