Videogiochi riconosciuti come sport? Gente che l’ha presa benissimo

Desolato feed alle reazioni italiche a un prodotto delle multinazionali che ci fotte i bambini

Come un po’ tutti abbiamo avuto modo di apprendere, il Comitato Olimpico Internazionale ha annunciato al termine di un vertice a Losanna che i videogiochi a livello competitivo, chiamati e-sports, sono riconosciuti come attività sportiva. Questo vuol dire che in un futuro neanche troppo lontano potremmo vedere videogiocatori professionisti lottare per la medaglia d’oro per FIFA o Call of Duty alle Olimpiadi (ovviamente prima di vederli concretamente alle Olimpiadi andranno rifinite un paio di cosette che avranno bisogno di almno un paio d’anni).

Ma secondo voi il paese più bigotto del mondo come avrà preso la notizia? Mi sono divertito a cercare in giro su Facebook e non solo i commenti più belli della ggente e li ho suddivisi in tre principali categorie più qualche extra.


Complotti complotti e ancora complotti

Buona parte di questi vede solo il lato economico della cosa, con tanto di catastrofiche previsioni di cataclismi e apocalisse.


Qualcuno pensi ai bambini!!!

Come la ben nota moglie del reverendo dei Simpson, ci sono alcune persone che hanno pensato che i videogames come sport possono nuocere gravemente ai propri figli.

Oggi avevo voglia di fare Jogging professionistico, ma mi sa che è meglio giocare a Call of Duty


E le gare di rutti?

Tanta, tantissima, ma veramente un mostruoso quantitativo di gente ha pensato: “se si per i videogiochi, allora le gare di rutti/scorregge/ecc..?”


Extra offerti dalla casa

Manca la parte dove scrive “meditate gente, meditate…”. Non ci sono più i filosofi di una volta

Eccolo, poi c’è lui, il campione indiscusso. L’ho lasciato alla fine per ovvi motivi. Eroe moderno

Che dire? Purtroppo anche in quest’occasione l’Italia si conferma paese con parecchia paura del nuovo e che non  vuole vedere l’imminente progresso. Si noti che per la recente finale mondiale di League of Legends è stato riempito letteralmente lo stadio Nido d’Uccello di Pechino, proprio lo stesso delle olimpiadi del 2008 (80.000 posti a sedere) senza contare i 2 milioni di spettatori in streaming sulle varie piattaforme.

Certo, un “atleta” di e-sports ha regimi di allenamento diversi da quelli di un atleta olimpico, ma fidatevi che c’è da lavorare tanto anche sul piano fisico, al contrario di ciò che si può immaginare.

Vi lascio con un link al servizio di TG2 dossier dove spiegano gran parte di quello che c’è da sapere.

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