Crash Bandicoot N-Sane Trilogy: perché è stupenda, perché è inutile

Cinque motivi a favore e cinque contro la più attesa ripubblicazione della storia della PlayStation.

Nel bel mezzo di release altisonanti, mentre esce Mass Effect e svelano la beta del settimo episodio di Gran Turismo, mentre da un mesetto circa i fanboy della Nintendo e quelli della Sony si scannano a dire quale sia meglio tra Zelda e Horizon, il mercato dei videogiochi continua ad attendere con trepidazione un’uscita che in realtà non sarebbe tipicamente da tripla A: forse per la prima volta nella storia dei remake in accaddì, quello dell’intera trilogia di Crash Bandicoot, atteso per giugno con il titolo di Crash Bandicoot N-Sane Trilogy, ha lasciato in incontenibile estasi stuoli di nostalgici ormai trentenni, e si è subito candidato a entrare nella lista dei bestseller dell’anno.

Ma non tutti sono d’accordo sull’utilità di una release del genere: se da un lato c’è chi ha già ordinato la pizza a domicilio per tutti e sei i pasti del weekend in cui il videogioco uscirà per ottimizzare i tempi, c’è anche chi ha visto la propria sacra venerazione del titolo Naughty Dog offesa da quest’operazione. Noi abbiamo un esempio per entrambe le schiere.


Perché il remake di Crash Bandicoot è una cosa stupenda:

1) La nostalgia & la maturità. Il 90% di chi era un bambino ai tempi della prima PlayStation associa Crash Bandicoot all’idea di infanzia felice. La N-Sane Trilogy è la celebrazione di quello che per molti è stato il primo approccio con i platformer 3D o coi videogiochi in generale, quando ancora alla trama non si faceva attenzione e non si capiva nemmeno bene cosa i personaggi fossero e facessero. Pensavo Crash fosse un lupo. Altri dicevano che era una volpe. In ogni caso ero troppo innocente per cogliere la quantità di inutili riferimenti sessuali nelle sue movenze. Ora ho l’età per rimediare.

2) L’accaddì. La grafica con sperpero di poligoni, completamente ricostruita e non solamente rimasterizzta per l’occasione. La possibilità di dare una forma meglio definita ai tetrapoligonali nemici del primo titolo. I peramele protagonisti finalmente hanno delle pellicce, Cortex ha i baffi belli ondulati. Le texture hanno più di una manciata di pixel. Che bellissimo.

3) L’omologazione delle dinamiche dei tre titoli. Il primo Crash Bandicoot (sarà anche che molti dei giocatori originari avevano ai tempi molto meno di dieci anni) era un inferno di morti incomprensibili, e di gemme perse all’ultimo secondo per la dissennata scelta di riazzerare il contatore a ogni decesso. Rigirare per gli isolotti con le mosse, il maggior controllo e il sistema di salvataggio umano dei capitoli successivi sarà sicuramente meno frustrante che in origine.

4) Le cose in più. Avere le reliquie di platino da prendere anche nei livelli col cinghiale nel primo capitolo promette livelli di angosciata sfida simili a quelli dei livelli a cavallo del tigrotto sulla Muraglia Cinese. I trofei potrebbero aggiungere un incentivo in più a ricompletare videogiochi anche già largamente conosciuti a memoria.

5) L’all-in-one. La presenza di tutti i tre videogiochi in un singolo supporto fisico e/o download. La possibilità di lanciarli e buttarsi in mille ore di gameplay non-stop, finirli tutti e tre di seguito. E senza mai preoccuparsi che il caricamento di uno dei tre dischetti si pianti drammaticamente tra la schermata Sony e la schermata PlayStation.

Riccardo Coppola


Perché il remake di Crash Bandicoot è una cosa inutile:

1) Non se ne sentiva una reale esigenza. Tutti e tre i giochi erano infatti già stati resi disponibili sul PlayStation Store negli ultimi anni, acquistabili per pochi euri. In alternativa si possono sempre riesumare i CD e la vecchia Play Station o sfruttare uno dei tanti emulatori.

2) È (finora) un’esclusiva Play Station 4. Anche se non è stato ancora né smentito né confermato, sembrerebbe che ancora una volta sarà indispensabile una console Sony. Era un’idea così obbrobriosa rilasciarlo anche per PC (magari su Steam) e per qualche altra console di modo da raggiungere un più vasto pubblico poverello ma potenzialmente interessato?

3) Serviva davvero una nuova grafica? A differenza di tanti altri successi dell’era Play Station, i Crash Bandicoot originali si presentano ancora oggi con un’ottima grafica, priva di spigoli e contorni “pixellosi”. Personalmente inoltre trovo preferibile tutta la vita la vecchia grafica “cartoonish” al plastico rifacimento digitale.

4) Che cambia? Ad eccezione dei trofei, N-Sane Trilogy in fin dei conti non aggiunge nulla di nuovo o di particolarmente attraente. Cosa che può essere un bene o un male, a seconda dei punti di vista.

5) E gli altri? La pecca più grave però è la mancanza in questo bundle di almeno uno degli altri due Crash Bandicoot per PSX: CTR e Crash Bash. Questi sono infatti gli unici della serie ad avere modalità multiplayer e una longevità pressoché infinita. Gli unici dunque che avrebbero potuto godere a pieno di una remastered grazie alle possibilità che la nuova console offre rispetto alla vecchia Play Station: il gioco online.

Antonino Lena

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Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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