PC Classic, quando l’operazione nostalgia inizia a rompere i cosiddetti…

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I coglioni, a rompere i coglioni.

Cari lettori, care lettrici, cari gatti e soprattutto cari voi cani.

Sì, voi che comunque camminate sulle zampe posteriori ma che abbaiate comunque come i vostri simili a quattro zampe. Voi che avete avuto l’ideona di cavalcare la nostalgia galoppante di noi che oramai abbiamo stampato in fronte il bollino 30+. Voi che avete pensato “Il Nes Classic è stato un successo mastodontico, lo Snes Classic ha spopolato, abbiamo visto persone piangere all’annuncio della PlayStation Mini, perché non approfittarne anche noi? Siamo forse gli ultimi tra gli stronzi?

Sì.

Perché il PC Classic non ha senso di esistere. Zero. Nada. Nisba.

Sarà la gioia di chi vive nel ricordo dell’era DOS”. Sì, ma, per Diana Cacciatrice, esiste DOSBox da almeno 15 anni. E poi, santi numi del cd\, non ha senso sbattersi contro uno schermo di 24, 32 o settordici pollici per giocare mouse e tastiera con Doom. Perché, picchiaduro a parte, come puoi goderti gli FPS dell’epoca con un joypad?

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Notare la gioia, l’allegria e la vivacità che aleggiano al di fuori di questa immagine. Perché qui c’è solo del putrido.

Puoi, secondo i creatori, tanto che nella confezione verrà incluso un gamepad. Ok, potrò finalmente giocare a qualche platform senza bestemmiare o distruggere la barra spaziatrice, potrò bestemmiare di meno mentre tento di disegnare coi tasti direzionali la mezza luna necessaria per lo Shouriyuken mentre gioco a Street Fighter… Se saranno inclusi. Già, perché la lista di giochi ancora non è stata decisa, ma va bene, dopotutto il progetto è previsto per l’estate 2019.

Un aspetto assolutamente positivo: il logo che ricalca quello che compariva all’accensione dei PC degli Anni ’90 e il case che tenta di riprodurre i computer desktop stile 486 / Pentium 90.

Che senso ha, tuttavia, una cosa del genere? Che senso ha giocare in salotto classici per computer? Sì, sono integralista e talebano per queste cose, anche se ammetto che giocare a Monkey Island spaparanzato sul divano (che non possiedo) davanti a un televisore (che possiedo) sarebbe interessante. Ma… Non ha senso.

Così come sono quasi senza senso le operazioni nostalgia di Nintendo e Sony, ma in quel caso c’è una base di logicità che giustifica la presenza di quel “quasi” prima di “senza senso”: viene data la possibilità di giocare e rivivere dignitosamente esperienze videoludiche su apparecchiature casalinghe moderne. Avete mai provato a collegare un Super Nintendo con cavo antenna a un televisore moderno, anche di soli 24 pollici? No? Beh, io sì, e non è bello avere gli occhi scartavetrati dalla qualità di segnale degna delle emittenti televisive provinciali quando cercavano di non essere inglobate da TMC. Discorso leggermente migliore per PlayStation, ma, anche lì, vi assicuro che Crash Bandicoot può causarvi nausea e defenestramento della percezione corretta dei colori del vostro sistema nervoso. NES e SNES Classic, e in futuro PlayStation Classic, ovviano e risolvono questi problemi.

Ma su PC, porco di un Giuda ballerino, esiste già il modo per giocare degnamente a Theme Hospital, Dungeon Keeper, Doom e tanti altri vetusti e gloriosi titoli, per di più in maniera legale. Il già citato DOSBox, ma le tante versioni steam pensate dagli stessi sviluppatori per rendere fruibili i titoli su sistemi operativi odierni. Alcuni titoli non sono più in commercio perché la software house originale ha chiuso i battenti? Esiste il cosiddetto Abandonware: quei titoli non sono più vincolati da titolo d’autore e sono liberamente e LEGALMENTE scaricabili.

Ordunque: io sono pazzo, non sto bene di testa ed è probabile che recupererò SNES Mini e mi accaparrerò Playstation Classic, ma PC Classic rimarrà lì dove sta: nella campagna di crowdfunding. Non avrete i miei soldi. Piuttosto, se proprio devo e voglio farmi del male sperperando i miei pochi averi, preferisco spendere 80 euro in lattine di birra Atlas 8.5, detta anche la birra Mastrolindo.

“È ora possibile spegnere il computer.”

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
Andrea Mariano

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Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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