Ci sono pazzi che spendono 61.000 dollari per dei pixel

Storie di tristezza che accadono su Counter Strike, e dieci suggerimenti per spendere meglio i propri soldi.

Non sono un esperto di eSports, non sono un esperto di sparatutto e tanto meno di Counter Strike. L’unica transazione in-store per videogiochi che ho fatto nella mia vita è stata nel 2013, per comprare la versione premium di Ruzzle. Mi sono fatto spiegare quindi da un mio amico nerdone una notiziona che ha cominciato a girare da ierlaltro nel mondo del gaming, e che è sintetizzabile dicendo che un tizio ha speso un patrimonio per comprare un allungato grumo di pixel.

Uso quello che mi ricordo delle sue parole per spiegare un pochino le (il)logiche. Praticamente ci stanno dei giocatori di Counter Strike che sono dei superpro, degli atleti a tutti gli effetti. Ci sono delle competizioni che si chiamano Major tournaments, che sono un poco come i Mondiali, però di Counter Strike, e c’è una quantità disumana di gente che li segue da dietro i propri pc. La particolarità è che guardandoli da registrati, gli spettatori possono ricevere delle scatole premio con all’interno un’arma random, con una livrea random, personalizzata con un adesivo del miglior giocatore del round corrente. Esempione: come se alla finale dei Mondiali del 2016 citofonassero a casa ad alcuni eletti per consegnarli una scatola di scarpe a sorpresa, in un range che va da un paio di infradito cinesi usa e getta a un tacco basso in vernice Gucci; tutte griffate dall’adesivo di Goetze.

La cosa potrebbe finire qui, con sparatori che si bagnano cambiando il colore al proprio fucile virtuale (e non lucidando quello reale) se non fosse che Steam ha un marketplace, e permette, dietro sagace salasso di provvigioni, di vendere la roba trovata. Per capire anche questo: come se la FIFA avesse uno store ufficiale dove lo stronzo che ha ricevuto le Gucci di Goetze può rivenderle ad altri poveri pazzi con sovrabbondanza di liquidità.

E succedono questi patatrac, come coltelli prezzati 100.000$ e altri (ribadisco, finti) scambiati in una forma di baratto trans-dimensionale con macchine (vere). Due giorni fa un fortunello, nella sua versione FPS del win for life, ha droppato un fucile da cecchino con una tamarrissima livrea draconiana, personalizzata dallo sticker di tale Skadoodle. E ci ha fatto 61.000$.

Per non lasciare la storia a commentarsi da sola con il muro di lacrime, sfiducia e silenzio che meriterebbe, provvedo a fare una lista di dieci cose che l’illuminato acquirente avrebbe potuto procurarsi con la stessa cifra. Purtroppo, lo anticipo, i lanciafiamme di Elon Musk e della sua Boring Company sono già andati sold out.

1. 1500 copie di Call of Duty Modern Warfare 2, per avere la possibilità di giocare in single player alle magiche missioni nel Dome o nel centro commerciale Arkaden e avere il piacere di giocare a pallone nel proprio cortile di casa invece di perdersi nel marasma competitivo e malsano degli eSports.

2. 1220 anni di abbonamento al Play Station Network, per giocare online a Call of Duty con una cuffietta dal filo finissimo attaccata a un joypad, urlando come ossessi e sentendosi fortissimi ma rimanendo agli occhi dei giocatori da pc dei neonati su un girello.

3. 100 degli stessi fucili dallo store, ma “well-worn”: la logica del mercato di Counter Strike deprezza la mercanzia che cerchi di venderti, a seconda di quanto tu ci sia andato in giro per le mappe. D’altronde si sa, i pixel si deteriorano molto facilmente e perdono in brillantezza. Per gli amanti delle cose fisiche, potrebbe aver senso riempirsi un armadio virtuale di fucili piuttosto che prenderne uno soltanto: è più facile di certo, in termini di spazio occupato, di rinunciare all’acquisto di una Bugatti Veyron per mettere in fila un centinaio di Dacia Duster.

 

4. 20 box a sorpresa dallo store, quelle che un genio della truffa ha messo in vendita a 1500€ ciascuna. Le scatole chiuse, assieme alla loro infinitesimale probabilità di regalare oggetti rarissimi, vengono smerciate a prezzi che stanno tra 20 e 30€. Ma avere soldi permette anche di comprare un Portafortuna al tabacchi con 50€ e dirgli di tenersi il resto.

5. Un fucile da cecchino d’epoca e 14000 proiettili (cui aggiungere una buona cifra per l’aerografatore se si vuole anche ricreare la livrea draconiana), una scelta tradizionalista per chi non ha parecchia pratica con i nuovi dispositivi digitali o per chi ha voglia di passare alle cose formali.

6. 6 killer privati da assoldare sul Deep Web, qualora anche la curva di apprendimento del fucile vero si rivelasse spaesante come le prime uscite in territorio online (no children under 16 and no top 10 politicians).

Risultati immagini per killer deep web

7. 5 ore e 20 minuti di stipendio (lordo) di Lionel Messi, per venir fuori dalle metafore e farsi veramente quattro palleggi tirando sulle saracinesche chiuse dei garage.

8. Pagare uno studio di sviluppo indipendente e farsi realizzare uno sparatutto amatoriale discreto, con cui potere fare soldi.

9. 8200 ingressi per il prossimo cinepanettone, che al 60% vedrà di nuovo insieme Boldi e De Sica.

10. 18000 scolapasta Amazon Basic (3.30€ ciascuno, spedizione gratuita con ordini superiori ai 20€) per diventare un Mr Peanutbutter reale e provare a breve ad essere un eroe.

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
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About Riccardo Coppola

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