Snes Mini – nostalgia da (16) Bit Generation

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E sei lì, sempre lì, lì nel mezzo, finché ce l’hai (Ligabue nella ressa per accaparrarsi lo Snes Mini)

Situazione fotocopia dello scorso anno: Nintendo annuncia una “retroconsole” (quanto fa figo scriverlo. RETROCONSOLE), le persone vanno in delirio, i finti nerd gridano di gioia o allo scandalo, i nostalgici non capiscono più un emerito ermellino di niente e danno fondo ai propri fondi per affondare le loro finanze su un oggetto piccolo e carino che pare la sorpresa dell’Happy Meal.

È accaduto col Nintendo Classic Mini, per gli amici Nes Mini, ed è accaduto, di nuovo, con l’annuncio del Super Nintendo Mini, per gli amici fighi Snes Mini, per quelli ancora più pheeghy Super Nintendo Entertainment System Mini (sboroni). E noi siamo lì, ancora lì, lì nel mezzo, agonizzando tra goduria e scandalo. Ha senso un’operazione del genere? Sì, porca miseria. Perché sono decenni che aspetto di giocare a Chrono Trigger decentemente senza dover spendere 150 euro per la cartuccia di importazione NTSC.

Il guaio è che Chrono Trigger, l’unico jrpg che mi abbia mai entusiasmato ed assorbito come pochi altri (“Dai, un’altra quest e poi vado a dormire”. Ed erano le quattro di mattino, col gatto della vicina che miagolava e il fornaio sotto casa che bestemmiava) non c’è. Niente. Nada. Nisba. Vuoto siderale nel mio piccolo cuoricino stile iconcina di Zelda – A Link To The Past (lui c’è) putrefatto da anni di delusioni videoludiche e di vita.

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La speciale modalità “metti la cera – togli la cera” di Street Fighter 2 Turbo

Poco male, c’è Street Fighter II Turbo, ci sono finalmente 2 joystick (la mia generazione li chiamava così, dopo è spuntata la dicitura joypad o quella più pheega gamepad) con un cavo dalla lunghezza decorosa (un metro e mezzo, contro lo sputo raffazzonato di quello del Nes Mini) e un sacco di altri giochi.

“Un sacco”… Un sacchetto.

La riedizione dell’8 bit Nintendo conteneva 30 videogame pixellosi (poi qualche Santo è riuscito a trovare il metodo di aumentare la lista, ma io – come voi, vero? – non l’ho fatto per non trovarmi ad affrontare beghe legali. Vero?), non tutti capolavori, con bestemmie annesse per l’esclusione assurda di Tetris, se si pensa a tutto il casino combinato per acquisirne i diritti negli anni Ottanta (ne abbiamo parlato QUI), con perplessità per l’esclusione di classici come il primo Zelda (perché mettere il secondo capitolo, che è un abominio deprimente?) o del Castlevania originale (Castlevania II, oltre una colonna sonora spettacolare, aveva idee fin troppo evolute per poterle realizzare decentemente con la tecnologia dell’epoca), ma era una discreta selezione.

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Tenero, bellissimo, emozionante, a tratti frustrante. E la voglia di lasciare Baby Mario in balia degli eventi e far tornare la popolazione dei miei simili in santa pace.

Raddoppiano i bit emulati, diminuiscono i giochi contenuti, 21 per la precisione. Sì, c’è quella gemma oscura del mai pubblicato StarFox 2, ma… International Superstar Soccer Deluxe (progenitore di Pes), il primo gioco di calcio che ha posto le basi al videogame moderno (potevi palleggiare, fare la veronica, realizzare finte stile Ronaldo prima che il ginocchio rimanesse 20 centimetri indietro rispetto al resto del corpo, realizzare cross e tiri a effetto, potevi riconoscere Ravanelli e Baggio, porco mondo)? In compenso, anche se non c’entra un Beckenbauer con il calcio, c’è quel capolavoro di Yoshi’s Island, un dipinto in movimento di puro godimento e di rottura di palle (ecco che tuttavia il collegamento col football avviene, seppur molto alla lontana) per via di quel Baby Mario che urlava e piangeva ogni volta. Ma anche quella è poesia.

Come per il Nes miniaturizzato, anche lo Snes Mini ha una miriade di giochi che vorremmo (leggasi: avrei voluto) e che invece sono stati esclusi. Cara Nintendo, perché non concepire la micro retro console con un accesso al magico mondo dell’internét? Va bene anche verso il solo store dedicato. Li pago volentieri i millemila rubli di cartongesso per comperare l’intero catalogo anni Novanta. Cattiva Nintendo, cattiva. Gnegnegné.

D’accordo, sono un dinosauro rompicoglioni, lo ammetto. E sapete che vi dico? Che non ne vale la pena prenotare sto Snes Mini. E sapete perché ve lo dico? Perché sono invidioso di chi è riuscito a prenotarlo. Io, con le mie zampette corte di merda, non sono riuscito a pigiare “compra” su Amazon.

Ma come, ma hai scritto questo articolo!”. Eh, non sapete che fatica… E per punizione vi lascio con una delle pubblicità più belle degli anni Novanta. Chi non ha mai voluto la magia di Aladino o vivere a Jurassic Park?

Io, per esempio.

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
Andrea Mariano

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Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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