Cosa salvare del 2016 – Videogiochi

I modi migliori in cui abbiamo impegnato i nostri pollici nell’anno appena finito.

Momenti culminanti di saghe indimenticabili, titoli che nascono indie e vengono circondati di un hype da far impallidire quello di Duke Nukem Forever, reboot clamorosi, multiplayer massivi devastanti e killer di vite sociali. Il 2016 è stato un anno decisamente generoso in termini di titoli da dare in pasto alle nostre console o ai nostri PC. Qui una piccola selezione dei titoli che ci hanno regalato le più grandi soddisfazioni.


Riccardo Coppola

videogame_asset Il gameplay: X-Com 2

Un sontuoso tributo a quei becchi tempi (non ancora) andati in cui si combatteva prima con gli slot d’equipaggiamento e con le telecamere che con i veri nemici, in cui il gameplay era davvero complesso e punitivo, in cui a ogni decisione correva un brivido lungo la schiena. Secondo titolo del reboot di una saga già storica, X-Com 2 migliora in tutto il suo predecessore e si conferma come quintessenza della science fiction e della strategia tattica. Emergere di dieci centimetri dagli angoli per smitragliare timidamente a cattivissimi alieni non è mai stato così gratificante.

description La storia: Uncharted 4

Bastano pochi istanti per rendersi conto di quanto tutto in Uncharted 4 sia perfetto: dal comparto tecnico, con le animazioni che in qualche magico modo riescono ad essere tutte l’una diversa dall’altra, a uno dei sistemi di controllo più fluidi di cui si ha esperienza. Il mondo e le movenze di Nathan Drake sono così perfettamente ricreati che ci si dimentica quasi di star giocando, e la sua storia la si vive sulla propria pelle, tra sogni di vita e lavori comuni che vanno presto in fumo, galere panamensi, flashback su tetti di orfanotrofi, boss della droga e relativi scagnozzi e memorabili cacce al tesoro. Un (purtroppo) ultimo capitolo indimenticabile.

smartphone Il mobile: Hyperburner

Un po’ WipeOut per l’ingegneria futuribile coinvolta, un po’ Smash Hit come stile grafico e impostazione di gioco: Hyperburner mette nell’abitacolo di una navicella spaziale e la fa correre attraverso strutture orbitali più o meno circolari e piene di non meglio identificati ostacoli da evitare a ogni costo. È vero che c’è ben poco altro, ed è vero che gli endless runner hanno probabilmente offerto tutto quel che avevano da offrire. Ma le velocità, il feeling (è una navicella e siamo nello spazio, è ben diverso dall’impersonare un tizio che scappa da degli scimmioni) e l’atmosfera rendono il titolo di Patrick Cook un assoluto must-have per chi videogioca su smartphone.

color_lens L’arte: No Man’s Sky

Non nel senso prettamente tecnico del termine, e nemmeno perché quel che c’è nel gioco sia effettivamente simile a quei gloriosi sfondi del desktop che avevano cominciato a girare sul web e a creare hype mesi prima ancora della release. È piuttosto un premio al geniale engine procedurale sviluppato da Hello Games, un creatore di mondi e di esseri dai colori saturi, dai contorni arrotondati, dalle caratteristiche sempre improbabili. Un non-gioco in cui val la pena avventurarsi malgrado alla fine si facciano giusto un paio di cose per migliaia di volte, soltanto per vagare tra pianeti, oceani, strutture volanti e canyon che sembrano tirati fuori dal peggiore dei trip da acido.


Alessandro Naimo

videogame_asset Il gameplay: Doom

Bethesda ci delizia e ci regala un ritorno alle atmosfere di Marte più shooter di sempre. Doom è un perfetto ritorno alle origini, uno splendido sparatutto in prima persona che non ha niente a che vedere con i moderni titoli concorrenti. Si tratta di correre, sparare, saltare, evitare demoni, tutto questo insieme all’esplorazione della mappa, tridimensionale. Fuori dagli schemi odierni anche il multiplayer, con dinamiche antitetiche rispetto a quelle proposte da Battlefield o CoD. Doom è un momento di tachicardia per chi ha amato gli shooter vecchio stampo di Bethesda, che insieme a id Software continua a sorprendere.

description La storia: The Last Guardian

Dopo nove anni, The Last Guardian arriva negli scaffali dei negozi e riesce comunque a destare stupore. Le vicende di Tonitono e Trico raccontano il rapporto viscerale e profondo che intercorre tra i due protagonisti. La narrazione non è mai banale, né annoia, anzi riesce a trasmettere esattamente ciò che Fumito Ueda ha voluto raccontare: la gestazione di una perfetta simbiosi. I nove anni trascorsi nello sviluppo si fanno sentire, ma The Last Guardian potrebbe perfettamente essere citato anche per il suo comparto artistico, che lascia senza fiato.

smartphone Il mobile: Pokémon Go

Il 2016 segna il ritorno alle origini per molti titoli. Come per Doom, anche Nintendo ha saputo utilizzare al meglio le nuove tecnologie per rivolgersi ai vecchi bambini che negli anni ’90 passavano i pomeriggi davanti Ash e Pikachu. Ecco allora che Pokémon Go si rivela essere il gioco che tutti sognavano ma che all’epoca non era possibile realizzare: lo smartphone rende (quasi) reali le creaturine demoniache, permette di catturarli e di sfidare altri giocatori. Una buona scusa per fare uscire i nerd dalle loro tane.

color_lens L’arte: Dark Souls III

Il ritorno di Miyazaki dopo Dark Souls II è evidente. Abbandonate le atmosfere steampunk e gotiche di Bloodborne (altro capolavoro della software house), From Software accontenta i fan della saga con quello che è forse il capitolo più imponente tra tutti i Souls. Le ambientazioni sono semplicemente perfette, le atmosfere raccontano quello che la narrazione non riesce a far trapelare. L’integrazione degli stili delle varie aree del gioco è magistrale, ed è qui che si vede la mano di Miyazaki: il level design che cambia conferendo però la sensazione di continuità al mondo di Dark Souls III. Se non lo avete ancora giocato, meritate di perdere più di 100 ore contro il Re delle Tempeste.


Francesco Romano

videogame_asset Il gameplay: The Witcher 3: Wild Hunt – Blood and Wine

Quando nel 2015 uscì The Witcher 3 fui in grado di predirne la vittoria ai Game of the Year Awards dopo giusto 2 settimane di gioco. Il 2016 ci ha poi portato l’ultima delle due previste espansioni a pagamento, “Blood and Wine”, che ha perfezionato ciò che ritenevo impossibile da perfezionare, ed espanso ciò che era già immenso. L’ultima avventura dello strigo ci porta nella regione di Toussaint, con nuove linee narrative, personaggi intriganti, un nuovo sistema di potenziamenti e un vasto parco di mostri da sterminare. Dove altre compagnie offrono giusto un paio di reskin e oggetti che aiutano a rendere il gioco più semplice, la polacca CD Projekt Red ci porta ore e ore di divertimento aggiuntivo che non farà rimpiangere i 19€ spesi per accedervi.

description La storia: Fallout 4: Far Harbor

In una ulteriore dimostrazione di come i DLC non sempre sono solamente un pretesto per far sborsare ulteriore denaro ai clienti già paganti, Bethesda nel corso del 2016 ha rilasciato Far Harbor, una delle numerose espansioni per il suo “simulatore di vita post-apocalittica” Fallout 4. Quella che sembra una semplice missione di recupero della figlia di un pescatore nell’estremo Est del Commonwealth diventa un pericoloso viaggio verso la nebbiosa e remota isola, appunto, di Far Harbor. Nessuna distinzione tra buoni e cattivi questa volta: solo diversi punti di vista. Starà a noi giocatori scegliere per quale tra le tre fazioni militare, e gli esiti della nostra scelta impatteranno radicalmente nello sviluppo della trama.

smartphone Il mobile: Super Mario Maker

Un gioco per console portatili deve avere, a mio avviso, un elemento indispensabile: la rigiocabilità. Ed è per questo che, nel corso degli anni, ho preferito saghe quali Pokémon e Monster Hunter a puzzle e platformer quali Prof. Layton e i classici Mario, sempre uguali a sé stessi dopo averli completati per la prima volta. Super Mario Maker per 3DS si propone di rispondere a ciò permettendo ai propri utenti di creare agli utenti i mondi nei quali far scorrazzare il patriottico idraulico e condividerli coi propri amici per una rigiocabilità praticamente infinita. Certo, la versione per 3DS del gioco permette di condividere i livelli da noi creati solo tramite wireless locale, offrendo la possibilità di scaricare da Internet solamente i livelli creati dagli utenti su Wii U, ma lo scopo delle console portatili è proprio quello di essere giocate all’aperto ed insieme ad amici, vero? Vero?

color_lens L’arte: BioShock: The Collection

In pieno spirito del “se non è rotto non aggiustarlo”, quest’anno 2K Games ci ha riproposto il suo colossale BioShock in una veste grafica migliorata per essere al passo con le moderne grafiche delle console e i PC di ultima generazione. Il comparto artistico della serie, che ci ha fatto sognare e terrorizzato quasi un decennio fa, ne giova, rendendo l’esperienza immancabile per qualsiasi videogiocatore: gli abissi di Rapture, accompagnati dalla versione malinconica di “Somewhere Beyond the Sea” sembrano tremare sotto il peso dell’oceano, e le vette colpite dal sole degli edifici di Columbia perforano le nuvole e sembrano così realistiche da far venire le vertigini al solo guardarle. Non un elemento sembra esser fuori posto in quello che, più che una serie di videogiochi, sembra una Opera d’Arte.


Andrea Zabbia

videogame_asset Il gameplay: Overwatch

C’è poco da fare: quando Blizzard decide di fare sul serio, ci sono ben pochi rivali in grado di insidiarla. Overwatch ha gettato le basi per il futuro del gioco multiplayer, unendo meccaniche che appartengono a due dei generi di maggior successo della scena competitiva eSports degli ultimi anni: MOBA e FPS. I team-play è splendidamente valorizzato e le meccaniche di gioco risultano efficaci e raffinate (al netto dei necessari bilanciamenti ai personaggi che gli sviluppatori continuano ad apportare al titolo). Blizzard ha inoltre garantito che nel 2017 numerose novità attendono i giocatori di Overwatch, tra personaggi, arene e modalità inedite.

description La storia: Virginia

Il titolo sviluppato da Variable State e pubblicato da 505 Games è un titolo che meritava di finire in questa categoria. Seppur limitatissimo nel gameplay, il gioco presenta delle idee originali ed efficaci per la narrazione. Virginia rinuncia completamente ai classici dialoghi e si affida esclusivamente alla potenza delle immagini e all’ispirato comparto artistico per raccontare una storia allucinata e complessa, a libera interpretazione da parte dell’utente. Se siete amanti di David Lynch, dovete assolutamente provare questo titolo.

smartphone Il mobile: Pokémon Sole e Luna

Il 2016 è stato (nuovamente) l’anno dei pokémon. Dopo avere invaso gli smartphone di mezzo mondo, le creaturine tascabili hanno fatto il loro ritorno sulle portatili di Nintendo. Pokémon Sole e Luna ripropongono il classico RPG di Game Freak con alcune novità sia nel combat system che, principalmente, nello sviluppo della narrazione. Rispetto al passato, infatti, è stata riposta maggiore cura nella stesura della sceneggiatura, proponendo una storia che ha poco da invidiare ai lungometraggi animati dedicati ai personaggi dello stesso universo. Pokémon, ancora una volta, detta legge nell’ambito dei giochi di ruolo mobile (e non solo).

color_lens L’arte: Overwatch

Visti i premi e riconoscimenti ricevuti, c’è un dato di fatto per questo 2016: Blizzard ha dominato la scena. Nonostante ottimi titoli come Uncharted 4, Titanfall 2 e DOOM, nulla è riuscito a richiamare maggiormente l’attenzione su di sé da parte della community dei giocatori come Overwatch. Gran parte del suo successo, vista l’assenza di una modalità storia all’interno del titolo, è dovuta proprio allo stile artistico adottato dagli sviluppatori. A metà tra un film Disney e uno Pixar, Overwatch ha conquistato tutti grazie alla caratterizzazione e al design dei suoi personaggi protagonisti e alle colorate e fantasiose ambientazioni dove hanno luogo gli scontri online tra i giocatori. Complimenti a Blizzard per aver creato un universo così affascinante e interessante partendo da un titolo esclusivamente competitivo.

Il Branco

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Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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