The Umbrella Academy: i superumani di Reginald Hargreeves

In media rex“La nuova serie Netflix sembra quasi
un ri-adattamento del programma Stan Lee’s Superhuman”

Nel periodo in cui tutti sono presi, com’è giusto che sia, dal ritorno di Suburra, io da bravo scemo sono stato indaffarato con The Umbrella Academy. Fin da subito mi è sembrata una chiara rivisitazione della saga degli X-Men: una scuola per ragazzi speciali guidati nella gestione dei loro poteri da un “professore” alla Charles Xavier. Ma come se il chiaro riferimento ai mutanti della Marvel non fosse sufficiente, ecco anche quello al programma di MTV “Non sapevo di essere incinta”: i sette ragazzi dai discutibili superpoteri infatti sono uniti dall’essere nati nello stesso giorno da donne non incinte. Va bene prendere spunto, ma qui forse si esagera.

Tra chi evoca i morti, chi manipola la mente, chi viaggia nel tempo e chi lancia coltelli, trova spazio anche chi nulla sa fare: si tratta della povera Vanya, un’abile ed ingenua suonatrice di violini. Sarà proprio attorno a lei che però si svilupperà l’intera storia, articolata in diversi tempi storici a causa della possibilità di non pochi protagonisti di viaggiare avanti ed indietro nel tempo. Ciò che lascia con l’amaro in bocca è purtroppo il pressoché assente uso di molti poteri dei sette, ormai cresciuti, studenti dell’Umbrella Academy: bisogna infatti aspettare molte puntate per dare una parvenza di utilità alle loro discutibili abilità.

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Reginald Hargreeves è il nome del di tutti e di nessuno “Papà”. Di tutti in quanto i sette studenti lo considerano tale; di nessuno poiché non è il padre biologico di nessuno, essendo tutti figli di una concezione che ricorda quella della santissima madonna. Insomma il nostro buon Reginald ha il doppio ruolo del biblico Giuseppe e del ruote-munito Charles Xavier. Quale sarà il segreto attorno alla sua apparentemente inspiegabile morte? E quali altri avrà nascosto ai suoi figliocci? Queste ed altre domande troveranno pian piano risposta, non senza ingenerare sofferenze. Altro personaggio con la sua importanza è anche il buon Pogo, scimmia umanizzata della quale però nulla si sà. Perché parla? Perché è vestito? Non è dato saperlo.

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The Umbrella Academy risulta essere una serie godibile, seppur carente dal punto di vista della sceneggiatura. I colpi di scena sono sempre prevedibili, lasciando quindi poco da scoprire nelle puntate successive. Nonostante ciò sembra essere già stata conferma la seconda stagione, che speriamo vada a colmare le tante lacune presenti nella prima.

Francesco Benvenuto

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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