Otto videogiochi famosi che mi hanno fatto schifo

videogiochi che odio - 1000

“La vita è come una scatola di cioccolatini: prima o poi ti capita quello che tutti amano e che tu invece odi”

Ci sono videogiochi che hanno segnato un’epoca. Ci sono videogiochi che sono considerati piccoli capolavori. Ci sono videogiochi che sono definiti piccoli miracoli di creatività. E poi ci sono io, che ho giocato a molti di questi prodotti dell’ingegno umano e che ho provato sensazioni diametralmente opposte a quelle della critica e della massa videoludica. Snobismo? No. Non capisco una ramazza di straccio? Ammetto di non poterlo escludere.

Non posso farci niente: ho adorato The Dig che molti considerano uno scarto di sceneggiatura di Spielberg e un gioco minore della Lucas Art, sono rimasto incollato allo schermo di quell’oscenità di Fighting Force, ode treddì a un genere videoludico che già nel aveva tirato da un po’ le cuoia già sui 16 bit bidimensionali. E poi ho mal sopportato Doom…

Ma andiamo con ordine. Ecco 8 videogiochi per lo più apprezzati od osannati in ogni dove (mari, fiumi e laghi compresi), tranne da me.


Final Fantasy XV

D’accordo, in realtà non sono rimasto aberrato così tanto da chiudermi a riccio in un angolo e ripetere insistentemente “Perché l’hanno creato? Cosa ho fatto di male?”, però la noia imperterrita nel vagare nell’open world, trovare nemici a caso e doverli affrontare in tempo reale mi attanaglia le viscere in maniera devastante. Sono un essere umanoide fortemente legato al vecchio metodo vaghi-schermata-suono fastidioso-nemico-combatti, piuttosto che il pic-nic costantemente interrotto da mostri e nemici di varia fattezza. Un po’ come andare in campeggio senza l’antizanzare. Bello, ma usare la chitarra come paletta ammazza insetti non è l’opzione più comoda.

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La tamarreide è sempre ben apprezzata. Però devo anche andare a pescare. Il tonno manco mi piace.


Tomb Raider

Sì, correva l’anno 1996. Ci eccitavamo per dei cosi piramidali che avrebbero dovuto rappresentare dei sodi seni. E abbiamo costantemente rinchiuso nella cella frigorifera il povero vegliardo maggiordomo. Stop. Scoperta del proprio corpo e sadismo nei confronti dei più anziani a parte, Tomb Raider mi ha sempre un po’ annoiato, con quella telecamera idiota che ti fa sbagliare i salti da una piattaforma all’altra costringendoti a precipitare nell’oblio di una voragine oscura. Sì, la mira automatica per sparare contro nemici umanoidi o animali aiuta, tanto, ma quei cavolo di movimenti tanto fluidi che Lara, per girare a destra o sinistra, sembra stia facendo una parabola manco stesse gareggiando su un circuito Nascar. E raccogliere chiavi o medipack, MIODIO (che si può leggere sia come “Mio Dio”, sia come “Mi odio”): puoi essere vicinissimo, di fronte, ma se salti quel micro pixel di distanza, non riesci a prendere l’oggetto. MIODIO. Sì, era il 1996, ma che due coglioni.


Oddworld: Abe’s Oddysee

Solo a ripensarci mi vengono ancora i nervi. Geniale l’idea della telecinesi, della telepatia, del teletutto (e del telegattone, ma questa è un’altra storia), ma dannazione che nervi. Nel 1997 percepivo angoscia guardando tutto quel futuro alieno post industriale che si stagliava sul tubo catodico da 15 pollici (sì, ero fortunato rispetto ai ¾ della popolazione che aveva ancora i miseri 14 pollici spaccapupille), circa 15 anni dopo percepivo solo bestemmie provenire dalla mia gola per il fatto di non riuscire a superare la terza schermata. Geniale, eh. Ci sarà tuttavia un motivo per cui solo il primo capitolo è considerato una perla. Culo, signori miei. Pura e semplice botta di culo. D’accordo, sono troppo malevolo, ma capitemi: io volevo giocare, lui voleva aiuto. Gli intenti non collidevano.


Lemmings

Mi piaceva l’artwork dello scatolone (sì, un tempo i giuochi per piccì erano contenuti in grandi scatole di cartone al cui interno vi erano il ciddì – o i floppy – e il mastodontico manuale di istruzioni). Ho provato il gioco due volte. Poi tre, poi cinque. Poi disinstallai la demo. Scemi come capre. E io all’epoca avevo troppa poca pazienza per non farli morire tutti. Crepate, maledetti stronzi.


Fifa 14

Io ero abituato a pigiare e fare gol. Fare falli e correre. La simulazione calcistica che sorpassa PES”. Sì, vabè. Ma è lento come la morte angosciosa di una piattola sotto una padella di una cucina di un locale chiuso da dodici anni. Bello visivamente (anche se quelle manone dei giocatori mi hanno sempre inquietato), le pennellate fluide per realizzare cross e quant’altro. Bella l’atmosfera. Ma io voglio correre. Disinstallo e mi butto su Pes 2014. Cià.


Sonic

Da piccolo invidiavo i miei amichetti che avevano il Sega MegaDrive (“Libidine! Ocio però!”). Aveva i Fifa migliori, aveva alcuni giochi le cui controparti per Super Nintendo erano completamente diverse e delle volte delle ciofeche aberranti. E poi c’era Sonic. Colorato. Veloce. Gesù Cristo se era veloce. Un po’ troppo veloce, forse. A furia di saltare, correre, perdere monete, imprecare (all’epoca la parolaccia più pesante era PORCOGGGGGGIUDA), mi sentivo frustrato. Non sono mai riuscito a odiarlo completamente, lo ammetto. Ma è per colpa del porcospino blu se ho irrimediabilmente ampliato il mio vocabolario escatologico.

videogiochi che odio - sonic

Corri, salta, sbatti, perdi monete, cerca di non morir… eh.


La PlayStation

Sono e continuo a sostenere che se è vero che Sega con il Saturn ha avuto un’occasione d’oro sprecata a causa di idiozia e scelte demenziali, Sony all’epoca ebbe tanta fortuna, per non dire una botta di culo disarmante. Un progetto praticamente già pronto grazie a Mammà Nintendo che disse “Sapete cosa c’è? ‘Sto treddì secondo noi ancora non rende bene”, una concorrenza quasi inesistente, quella esistente (vedasi il già citato Saturn) si azzoppava da sola. Ma era il 1994, 6 poligoni in croce facevano gridare al miracolo. Traballanti, osceni. Ma era il miracolo. Era il TREDDDÌ. Fu l’inizio di un’era della quale ancora oggi ne viviamo l’evoluzione. Bello Crash, bello Tekken 3, ma io rimanevo forte e fiero dei miei Donkey Kong Country e del mio International Superstar Soccer Deluxe (nonno di Pes, decisamente il migliore gioco di calcio prima di Fifa ’98. E forse anche dopo). Bello quel treddì, ma lo preferivo su un PC. Anzi, su un piccì.


Doom

Lapidazione su di me. Ora. Now. Giuro di riconoscerne l’importanza mastodontica (anche se ancor più mastodontica è quella di Wolferstein 3D), ma non sono mai riuscito a farmelo piacere. Ci ho provato, non sto dicendo una bugia (ia-ia-oh). Vedevo mio cugino esaltarsi per questo sparatutto, leggevo in ogni dove la possanza di codesto capolavoro. Ci ho giocato. Più volte. Sarà che sono un cagasotto, ma non sono mai riuscito a completarlo. Così come il primo Quake. Non mi fanno schifo come concetto di gioco. Mi fanno schifo perché continuo a tentare di farmeli piacere e non ci riesco. Mi faccio schifo.

videogiochi che odio - doom

Doomguy, perdonami.

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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