Ho simulato Russia 2018 con Road To World Cup ’98: la fase eliminatoria

La prima fase del mondiale di Russia simulato con le rose di FIFA del 1998. Grandi conferme, grandi sorprese.

Ho voluto fare una scelta hipster: da qualche settimana hanno messo online un mastodontico aggiornamento per FIFA 18, con tutte le squadre partecipanti al mondiale di Russia (anche la Croazia, che per i recenti titoli EA curiosamente non esiste) e anche un’altra variante di Ultimate Team per spillare soldi ai drogati dei pacchetti di figurine digitali. Me ne sono fottuto, e ho adottato un approccio differente per celebrare la competizione in corso.

Emulatore PSX e rom di dubbie origini alla mano, ho optato per celebrare un magnifico cimelio di 20 anni fa, FIFA Road To World Cup 98. Quello con Maldini d’azzurro vestito in copertina. E ho deciso di diventare spettatore, simulando gli esiti di tutte le partite del mondiale russo per vedere chi sarebbe stato il trionfatore dopo sessantaquattro partite giocate da indistinguibili grumi di pixel con numeri sulle spalle. Ovviamente, dato che l’abnegazione (ma soprattutto il tempo da buttare) ha un limite, non mi sono degnato di modificare le rose. Il mondiale del 2018 è dunque simulato con Ronaldo e Batistuta, con Figo e Mendieta, con Suker e Zidane.

E anche con Maldini e Baggio. Accertata l’inesistenza della nazionale serba nel 1998, non ho voluto rischiare d’essere tacciati da estremisti di destra, sostituendola con la Jugoslavia capitanata da Milosevic. Ho dunque sorteggiato tra le rimanenti nazionali un rimpiazzo: incredibilmente la sorte ha scelto l’Italia.

Quello che segue è un rapido resoconto sulla fase eliminatoria. Una semplice spiegazione per l’abbondanza di 0-0: fare giocare CPU contro CPU a questo FIFA dipende da due scelte possibili che portano allo stesso risultato finale. Abbassando il livello di difficoltà, gli omini controllati dalla CPU saranno dei cerebrolesi barcollanti incapaci, prim’ancora di segnare, anche soltanto di tirare dritto. Aumentandolo, tutti quanti (anche i centrali di difesa) si dedicheranno a colpi di tacco e dribbling degni di Neymar in spiaggia, ma al contempo i portieri diventeranno degli impenetrabili fenomeni. Il risultato è una generale latitanza di gol, con sei punti sufficienti a vincere quasi tutti i gironi. Vabbè.


Girone A

Russia – Arabia Saudita 1-0
Uruguay – Egitto 3-0
Russia – Egitto 0-0
Uruguay – Arabia Saudita 1-2
Russia – Uruguay 1-1
Egitto – Arabia Saudita 0-0

Russia 5
Uruguay 4 (dr +2)
Arabia Saudita 4 (dr 0)
Egitto 2

Il girone A vede una grande madre Russia partire con smalto nel derby degli idrocarburi contro i sauditi, e confermarsi con due conservativi pareggi. I sudamericani, d’altro canto, ottengono risultati altalenanti come in quasi tutti i mondiali dopo il Maracanazo e non riescono quasi mai a sfruttare gli snervanti dribbling che la narcisistica CPU rende compito esclusivo di tutti i giocatori dalla linea mediana in su. Vengono però graziati dall’Arabia Saudita, che dopo averli battuti contro ogni pronostico grazie a una prodezza balistica di Mehalal non riescono ad espugnare il fortino di un Egitto comunque privo di Salah. Che te pozzino, Ramos. Aspetta, chi cazzo è Ramos?

Una rimonta di forza regala all’Arabia Saudita un risultato di prestigio. Avremmo voluto vedere Mehalal almeno ai quarti.

 


Girone B

Portogallo – Spagna 0-0
Iran – Marocco 1-0
Portogallo – Marocco 0-0
Spagna – Iran 0-0
Portogallo – Iran 0-0
Spagna – Marocco 2-0

Spagna 5 (dr + 2)
Iran 5 (dr +1)
Portogallo 3
Marocco 1

Il sangue iberico di due partecipanti su quattro non basta a rendere caliente il girone B: un mortorio di pareggi a reti bianche dove le Furie Rosse (rosso-blu per l’occasione) staccano un pass soltanto all’ultima partita, assieme a un insospettabilmente imbattuto Iran. Avvistato un giovane cristiano tra gli spalti, che giura vendetta per la cocente eliminazione del suo Portogallo. Che sia proprio CR7 o uno qualsiasi chiamato in gergo giovanile: ai posteri l’ardua sentenza.

la Spagna si affida ai calci da fermo per buttare fuori il Marocco, forte della tranquillità di avere due risultati su tre e della sicurezza infusa dalle maglie del Genoa di Diego Milito.

 


Girone C

Francia – Australia 2-0
Danimarca – Perù 1-0
Danimarca – Australia 3-1
Francia – Perù 0-0
Danimarca – Francia 0-1
Perù – Australia 0-0

Francia 7
Danimarca 6
Perù 2
Australia 1

La Francia è una delle due nazionali nel videogioco ad avere 9/9 in tutte le caratteristiche presentate nel menu di selezione squadra (l’altra è l’Italia): inevitabile supporre (dato anche che si è scelto di mettere il livello di abilità della CPU a “World Class” e un incomprensibile “Exaggerated” invece di “Normal” alla voce “Player Statistics) che possa fare un sol boccone delle mediocri contendenti alla vetta del Girone C. Ed è quasi del tutto così: nessun sussulto da parte dei sudamericani ma un pareggino catenacciaro, non a sufficienza comunque per tirare fuori un numero da titolo della Gazzetta dello Sport (tipo “Però il Perù!”). Da segnalare al sessantesimo di Danimarca – Perù sospensione della partita per Blue Screen di Windows, con risultato comunque convalidato come finale.

Sulla costituzione Australiana deve esserci scritto che la selezione di calcio maschile deve schierare obbligatoriamente un pelato a centrocampo. In figura il predecessore di Bresciano, tale Slater, R.

 


Girone D

Argentina – Islanda 0-0
Croazia – Nigeria 0-1
Argentina – Croazia 0-1
Islanda – Nigeria 0-1
Argentina – Nigeria 2-1
Islanda – Croazia 0-3

Croazia 6
Nigeria 6
Argentina 4
Islanda 1

Metto le mani avanti dicendo che alla Nigeria avrei già tributato il mondiale ad honorem per i picchi di nostalgia inarrivabili che è capace di garantire: in campo ci sono Babangida e Jay-Jay Okocha. Gli africani, senza il peso dell’hype della maglia che è stata votata come la più bella di tutte del mondiale 2018 (qui indossano un generico verde verme che hanno tutte le nazionali del continente nero) riescono a comandare il girone pur piegandosi, nell’ultima partita delle tre, a una doppietta di Batistuta. Purtroppo per gli albicelesti, l’Islanda dopo una strenua resistenza all’esordio si fa fare allegramente a pezzi dalla Croazia. Con Di Maria e Mascherano oh Messi ciao, Messi ciao, Messi ciao ciao ciao.

Un incendiario Boban decide il girone con il gol vittoria contro l’Argentina, e con reiterati testa a testa con il malcapitato giudice di gara.

 


Girone E

Italia – Costa Rica 1-0
Brasile – Svizzera 1-1
Brasile – Costa Rica 0-0
Italia – Svizzera 0-0
Brasile – Italia 2-0
Costa Rica – Svizzera 0-1

Brasile 7
Svizzera 5
Italia 4
Costa Rica 1

Fatta pulizia della Jugoslavia per la pulizia (etnica) perpetrata dai suoi capitani, il girone E vede l’Italia dover battagliare con un’altra favorita per la vittoria finale, un Brasile in una formazione nostalgica seconda (almeno per i videogiochi di calcio) soltanto a quella del 2006 con Adriano e Ronaldinho al top della forma. Dopo un’immediata rivincita nei confronti della Costa Rica, artefice del disastro del 2014, gli azzurri si afflosciano sotto i colpi delle stelle verdeoro e vanno a fanculo prima degli ottavi come da tradizione. Ventura eroe della patria. Da grande stratega, aveva previsto tutto e ci ha evitato un viaggio inutile e costoso.

Ronaldo e Romario prima di fare un gol a testa alla povera Italia e del consequenziale festino coi trans.

 


Girone F

Germania – Messico 1-0
Svezia – Sud Corea 1-0
Germania – Svezia 0-0
Messico – Sud Corea 0-0
Germania – Sud Corea 2-0
Svezia – Messico 0-0

Germania 7
Svezia 5
Messico 2
Sud Corea 1

La Germania 1998 sbeffeggia la Germania 2018 per quanto riguarda il centravanti, e contrappone alla carcassa-talismano Mario Gomez e al sensibile Werner l’indimenticata istituzione che risponde al nome di Oliver Bierhoff. La Svezia d’altra parte sfrutta la sua abilità Ikea e monta in tempo record un mastodontico muro difensivo che Roger Waters levati proprio. Gli ex-nazisti non ce la fanno ad abbatterlo, ancora commossi dagli eventi di dieci anni prima con gli Scorpions. Figuriamoci i rassegnati messicani (che ricordiamo essere il contrario di ronaldogatti), che invece hanno già capito che dopo le pompe della Lewinsky non ci sarà più tanto da ridere.

Non si vede bene ma Hassler sta facendo il violino alla Gila.

 


Girone G

Belgio – Panama 1-1
Inghilterra – Tunisia 0-0
Belgio – Tunisia 1-2
Inghilterra – Panama 0-0
Belgio – Inghilterra 1-1
Tunisia – Panama 0-1

Panama 5
Tunisia 4
Inghilterra 3
Belgio 2

Il girone più amato dalle agenzie di viaggi, il girone più odiato da Matteo Salvini. Non ditegli che Panama e soprattutto Tunisia hanno passato il turno. L’Inghilterra conferma sul campo che i lavori per la Brexit procedono spediti, offrendo una prestazione calcistica da squadra iscritta alla Oceanian Football Confederation. Era tutto programmato. E finalmente i belgi del Napoli potranno dedicarsi al campionato. Da segnalare svista in occasione di Inghilterra – Tunisia, che per le bandiere simili nel menu selezione squadra è diventata Inghilterra – Marocco. Risultato comunque convalidato.

Belgio clamorosamente fuori, ma non sembrano curarsene: è tempo di tornare a casa e controllare che la fermentazione del malto sia a buon punto. Cheers.

 


Girone H

Polonia – Senegal 1-1
Colombia – Giappone 2-0
Giappone – Senegal 1-0
Polonia – Colombia 0-2
Giappone – Polonia 0-0
Colombia – Senegal 1-0

Colombia 9
Giappone 4
Polonia 2
Senegal 1

I giapponesi sono orgogliosi e hanno Holly e Benji (oltre ai Finley) a ricordar loro che tutto è possibile. I videogiochi del 1997 tuttavia sanno essere ben più punitivi della vita stessa, e così alla prima partita gli asiatici in maglia blu si fanno stampare in faccia un 2-0 dalla Colombia. Addirittura il secondo gol è realizzato di tacco da Tino Asprilla, che già meriterebbe l’assegnazione d’ufficio dei mondiali. Le forze dei Papa-boys e dei senegalesi sono comunque troppo fiacche per far punto contro gli uomini chiamati cafeteros anche se rinomati per una polvere ben diversa: il Sol Levante avrà una chance per splendere anche alle fasi eliminatorie.

Faustino Asprilla va in progressione sfruttando le larghe falcate di tutte e tre le sue gambe

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
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