I 6 videogame che dovete installare sul vostro smartphone

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Io non posso perché ho la memoria piena. Fatelo voi. Fidatevi (ammicco ammicco)

Dato che io non posso perché il mio dispositivo tecnologico portatile ha la memoria costantemente piena, ecco una bella (cappella) sistina di videogame in grado di farvi abbronzare tenendo il vostro bel faccione rivolto allo schermo luccicoso del vostro smartphone e con cui voi, miei cari lettori, carissimi lettori di In Media Rex, potete godere e divertirvi. Anticipo che, purtroppo, in questa classifica non vi è ancora il calendario soft-erotico della redazione, ma ci stiamo lavorando. Procediamo.


Jurassic World Alive

Il Pokémon GO! coi lucertoloni. Io ne sono incuriosito, Riccardo ne è talmente affascinato che in redazione lo cita a caso anche durante le riunioni, mentre prendiamo il caffé in pausa, mentre cerca di scroccare una sigaretta. La leggenda narra che, all’ennesimo pronunciare il nome di “Jurassic World Alive” da parte di Riccardo, il water abbia tirato lo sciacquone da solo, in una sorta di tentativo di suicidio. Ma i dinosauri piacciono a tutti, a noi piacciono i dinosauri, noi stessi siamo dinosauri, dopotutto. In più, quel paio di varianti rispetto al ben più popolare rivale lo rendono quantomeno interessante. Camminare per il lungomare di Tortoreto Lido come mentecatti dei novelli Owen Grady ed evitare di essere investiti da qualche bicicletta mentre cercate di estrapolare del DNA di triceratopo, annegare nelle profondità dell’Adriatico per inseguire un mosasaurus, rubare un risciò per inseguire un velociraptor… Che bella l’estate da nerdaccioni.

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Riccardo mentre cita Jurassic World Alive per l’ennesima volta.


Dr. Driving / Dr. Driving 2

È estate, il sole picchia. Picchia anche la carogna che avete in corpo perché voi, giovani neo diciottenni testosteronici e neodiciottenni dal selfie facile, siete stati inesorabilmente bocciati all’esame di guida. Il vecchio ripugnante ingegnere vi ha negato la gioia della patente solo perché non avete messo la freccia prima di accostare, o solo perché quella vecchia di merda si è messa tra voi e la strada. Ma il Dottor Guidante è qui per voi: un simulatore di guida (non di corse, ma letteralmente di guida) dalla grafica di poco migliore rispetto al primo Midtown Madness (che voi non sapete neppure cosa sia, giustamente) ma dall’indubbio valore propedeutico per il vostro obiettivo. Ridendo e scherzando, è avvincente, davvero. Il primo Need For Speed aveva auto meno spigolose, ma chi se ne frega: se volete bestemmiare sotto il sole (di Riccione di Riccione – cit.) e imparare qualcosa di vagamente pratico sulla guida, Dr Driving e il suo seguito sono perfetti per voi. E ricordate: quando voi stavate nascendo, io mi esaltavo nel vedere Toldo parare l’impossibile contro l’Olanda agli Europei del 2000. Se non sapete chi sia Toldo, presto circuirò le vostre madri, sappiatelo.


Captain Tsubasa: Dream Team

Dream Team davvero: durante questi mondiali abbiamo sperato fino all’ultimo nell’impresa giapponese, poi le nostre speranze sono state dirottate verso il sogno di Panama ai Quarti nella rievocazione della Coppa Del Mondo con Fifa 98. Ora torniamo a tifare Giappone con i veri campioni, quelli che ingiustamente sono stati lasciati a casa per i più fighetti Honda e company. Holly, Benji, ma soprattutto Mark Lenders, l’uomo dalle maniche sempre accorciate, il giocatore più tamarro della storia, lo scugnizzo dei quartieri bassi di Tokyo, cresciuto a mazzate e Drive In in televisione. Anche se basato sul sistema delle carte, volete mettere la soddisfazione di esaltarsi per la catapulta infernale dei fratelli Derrick? Urlare sotto l’ombrellone, ad Alba Adriatica, bestemmiando mentre si sfidano gli anti-bidet campioni del Mondo? Tra l’altro, nel trailer ho sentito distintamente qualche giocatore urlare “SACCAROSIO!”. Poesia. Se non lo scaricate, siete delle brutte persone. Anzi, no: siete proprio delle persone di merda.

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Capite il mio dramma?


Super Mario Run

Sì, il maschio alpha che è in me urla come Peach all’ennesimo rapimento. D’altronde, se per decenni continui ad avere per guardie del corpo e corpo militare hai dei funghi che non sono buoni nemmeno per una pasta alla boscaiola indegna della peggiore trattoria di Pantana, tanto bene di testa non stai. Ecco dunque che neppure io bene di testa sto (ajiò). Super Mario Run ti mette un agonismo in corpo difficile da far comprendere per chi non è entrato mai in possesso della demoniaca trovata Nintendo. Combatti contro te stesso per prendere tutte le monete possibili e per fare il tempo migliore. Ti incazzi con te stesso. Odi il genere umano quando intraprendi le sfide online. Diventi xenofobo. E anche xenomorfo.


Google Play Store

Sì, non è un videogame. Sì, è già presente sul vostro smartphone. Tuttavia, se siete un po’ giù di morale, se per l’ennesima volta volevate andare al mare, in montagna, al lago, semplicemente uscire di casa ma all’improvviso si scatena un temporale che in confronto l’alluvione di Noè era solo una brezza, accedete a un qualsiasi applicativo presente sul mercatino marchiato Google e scorrete i commenti. Vi sentirete meglio, delle persone migliori. La vita fa schifo, ma c’è chi vi batte. Siatene consapevoli. Siatene felici.


Granny

Odiate la tintarella? Granny sbiancherà ancora di più il vostro colorito catarifrangente. Odio questi giochi. Jumpscare e infarti consequenziali. Sarà che ho un’età, ma una volta tanto ringrazio per non avere una memoria così capiente nel mio cellulare. “Allora perché lo consigli?Perché vi odio. Perché lo faccio per voi, giovani e aitanti lettori, dovete temprare il vostro carattere, rafforzare i vostri nervi, rinvigorire la vostra reattività oculare e mentale. E perché vi odio.

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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