Halloween: 11 videogiochi per passare la notte come veri nerd asociali

Alternative più o meno paurose ma virtuali alla socialità che fa davvero spavento

È il 31 ottobre, e come ogni anno parte la diffusa euforia del travestimento: distinti squallidi impiegatucoli che si fanno applicare le cicatrici con la carta igienica dall’amica che le sa fare, incolti tamarroni che diventano esperti della cultura per nerd e tirano fuori originalissimi costumi da Darth Vader o Joker, fantasiosi che apparecchiano costumi spendendo 5€ sentendosi geniali e finendo per sembrare soltanto dei poveracci, frequentatrici assidue di locali da ballo discinto che approfittano della scusa Harley Quinn per ridurre ulteriormente la superficie degli stracci sulle proprie cosce.

E poi ci sono tutti quelli che della hyperfestona per Halloween se ne sbattono. O che se ne sbattono in generale della vita al di fuori dei propri cubicoli. O che guardano con impotente fastidio i propri idoli da nerd, vituperati da insipienti stronzi che per il resto dell’anno guardano tronisti o, al massimo, il Trono di Spade.

Per questi ultimi, categoria che ci sentiamo sempre di proteggere e difendere, abbiamo fatto un listino di dieci capolavori del gaming spaventevole con cui passare la notte. Se cambiate idea, vi abbiamo comunque detto altrove come vestirvi per farvi ricordare per sempre. O picchiare.


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P.T. (Konami, 2014)

Non il partito Popolo e Territorio che diede la fiducia al Berlusconi IV (che è già comunque una cosa spaventosa), non le poste, bensì il Playable Teaser del Silent Hill mai nato. Non è più scaricabile, ma potete comprare degli account PSN con il giochino dentro a qualche centinaia o migliaia di euro. Ma state comunque risparmiando in alcool.


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Bloodborne (FromSoftware, 2015)

Non esattamente un horror, ma pieno di tante creaturine probabilmente ancor più affascinanti di biondine con il sangue finto incrostato ai bordi delle labbra rosse. Bonus: la difficoltà, che potrete anche sfogare in bestemmie ad alta voce se la serata di baldoria ha spopolato le camere a voi limitrofe.


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Silent Hill 2 (Konami, 2001)

Per cominciare a fare sul serio. Un ritorno ai tempi della PlayStation 2 e agli albori della saga Konami, quando con estrema sagacia i grafici e tecnici capirono che per non fare andare tutto a due frame era meglio immergere ogni poligono nella nebbia e offrire un campo visivo profondo un paio di metri. Che poi se per ora stazionate nel Nord Italia potreste anche sentirvi a casa.


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Resident Evil VII (Capcom, 2017)

Per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, e non scontentare il franchise rivale della parrocchia Capcom. Killer application della PS4, è anche l’unico che vi può permettere (ma dovreste essere ricchi e muniti di gadget tecnologici. Lo siete?) di fare uso della Virtual Reality per astrarvi ancora di più da questo mondo crudele che in sere come questa tende ad aggregarsi.


resident evil 2 remake

Resident Evil 2 Remake (Capcom, 2019)

Dagli infarti in 648×480 dell’originale agl infarti in 4k, il passo è più breve di quanto si possa pensare. Per riprendervi, potete sempre cercare su siti di cultura generale la versione porno romantica.


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Dead Space (Visceral Games, 2008)

I bravi ragazzi di Visceral Games, smantellati nemmeno un mese fa da EA, ebbero nel 2008 l’intuizione di prendere le atmosfere orribili delle basi artiche della Cosa di John Carpenter, per sbatterle in un figlio illegittimo di Resident Evil V ambientato su una nave alla deriva nello spazio. Per rendere il tutto più allegro, la morte definitiva dei mostri non avveniva tagliando loro la testa, ma gli arti. Leggendario.


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DOOM III (id Software, 2003)

Per rimanere in tematica fantascienza ignorante, per prendere a cannamozzate dei canidi grandi come alberghi o delle teste volanti infuocate. Non ci troverete il vostro prossimo travestimento, ma avrete comunque modo di sfogare la vostra rabbia repressa.


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Alien Isolation (The Creative Assembly, 2014)

Nel 2017 di Alien se ne è parlato veramente tantissimo, tra film nuovi e collane di fumetti ancora inedite dalle nostre parti. Isolation è un survival horror in prima persona, con tutta l’angoscia che ne consegue, ed è un’ottima scelta da intellettuali per quando vorrete proporvi come esperti del franchise e bullizzare chi ha apprezzato Covenant. Vaffanculo, Ridley Scott.


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Outlast, Outlast 2 (Red Barrels, 2013 – 2017)

Un bel progettino indipendente grazie al quale potete riempire il vostro tempo scappando da tizi poco raccomandabili o reperendo documenti top-secret. Come se nella realtà mettere mani su documenti secretati non sia già sufficientemente rischioso e terrificante. Chissà come se la passa Assange nell’ambasciata dell’Ecuador. Nel secondo capitolo, tra streghe assatanate e robe che vogliono squartarvi a caso, la percentuale di possibilità di cagarvi addosso sale ulteriormente.


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Amnesia (Frictional Games, 2010)

Indipendente come Outlast, terrificante per motivi tecnici, per certi versi, come Silent Hill. In Amnesia l’espediente è semplice: non si vede un cazzo. Spegnete tutte le luci e starete a brancolare nel buio assieme a uno snervante tizio che non si ricorda come si chiama, da dove viene, se il Napoli è ancora primo. Ricorda solo di avere qualcosa alle calcagna. La Juventus? L’Inter?


Slender Man (Erik Knudsen, 2009)

Siccome siamo politically correct abbiamo voluto mettere un gioco indie di merda, che non ottiene lo scopo ultimo degli horror neanche se si assumono 10 lassativi nella mezzora precedente. Ai tempi però, quando il fenomeno dei reaction videos non era ancora così tanto diffuso, YouTube si riempì di video di persone terrorizzate da questo omino secco. Che fa meno paura dei secchi che fanno le risse a Mykonos.

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
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About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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