Jurassic World – Il Regno distrutto

jurassic world il regno distrutto in media rex

Michael, perdonali perché non sanno quello che fanno

Premessa doverosa: questo articolo contiene spoiler, non è adatto ai deboli di cuore e a tutti coloro che hanno deciso di mantenere la propria dignità non andando oltre la visione di Jurassic Park III.

 

Mi spiegate perché lo andate a vedere, se sapete già che fa schifo?”. Questa la domanda del fidanzato della mia amica, quando comunichiamo fieramente che andremo a vedere la maratona di Jurassic World – Il regno perduto. Domanda legittima, dato che sono ancora indelebili i ricordi (poco felici) di quando andammo a vedere JW capitolo 1.

Ma si sa, quando sei cresciuto a pane e Jurassic Park, hai la colonna sonora del film di John Williams nella playlist dell’mp3 e ti capita spesso di citare frasi del suddetto film, non puoi esimerti dall’andare alla Maratona pur sentendo l’acre odore di tamarrata.

All’arrivo al botteghino, a cui ci si presenta con la maglietta d’ordinanza che riporta la locandina del primo film, come a dire da che parte stiamo in questa sporca faccenda, ci viene addirittura consentito di scegliere un omaggio: tre action figure di dinosauri, più piccole del dito mignolo di una mano. “Qui non badiamo a spese” diceva qualcuno… ma stavolta, forse, sì.

jurassic world il regno distrutto in media rex

La scelta è limitata tra T-Rex, Velociraptor Blue e Dinosauro Operaio; sì, quello con l’elmetto in testa che va in giro a osservare i cantieri dei parchi a tema.

Con il nostro raptor e biglietto alla mano entriamo in sala, e subito viene scongiurata la presenza di elementi di disturbo che possano aggravare l’esito già precario della serata. Grazie al cielo a queste maratone partecipano solo i malati del film, le cariatidi che non si staccano dall’ideologia del Maestro Michael Crichton, che sono disposti a farsi fracassare i gabbasisi una seconda volta da quel lavoro immondo che è Jurassic World (Cap. 1) come premessa all’anteprima de “Il regno distrutto”.

Siamo solo 18 coraggiosi e, nonostante tutto, un tantino di emozione non manca. Insomma, si tratta pur sempre dinosauri!

Quindi si parte, e ci spariamo dritto in vena i regazzini che riparano jeep come nemmeno i meccanici Ferrari, l’addestratore di raptor che se li porta in giro in motocicletta, la protagonista che va a citofonare al T-Rex che la aspettava sulla soglia, e così via… Le prime due ore filano lisce, in fondo avevamo già visto il prodotto e ci è servito da tristissimo ripasso per ciò che stava per cominciare.

Vediamo quanto possono cadere in basso”, mi dicono.

Mi pare strano possano fare di peggio, dai. Nel trailer si è visto anche Ian Malcolm…”

Ahhh, la fiducia. Mi frega sempre. Finisce che il barlume di speranza si accende in me e non immagino che in quel fondo di barile raggiunto nel film precedente, si possa ancora scavare e affondare le unghie per trovare una sceneggiatura ancora più pietosa, scritta forse da una scimmia.

Per quanto mi venga il dubbio legittimo che una scimmia dall’intelligenza media possa fare di meglio.

Per non spoilerare troppo, o almeno non più di quanto hanno fatto i duemila trailer che hanno descritto ogni sequenza del film, mi limiterò a dire che stavolta la missione non è costruire un terzo parco di maceller hem, divertimenti. Stavolta si va a salvare i dinosauri.

jurassic world il regno distrutto in media rex

Sì, perché queste adorabili creature, dopo aver ripetutamente sbranato e dilaniato quasi tutti coloro che le hanno create nel corso degli anni, sono in pericolo: il vulcano presente su Isla Nublar è tornato attivo e minaccia di fare un bel barbecue di dinosauro. Tra dilemma socio politico sul salvare o meno i cari “amici” animali, interviene un ennesimo miliardario amicone di John Hammond (attenzione: la qualifica “amico di”, in questa serie di film, porta malissimo) che finanzia la solita spedizione a scopo benefico.

L’intento è quello di salvare ogni specie di dinosauro possibile, caricarlo sulle navi cargo e portarle in salvo a mo’ di Arca di Noè. I nostri protagonisti, non paghi del rischio corso nel film precedente, decidono di farsi fregar convincere a tornare sull’isola per dare una mano. Ovviamente, l’inghippo è dietro l’angolo: i cattivoni vogliono sì, salvare i dinosauri, per poterli però rivendere in un’asta illegale ai migliori offerenti, che li utilizzeranno presumibilmente come armi di guerra.

A questo punto del film, la logica si suicida raggiungendo all’altro mondo la speranza che la pellicola possa essere quantomeno decente o dignitosa. Non basta la presenza di Jeff Goldblum, unico personaggio di spessore, a salvare l’andatura di questo disastro. Tra nuove creazioni (Indoraptor), prelievi e trasfusioni tra dinosauri che nemmeno all’Avis, abuso di povere caprette (30 anni di evoluzione e non si trova una paleodieta adatta per il T-Rex?) e raptor che scoprono di saper leggere, restiamo tutti incollati alla poltrona semplicemente per capire come cercheranno di far concludere il minestrone di assurdità.

In effetti avremmo dovuto intuirlo… si conclude con altrettante assurdità, come la fuga di dinosauri nel mondo reale, per la prima volta dopo milioni di anni, che dovranno tentare di adattarsi, e gli umani con loro.

Le conseguenze?

Le scopriremo solo se avremo il coraggio di andare a vedere il terzo capitolo di questa nuova e aberrante saga. Nel frattempo, la maglietta viene piegata e messa nel cassetto, in attessa della prossima (disastrosa) avventura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *